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Intesa Sanpaolo fa boom di utili e non demorde su politica dividendi super generosa

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Pieno di utili per il gruppo Intesa Sanpaolo che conferma la sua policy generosa sul fronte dividendi. La maggiore banca italiana per capitalizzazione ha sfornato un utile netto pari a 1.151 milioni di euro nel primo trimestre, ben superiore rispetto agli 872 milioni del quarto trimestre 2019 e ai 1.050 milioni del primo trimestre 2019. Gli utili risulterebbero pari a circa 1.360 milioni escludendo l’accantonamento di circa 300 milioni ante imposte per COVID-19 e a circa 2,3 miliardi pro-forma se – oltre a escludere questo accantonamento – si considerasse la plusvalenza netta di circa 900 milioni da Nexi (che consentirebbe di assorbire circa 1,2 miliardi di accantonamenti ante imposte), con un conseguente buffer pari a circa 1,5 miliardi ante imposte a fronte dei possibili impatti dell’epidemia da COVID-19 per l’intero esercizio.
Il consensus degli analisti raccolto da Bloomberg vede l’utile netto trimestrale di Intesa Sanpaolo attestarsi a 751,4 milioni di euro.

Il risultato della gestione operativa del gruppo è in crescita del 26,8% rispetto al primo trimestre 2019; i proventi operativi netti in aumento dell’11,7% rispetto al primo trimestre 2019; i costi operativi in diminuzione del 2,7% rispetto al primo trimestre 2019.  I ricavi sono stati pari a 4,882 miliardi  (consensus era 4,15 miliardi), mentre le svalutazioni sui crediti per 403 milioni sono inferiori rispetto ai 638 milioni di euro del consensus. Il net interest income risulta di 1,747 miliardi, commissioni nette per 1,844 miliardi (-14,9%); ben oltre le attese anche il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value, pari a 994 milioni di euro  rispetto a 356 milioni del quarto trimestre 2019.
La reazione in Borsa al momento è contenuta con il titolo Intesa che si mantiene in rialzo di oltre il 2% in area 1,40 euro.

Politica dividendi confermata

Il gruppo Intesa Sanpaolo conferma la politica dei dividendi indicata nel Piano di Impresa 2018-2021, che prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 75% del risultato netto per l’esercizio 2020 e al 70% per l’esercizio 2021, subordinatamente alle indicazioni che verranno fornite dalla BCE in merito alla distribuzione di dividendi successivamente al 1° ottobre prossimo, termine della raccomandazione Bce del 27 marzo scorso.
Il ceo Carlo Messina nelle scorse settimane ha precisato che la possibilità del ripristino del pagamento del dividendo dipende molto da come si riprenderà il PIL italiano. “Se la riduzione del Pil italiano tenderà ad avvicinarsi a zero nella seconda parte dell’anno, con prospettive positive per l’anno prossimo, Intesa Sanpaolo sarà in grado di pagare il dividendo proposto agli azionisti”, ha detto in una intervista a Repubblica.

Utile stimato ad almeno 3 miliardi nel 2020

Le nuove stime per l’intero 2020 del gruppo Intesa Sanpaolo sono di un utile netto non inferiore a circa 3 miliardi di euro e non inferiore a circa 3,5 miliardi nel 2021, assumendo un costo del rischio potenzialmente fino a circa 90 centesimi di punto per il 2020 e fino a circa 70 centesimi di punto per il 2021. Il gruppo conta di far leva sui propri punti di forza, che risiedono in un modello diversificato, fra attività di Wealth Management & Protection e sviluppo dei prodotti assicurativi danni non-motor, gestione dei costi operativi e gestione proattiva del credito deteriorato.
Le previsioni si basano su uno scenario nella previsione di un andamento del PIL dell’Italia che potrebbe registrare un calo nell’ordine dell’ 8-10,5% per il 2020 e una ripresa nell’ordine del 4,5-7% per il 2021.
Confermata anche la proiezione da Piano di Impresa di un Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime superiore al 13% nel 2021, anche considerando la potenziale distribuzione del dividendo sospeso relativo al 2019.