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Lockdown 2.0 intrappolano la BCE, ecco cosa aspettarsi oggi dalla Lagarde. Intanto la Merkel inonderà mercato di Bund nel 2021

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Il meeting Bce arriva proprio all’indomani della tempesta perfetta in Europa. Le prime due economie dell’area euro, Germania e Francia, varano il lockdown 2.0 (più soft nel caso della Germania) con almeno quattro settimane di chiusura quasi totale che andrà a impattare fortemente sul già complicato percorso di ripresa economica. E probabilmente presto si aggiungerà anche l’Italia con un lockdown soft quasi inevitabile visto il picco di contagi (quasi 25 mila nelle ultime 24 ore). I mercati hanno reagito con un violento sell-off (-4% il Ftse Mib ieri) e oggi il rischio concreto è che una Bce troppo attendista scateni nuove vendite.
Ieri è stato meno volatile il comparto delle obbligazioni governative con spread periferici comunque in allargamento (quello Btp-Bund è risalito in area 140 pb). A poco è valsa l’indiscrezione di Reuters secondo cui la Germania starebbe pensando ad aumentare le emissioni 2021 di un 25% rispetto a quello previsto in precedenza per sostenere l’economia vista la seconda ondata da coranavirus.

Difficile sorprendere

Tutti gli analisti sono concordi nel ritenere che una nuova tornata di stimoli da parte dell’Eurotower arriverà solo nel meeting di dicembre. Adesso, con l’ennesimo scrollone dei mercati di ieri e gli annunci dei lockdown di Francia e Germania, la Lagarde si potrebbe trovare costretta a cambiare spartito all’ultimo momento per dare in pasto ai mercati qualcosa di più concreto.
Nelle scorse settimane diversi esponenti Bce, compresa la stessa Lagarde, hanno apertamente fatto riferimento al varo di ulteriori misure di stimolo. In particolare il capo economista Bce, Philip Lane, ha parlato di ulteriore taglio dei tassi come opzione sul tavolo per il futuro, anche se quella più concreta è di maggiori acquisti di bond.
Se lo statement Bce non riservasse sorprese, i riflettori si sposteranno tutti alle parole della Lagarde nella conferenza delle 14:30.

Bce dovrà essere super-dovish, ma misure solo a dicembre

Secondo gli economisti intervistati da Bloomberg, l’acuirsi della seconda ondata di coronavirus indurrà la Banca Centrale Europea ad aumentare gli stimoli monetari nel corso di quest’anno. Gli economisti intervistati nel dettaglio prevedono che si aggiungeranno 500 miliardi di euro al PEPP, il programma di acquisto di obbligazioni per la pandemia da 1,35 trilioni di euro. Ma per ora non ci dovrebbero essere, a meno di sorprese dell’ultima ora, indicazioni in tal senso.
Il Consiglio direttivo della Banca centrale guidata da Christine Lagarde probabilmente manterrà invariata la politica, anche se diversi analisti si aspettano che fornisca segnali sull’arrivo imminente di un maggiore sostegno. “La BCE confermerà di essere pronta ad allentare ulteriormente la politica, ma non è ancora prevista una decisione”, ha sostenuto Kristian Toedtmann, economista della DekaBank di Francoforte. “In preparazione alla riunione di dicembre, l’attenzione si concentrerà sulle prospettive economiche e sull’adeguata elaborazione di un pacchetto di politiche”. La maggior parte dei partecipanti al sondaggio di Bloomberg inoltre ha previsto che anche il programma di emergenza sarà prolungato di altri sei mesi fino alla fine del 2021.
Anche Morgan Stanley  vede la Bce inerte per poi potenziare il bazooka a dicembre. La banca d’affari Usa in un report datato 26 ottobre rimarca come l’istituto centrale potrebbe decidere di aspettare ulteriori informazioni sull’evoluzione della pandemia, così come sui colloqui per la Brexit e sui piani fiscali dei Paesi UE per il 2021, senza considerare un fattore quale l’esito delle elezioni americane.  

Riflettori su BTP ed euro/dollaro

Mosse della Bce che ancora una volta vedono l’euro e i titoli di Stato spettatori interessati. “La BCE non ha bisogno di fare alcun annuncio nella riunione di ottobre, ma dovrebbe sottolineare la sua disponibilità a effettuare interventi futuri a fronte di un deterioramento delle prospettive macroeconomiche”, argomenta Franck Dixmier di AllianzGI che ritiene che un messaggio forte dovrebbe essere favorevole alla riduzione degli spread sui titoli di Stato periferici, quindi anche sui BTP italiani.
“Di fronte al deterioramento delle prospettive economiche e alla bassa inflazione nel contesto di un peggioramento della crisi sanitaria – aggiunge Dixmier – Christine Lagarde dovrebbe affermare con forza la sua disponibilità ad adottare ulteriori misure di sostegno monetario alla fine dell’anno”.
Da monitorare anche le possibili reazioni dell’euro/dollaro che negli ultimi tre mesi si è stabilizzato nel range 1,16-1,19 euro. Sebbene la Bce proverà a fornire un orientamento accomodante e accennerà a ulteriori acquisti di asset (in arrivo a dicembre), ciò non dovrebbe cogliere i mercati alla sprovvista. “L’impatto sulla coppia EUR/USD, che è stato relativamente resiliente durante l’ultimo declassamento delle prospettive di crescita della zona euro, non dovrebbe essere eccessivamente negativo”, è la previsione degli analisti di Ing.

La previsione di Ing circa la reazione moderata della divisa unica europea poggia sull’assunto che il mercato ha già assegnato un’alta probabilità a ulteriori misure di allentamento che verranno introdotte nella riunione della BCE di dicembre.  “Ultima ondata di Covid in Europa, l’aumento delle restrizioni e il conseguente declassamento delle prospettive di crescita dell’Eurozona hanno ulteriormente rafforzato tali aspettative”, asserisce Ing.