Per Tim si avvicina test conti. Analisti guardano a numeri Brasile e sinergie con Poste Italiane
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A Piazza Affari la stagione delle trimestrali continua a tenere banco e si candida ad essere uno dei temi caldi della prossima ottava. Sono, infatti, in calendario le trimestrali di numerose banche ma anche di altre società del Ftse Mib. Tra quest’ultime, c’è attesa per i numeri del primo semestre di Telecom Italia, con il Consiglio di amministrazione che si riunirà il prossimo 5 agosto. Una pubblicazione come sempre preceduta dai conti della controllata Tim Brasil, che ha presentato nei giorni scorsi la sua trimestrale.
Intanto, secondo le indiscrezioni di “Reuters”, sarebbe arrivato il via libera incondizionato dell’Antitrust all’ingresso di Poste in Tim.
Ma partiamo dai numeri della controllata brasiliana.
Tim Brasil, i conti del secondo trimestre
In attesa dei conti del gruppo italiano, sotto la lente i numeri della controllata sudamericana del gruppo guidato da Pietro Labriola, considerata uno dei “motori di Tim”. La società ha chiuso il primo semestre con un risultato netto normalizzato di circa 1,8 miliardi di reais, in crescita di circa il 37,3%. I ricavi sono saliti del 4,8% a quasi 13 miliardi, mentre i ricavi da servizi hanno mostrato una crescita del 5,4%. Nei sei mesi l’Ebitda è cresciuto del 6,5% a 6,44 miliardi.
Guardando ai risultati del solo secondo trimestre, i ricavi di Tim Brasil sono aumentati del 4,7% a 6,6 miliardi (+5,1% quelli da servizi), mentre l’Ebitda normalizzato è salito del 6,3% a 3,35 miliardi. Bene anche l’utile netto che è balzato nel trimestre a 976 milioni (+25% a/a).
“I risultati sono stati nel complesso allineati alle attese e coerenti con la guidance dell’intero esercizio, che è stata reiterata“, segnalavano ieri gli analisti di Equita post pubblicazione dei conti da parte di Tim Brasil. Sull’argomento la sim milanese è tornata oggi con un commento dopo la conference call del gruppo brasiliano. Conference call durante la quale è stato ribadito che “Tim Brasil prosegue nella strategia ‘more-for-more’ che sta portando a una buona acquisizione di clienti post-paid. Sono allo studio incrementi prezzo sulla base client per mantenere la positiva dinamica sull’ARPU” e che non è stata presa “alcuna decisione al momento sul business fisso, con tutte le opzioni che rimangono aperte”.
Ok incondizionato all’ingresso di Poste in Tim: i rumors
Tornando al mercato domestico, secondo indiscrezioni riportate ieri dall’agenzia stampa Reuters, che cita fonti vicine al dossier, l’antitrust avrebbe dato via libera incondizionato alla crescita nel capitale di Tim. “Questo potrebbe consentire la piena realizzazione di sinergie commerciali tra le due aziende”, sottolineano gli esperti di Equita Sim.
Ricordiamo che Poste Italiane è il primo azionista del gruppo tlc italiano con una partecipazione di quasi il 25%, dopo la doppia mossa che è andata in scena nel corso dell’anno. Prima l‘acquisizione, a febbraio, di una quota del 9,81% da Cassa Depositi e Prestiti, e poi l’accordo con Vivendi per rilevare un ulteriore 15%, a marzo 2025.
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View degli analisti, prevalgono i buy
Telecom Italia si presenta alla prova dei conti con una view positiva da parte degli analisti. Da inizio anno il titolo è salito di oltre il 62%, posizionandosi così nella “top 5” dei migliori titoli del Ftse Mib da inizio anno. Il consensus degli analisti su Bloomberg indica per Tim il 65% di giudizi Buy e il 25 Hold, mentre solo 2 analisti indicano Sell. Il prezzo obiettivo medio su 12 mesi è stimato dagli analisti interpellati da Bloomberg a 0,42 euro con potenziale upside del 5%.
Uno degli ultimi report sul titolo Tim è quello firmato da Barclays che porta la data del 30 luglio. Gli analisti della banca d’affari britannica hanno confermato la raccomandazione overweight, con il target price a 0,44 euro (sia per le ordinarie sia per le risparmio). “Prevediamo che il business domestico continuerà a mostrare un trend di ripresa, con una solida crescita dei ricavi da servizi nel B2B”, segnalano da Barclays in vista dei conti.