Lagarde pronta a lasciare la Bce? Ipotesi smentita. Mercato attende meeting giugno e i prossimi tagli
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Il suo mandato terminerà tra più di due anni, ma sono circolate alcune indiscrezioni secondo le quali potrebbe lasciare la sua poltrona di presidente della Banca centrale europea (Bce) in anticipo. Al centro di questi rumors, riportati da “The Financial Times” e ripresi da Reuters, c’è naturalmente Christine Lagarde. Stando a quanto pubblicato dal quotidiano inglese, Lagarde potrebbe lasciare la Bce prima del termine del suo mandato in scadenza nell’ottobre del 2027 per prendere le redini del World Economic Forum (Wef). Una possibilità già smentita da un portavoce della Bce che ha chiarito che “Lagarde è determinata a completare il suo mandato di 8 anni alla Bce”.
Un’indiscrezione che arriva a una settimana dal nuovo meeting della Bce di giovedì 5 giugno in cui il board guidato da Christine Lagarde tornerà a riunirsi. Le attese sono per un nuovo taglio dei tassi di 25 punti base, ma si attendono anche le nuove proiezioni macroeconomiche.
Lagarde pronta a lasciare la Bce? Portavoce smentisce: “determinata a completare il mandato”
“Christine Lagarde avrebbe discusso la possibilità di interrompere il suo mandato di presidente della Banca Centrale Europea per diventare il presidente del World Economic Forum, secondo quanto dichiarato dal fondatore del Wef, Klaus Schwab”. Comincia così l’articolo del “Financial Times” dal titolo “Christine Lagarde discussed leaving ECB early to head WEF, says Klaus Schwab“.
Secondo le anticipazioni di Schwab, che ha lasciato il suo incarico al WEF il mese scorso per accuse di cattiva condotta da lui negate, sarebbero stati predisposti accordi pratici – come un appartamento in Svizzera – affinché Lagarde assuma la guida dell’organizzazione prima della scadenza del suo mandato alla Bce”. Schwab ha dichiarato al Financial Times che per “diversi anni” lui e Lagarde hanno discusso la potenziale sostituzione alla guida del Wef, e che l’ultimo incontro tra i due sarebbe avvenuto lo scorso aprile per discutere di un piano di successione.
“La presidente Lagarde – indica un portavoce della Bce – è sempre stata pienamente impegnata a portare a termine la sua missione ed è determinata a completare il suo mandato”. Il mandato di Lagarde alla Bce durerà fino al 31 ottobre 2027.
Riunione di giugno verso un nuovo taglio e poi?
Intanto il 5 giugno è in calendario la quarta riunione della Bce del 2025, in cui annuncerà le sue decisioni di politica monetaria e le nuove proiezioni macroeconomiche. Secondo gli esperti di Goldman Sachs “il tema chiave della riunione della Bce della prossima settimana sarà l’entità delle modifiche alle proiezioni macroeconomiche, dati i significativi movimenti nelle variabili di mercato utilizzate come ipotesi tecniche”. La banca d’affari Usa ricorda, infatti, che “tra la data limite per le proiezioni di marzo, il 6 febbraio, e quella delle prossime proiezioni, probabilmente il 14 maggio, l’euro si è rafforzato del 4% rispetto a un paniere di valute ponderate per gli scambi commerciali e i prezzi spot di petrolio e gas sono scesi del 25%”.
Sulle potenziali decisioni in termini di tassi (il mercato si attende una nuova sforbiciata di 25 pb, portando il tasso di deposito al 2%), Martin Van Vliet, global macro strategist di Robeco, scrive: “La Bce si trova di fronte a un dilemma diverso. Per ora, con tassi di politica monetaria non ancora espansivi, vi sono chiari motivi per continuare a tagliare i tassi. L’inflazione è scesa e la crescita rischia fortemente di risentire dell’incertezza sui dazi”. E avverte: “guardando oltre i prossimi uno o due trimestri, la situazione potrebbe essere diversa. Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, il consistente stimolo fiscale annunciato dalla Germania e la spesa per la difesa potrebbero svolgere un ruolo più importante nel sostenere la crescita. A quel punto, la Bce potrebbe trovarsi di fronte a un compromesso tra l’attuazione di ulteriori stimoli monetari o il proseguimento degli stimoli fiscali”.
Dopo questo passo atteso, prosegue l’esperto, qualsiasi ulteriore riduzione dei tassi dovrebbe essere meno meccanica. La politica della Bce non è più restrittiva, ma ciò non significa che la Bce non sia in grado di agire se necessario. “La presidente della Bce Lagarde ha recentemente sottolineato che non essere restrittivi è “insensato” perché non viviamo in un “mondo privo di shock”. Gli annunci sui dazi degli Stati Uniti hanno chiaramente rappresentato uno shock di questo tipo – segnala lo strategist di Robeco -. Di conseguenza, la Bce può essere “agile” e Lagarde si sente libera di ridurre ulteriormente i tassi se necessario. La necessità di farlo dipenderà in gran parte dall’esito degli attuali negoziati commerciali tra l’UE e gli Stati Uniti e dal danno economico già causato dalla guerra commerciale”.