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Le criptovalute non convincono Danske Bank che conferma divieto al trading. Nuovo rinvio SEC a ETF su bitcoin

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Il bitcoin e le criptovalute in generale continuano a non convincere la Danske Bank che reitera il suo no al trading di cripto nonostante la crescente richiesta da parte dei clienti. La maggiore banca danese ha dichiarato oggi che non revocherà il divieto di scambiare bitcoin e altre criptovalute sulle sue piattaforme, sottolineando la “mancanza di trasparenza e regolamentazione nel trading di criptovalute” e la preoccupazione per i “prezzi volatili e opachi”.

A preoccupare è anche la scarsa sostenibilità ambientale delle cripto. L’impronta di carbonio delle criptovalute minerarie è in contrasto con l’obiettivo di Danske di fare operazioni bancarie sostenibili.

“Riconosciamo che esiste un mercato globale significativo per le criptovalute e che molti clienti trovano interessanti le criptovalute – si legge sul sito della banca – Tuttavia, come istituto finanziario, Danske Bank per diversi motivi mantiene un approccio molto cauto nei confronti delle criptovalute”.

Come ricorda l’agenzia Bloomberg, Danske è ancora indagata per riciclaggio di denaro negli Stati Uniti e in Europa ed è pertanto particolarmente sensibile al mondo del trading di criptovalute dato il rischio che tali beni vengano utilizzati per crimini finanziari. Danske rimane quindi in attesa di vedere come progrediscono gli sviluppi della nuova legislazione dell’Unione Europea, la regolamentazione dei mercati delle criptovalute (MiCA).

Bitcoin di nuovo sotto pressione

Oggi a prevalere sono le vendite sulle criptovalute. Il bitcoin è arrivato a segnare oltre -4% attestandosi in area 37.600 $ dopo che nella prima parte della settimana si era arrampicato oltre il muro dei 40 mila dollari sostenuto dalle parole di Elon Musk sulla possibilità che Tesla torni ad accettare transazioni nella criptovaluta una volta che i miners utilizzeranno fonti di energia più pulite.

Dall’ultimo sondaggio della Bank of America Global Fund Manager emerge che circa l’81% dei gestori di fondi crede che il Bitcoin sia una bolla, anche dopo il crollo dei prezzi del 35% di maggio e nonostante i nuovi segnali di interesse istituzionale nella criptovaluta da parte di hedge fund e banche tra cui Wells Fargo. La survey ha mostrato che il 72% dei fund manager pensa che il recente aumento dell’inflazione sia transitorio. Il Bitcoin è spesso visto come una copertura contro l’inflazione, e molti analisti di criptovalute attribuiscono i guadagni della criptovaluta nell’ultimo anno alla preoccupazione per la crescente inflazione.

Ennesimo rinvio della SEC per l’ETF sul bitcoin

A frenare in questi ultimi giorni la risalita del bitcoin è stato anche l’ennesimo rinvio da parte della Securities and Exchange Commission (SEC) all’approvazione del VanEck Bitcoin Trust, che sarebbe il primo ETF sul bitcoin del mercato statunitense. La SEC avvierà un nuovo giro di consultazioni per valutare quanto l’ETF in questione sarebbe soggetto alla manipolazione di mercato. La SEC, che per la seconda volta che estende il periodo di revisione sull’ETF proposto da  VanEck, risulta preoccupata di non avere un’adeguata sorveglianza sugli scambi di criptovalute e, quindi, di non poter garantire un’adeguata protezione degli investitori.