1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. trading ›› 

Titolo Intesa Sanpaolo lancia segnali positivi e prepara attacco a massimi pre-pandemia. Per Apple valutazioni convenienti rispetto agli altri FAANG

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

L’earning season va avanti a ritmo serrato a Wall Street e in Europa con numeri sorprendenti in positivo L’ultima in ordine di tempo è stata Amazon con utili trimestrali record per oltre 8 mld $. Ma anche Apple, Google e le altre big Tech hanno dato in pasto agli investitori numeri oltre le attese. Ieri Facebook ha chiuso in rialzo di oltre il 7%, raggiungendo il massimo storico dopo aver battuto le stime degli analisti grazie a numeri record trainati dalla crescita della pubblicità durante la pandemia e dai prezzi degli ads online più elevati.
Quasi il 90% delle società a Wall Street ha finora battuto le stime degli analisti sul fronte sia degli utili che dei ricavi. Guardando all’Europa, invece, gli utili sono saliti del 71,3% nel primo trimestre, secondo i dati di Refinitiv, con circa un terzo delle aziende quotate sullo STOXX 600 che ha comunicato i risultati per il trimestre; di questi il 68% ha battuto le stime degli analisti.

In Italia la stagione delle trimestrali sta entrando a sua volta nel vivo con i numeri di ENI arrivati oggi. Settimana prossima il clou con i conti delle maggiori banche a partire da Intesa Sanpaolo il 5 maggio. Proprio su Intesa e su Apple si sofferma oggi Edoardo Fusco Femiano, Market Analyst di eToro, che vede segnali interessanti dall’impostazione grafica dei due titoli.

Intesa Sanpaolo mette nel mirino i massimi pre-pandemia

L’analista di eToro pone l’accento sul segnale di inversione di trend per Intesa Sanpaolo in area 2,31, dopo che il titolo ha rotto a rialzo la trendline ribassista che congiunge i massimi decrescenti che partono da aprile 2018. La tenuta dell’area attuale di prezzo è fondamentale per la concreta materializzazione dell’inversione tecnica, con un primo target di prezzo che si troverebbe in area 2,62, massimo pre-pandemia del 2020. “Ulteriori estensioni rialziste si troverebbero successivamente in area 2,83 e 3. L’impostazione rialzista è confermata anche da un’RSI sopra area 50 e un ADX sopra 20. In un’ottica di breve termine, solo un cedimento sotto area 2,18 rappresenterebbe un indebolimento significativo del buon momentum di prezzo di cui gode il titolo”.

Per Apple una valutazione appetibile dopo numeri record 

Apple non ha deluso sul fronte conti. La società di Cupertino ha rilasciato numeri straordinari al mercato, annunciando ricavi in aumento del 54% rispetto all’anno scorso e profitti significativamente più alti rispetto a quanto gli analisti si attendessero.

Apple ha registrato una crescita a due cifre in tutte le sue categorie di prodotti e la sua linea di prodotti più importante, l’iPhone, è cresciuta del 65,5% rispetto allo scorso anno. Le vendite di Mac e iPad hanno fatto  meglio, con le vendite dei primi che sono salite del 70,1% e quelle dei secondi del di quasi il 79% su base annuale.  In termini di driver di crescita, il management ha affermato che negli ultimi mesi che i ricavi sono stati stimolati indirettamente dalla pandemia, con consumatori e aziende che hanno acquistato computer per lavorare da casa o da postazioni in remoto.
“Nonostante i risultati impressionanti, il titolo nel corso di circa due sessioni è salito di solo l’1,5%. Ciò detto, oggi Apple sul piano della valutazione è tornata su un range di prezzo interessante.  La società ha riportato un utile per azione pari a 1,40$, in aumento rispetto alle stime di consenso che si attestavano intorno a 0,99$”, rimarca Fusco Femiano.
La società non ha fornito una guidance per il resto del 2021, l’analista di eToro ritiene sia realistico attendersi un utile per azione intorno ai $5 per  l’intero 2021. Ai prezzi attuali, questo implicherebbe un P/E (Prezzo / Utili) corrente intorno a 27: una valutazione di fatto simile a quella precedente alla pandemia e decisamente più conveniente rispetto alle altre FAANG, in particolar modo Facebook e Google. In conclusione, i numeri attuali mostrano un titolo in repricing ma non ancora caro, se valutato sui suoi standard storici.