Notizie Notizie Mondo L’importanza dell’AI e la divergenza nei risultati delle Big Tech. Un’analisi sulle ultime trimestrali

L’importanza dell’AI e la divergenza nei risultati delle Big Tech. Un’analisi sulle ultime trimestrali

6 Agosto 2025 08:19

La stagione degli utili del secondo trimestre 2025 ha ribadito la supremazia dei colossi tecnologici americani, con l’intelligenza artificiale come motore principale della crescita. Tuttavia, si è delineata una chiara divergenza tra le aziende che riescono a monetizzare l’AI e quelle che faticano a tradurre gli investimenti in risultati concreti.

Nel complesso, l’intelligenza artificiale si conferma il filtro decisivo per la crescita: la spesa in conto capitale per infrastrutture AI è in forte aumento, ma il mercato premia solo chi dimostra ritorni concreti, non semplici promesse di investimento o strategie ambigue. Risultati e riflessioni da un’analisi di Charu Chanana, market strategist di BG SAXO e Saxo Bank.

Meta e Microsoft brillano, Apple e Amazon in ritardo sull’AI

Le sei delle “Magnifiche 7” che hanno pubblicato i risultati relativi al secondo trimestre dell’anno – Meta, Microsoft, Alphabet, Amazon, Apple e Tesla – hanno mostrato performance generalmente solide, ma il mercato ha reagito in modo selettivo, premiando chi dimostra progressi tangibili nell’AI e penalizzando chi delude in segmenti strategici come il cloud o manca di catalizzatori di crescita chiari.

Nel dettaglio, Meta ha brillato con un aumento dell’11% del titolo, grazie a una forte monetizzazione pubblicitaria supportata dall’intelligenza artificiale e a un incremento significativo della spesa in infrastrutture AI. Tuttavia, la sua ambiziosa visione di “superintelligenza personale” solleva interrogativi sui rischi di esecuzione, ricordando la scommessa (non proprio riuscita) sul Metaverso.

Microsoft ha impressionato con la crescita accelerata di Azure, la sua piattaforma cloud, evidenziando contributi concreti dell’AI al fatturato e consolidando il suo ruolo di leader nella trasformazione dell’entusiasmo per l’ intelligenza artificiale in profitti veri e propri. Con un forte trimestre, Alphabet ha confermato la solidità di Search, YouTube e Google Cloud, con una disciplina sui costi che ne rafforza la stabilità, mentre l’integrazione dell’AI in Google Workspace apre prospettive di monetizzazione a lungo termine.

Amazon delude nel Cloud, Tesla preoccupa per i dazi

Pur superando le attese sulle entrate, il colosso fondato da Jeff Bezos ha deluso nel cloud. AWS (la sussidiaria di Amazon specializzata in servizi di cloud computing) è cresciuta solo del 17% rispetto al 39% di Azure e al 32% di Google Cloud, segnalando una perdita di quota di mercato in un settore cruciale per l’adozione dell’AI aziendale. Apple, nonostante risultati solidi in tutti i segmenti principali, ha registrato una reazione tiepida (+2,5%), probabilmente per la mancanza di un ruolo chiaro nell’AI generativa o per timori legati a possibili dazi che potrebbero complicare i trimestri futuri.

Tesla, in linea con le aspettative, ha sollevato preoccupazioni con commenti su difficoltà imminenti. In particolare, il ceo Elon Musk ha descritto i prossimi trimestri come probabilmente “difficili,” citando difficoltà nelle consegne dovute ai dazi, problemi nella supply chain, e l’impatto del cosiddetto “big beautiful bill” che ha eliminato crediti chiave per veicoli elettrici, generando non pochi attriti con il presidente Trump. Nel frattempo, le sue ambizioni in AI e robotica (robo-taxi e Optimus) non compensano del tutto le incertezze sul core business dei veicoli elettrici, nonostante il grande interesse da parte degli investitori.

Nvidia al centro della rivoluzione AI: aspettative alte per il futuro

Al centro dell’universo degli investimenti tecnologici più avanzati c’è Nvidia, il cui report di fine agosto (conti in uscita il 27 agosto) sarà cruciale. Con le big tech che investono massicciamente in AI, l’azienda guidata da Jen-Hsun Huang beneficia di una domanda robusta per chip e software (come la piattaforma di calcolo CUDA). Eppure, le altissime aspettative richiedono non solo numeri forti, ma anche previsioni convincenti sulla sostenibilità della domanda oltre il 2025.

La storia dell’AI, tuttavia, non si limita a Nvidia: opportunità di investimento si aprono lungo tutta la filiera, dai chip al cloud, fino a cybersicurezza e software. Guardando avanti, sottolinea Chanana, sarà essenziale monitorare gli utili di Nvidia, l’impatto del “big beautiful bill” sui veicoli elettrici, le tendenze di deregolamentazione che potrebbero stimolare ulteriori investimenti e infine gli effetti dei dazi sulle catene di approvvigionamento, che potrebbero ridefinire le prospettive di crescita nella seconda metà del 2025.