1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Uncategorized ›› 

La Lagarde alla Bce il regalo più grande per l’Italia, molto più di stop a procedura infrazione (analisti)

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

La nomina di Christine Lagarde dalla Bce è stata accolta con favore dai mercati, in particolare l’Italia oggi è stata la miglior Borsa europea con un balzo del 2,4% accompagnato dal nuovo rally dei Btp (tassi a 5 e 10 anni ai minimi da maggio 2018). Oggi inoltre sono stati ‘cancellati’ mesi di incertezza politica con la decisione dell’Ue di non attuare la procedura d’infrazione.

 

La Lagarde al posto di Draghi è stata una scelta molto apprezzata dagli investitori, in particolare sulla periferia d’Europa e sull’Italia. “Gli operatori sembrano aver apprezzato la continuità operativa che una figura come quella di Lagarde garantisce all’Istituto di Francoforte dopo otto anni di gestione di Mario Draghi. Questo è il principale motivo che spiega l’ottimismo sui mercati europei oggi – argomenta Vincenzo Longo, market strategist di IG – Crediamo che solo una parte residuale del movimento odierno è imputabile allo scampato pericolo di avere un presidente della Bce più falco”. Sui mercati aleggiava lo spauracchio della nomina di Jens Weidmann, che comunque non è mai decollata come candidatura “per via di due fattori: il dissenso espresso con i voti durante gli anni del mandato Draghi, un elemento questo che avrebbe sicuramente rappresentato una linea di rottura con il passato. In secondo luogo, la Germania aveva già mostrato interesse per la guida della Commissione europea, fattore questo che automaticamente l’ha scartato anzitempo nella corsa alla presidenza Bce”, argomenta Longo.

Lagarde e stop a procedura infrazione, cosa conta di più?

Gli asset italiani oggi sono stati favoriti anche dallo stop della procedura di infrazione. “È difficile scindere l’impatto del rinvio della procedura d’infrazione con quello della nomina della Lagarde a capo della Bce – rimarca lo strategist di IG – . Possiamo certamente dire che la scelta di una figura così colomba come Lagarde garantisce un recupero importante soprattutto all’Italia, il cui rischio Paese era cresciuto notevolmente nell’ultimo anno a seguito dell’instabilità politica. La testimonianza arriva dallo spread che si è contratto rapidamente nelle ultime due settimane, scendendo a 200 punti base, livelli che non si vedevano da giugno 2018. A tal proposito possiamo anche dire che la concomitanza delle nomine con la procedura d’infrazione potrebbe aver in qualche modo influenzato l’esito della Commissione europea”. “Sull’Italia quindi possiamo affermare che gli acquisti degli investitori siano stati guidati più dalle aspettative accomodanti della Bce che riduce significativamente l’eccessivo carico di rischio emerso negli ultimi 12 mesi sugli asset italiani che non la mancata procedura d’infrazione. Proprio quest’ultima potrebbe tornare a tormentare il Belpaese in autunno in vista della nuova legge di bilancio”.

 

Piazza Affari vola con le banche, oltre +5% Intesa e Unicredit

Piazza Affari ha chiuso con un balzo del 2,40% del Ftse Mib, che si riporta a ridosso dei massimi annui a pochi passi dai 22 mila punti (21.905 il close di oggi).

L’exploit a Piazza Affari, miglior listino europeo, è stato trainato dalle banche, rimaste indietro nei giorni scorsi: +6,56% Banco BPM, +6,78% UBI Banca, +5,08% Intesa Sanpaolo e +5,57% Unicredit. In parallelo si assiste a una forte contrazione dei rendimenti dei Btp: il rendimento del BTP a 10 anni è sceso sotto l’1,70% subito dopo la notizia della scampata procedura con conseguente calo dello spread fino a 206 pb, nuovo minimo a un anno.

Molto bene anche le utility con Enel (+2,36%) balzata ai nuovi massimi a 11 anni. Massimi assoluti per Poste Italiane (+2,36% a 9,69 euro) e Ferrari (+1,75% a 148,6 euro).