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Intesa Sanpaolo prepara dividendo XXL per 2021 (Bce permettendo), più sinergie con UBI. Titolo inarrestabile sul Ftse Mib dopo conti

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Intesa Sanpaolo non delude e sforna utili trimestrali leggermente oltre le attese confermando le previsioni per l’intero 2020 e per il 2021. La maggiore banca italiana scalda il mercato, con titolo schizzato fino a +4% sopra quota 1,60 euro (il titolo segna +14% nelle ultime 4 sedute), con indicazioni positive sia sul fronte sinergie con UBI, che potrebbero andare oltre le stime iniziali, sia per la politica dividendi.
Intanto, Intesa Sanpaolo annuncia che intende presentare il nuovo Piano di Impresa entro la fine del 2021, appena lo scenario macroeconomico sarà diventato più chiaro.

Messina: siamo tra le banche meglio posizionate per ritorno a dividendo

Il gruppo bancario guidato da Carlo Messina insiste nell’intenzione di chiedere alla Bce che nel 2021 possa distribuire una doppia cedola, recuperando quindi anche quanto non corrisposto ai soci quest’anno in virtù dello stop arrivato dalla Bce per tutte le banche.
“Siamo convinti di essere una delle banche meglio posizionate per poter riprendere la distribuzione dei dividendi una volta avuta l’autorizzazione della BCE”, così Carlo Messina, nel suo commento ai risultati al 30 settembre 2020.
Intesa ha confermato un pay out ratio del 75% per il 2020 e del 70% per il 2021. “In aggiunta alla distribuzione dei dividendi previsti a valere sul 2020, verificheremo il consenso della BCE rispetto alla distribuzione da riserve del dividendo a valere sul 2019”, dice Messina confermando quanto indicato dalla banca lo scorso luglio.
Considerato che il gruppo ha come obiettivo di solidità un Cet 1 superiore al 12%, potenzialmente potrebbe staccare il prossimo anno – Bce permettendo –  fino a 0,30 euro per azione, pari ad un rendimento nell’ordine del 18% ai prezzi attuali.  La raccomandazione Bce alle banche europee di non distribuire dividendi è fino a gennaio 2021.

Da UBI possibili sinergie superiori al previsto

Il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, guarda con ottimismo alle sinergie che arriveranno dall’integrazione con UBI Banca. “Tutti i passaggi previsti dal processo di integrazione si stanno realizzando secondo i tempi previsti e in alcuni casi stiamo raggiungendo in anticipo gli obiettivi fissati – asserisce il top manager di Intesa – . Di conseguenza ci aspettiamo di ottenere sinergie significative, anche superiori ai 700 milioni annunciati a giugno”.
“Al vertice di UBI Banca, abbiamo insediato un CdA di elevato standing- aggiunge Messina – il team impegnato nel processo di integrazione sta svolgendo un notevole lavoro. Grazie a ciò le persone di Intesa Sanpaolo e di UBI Banca nei prossimi mesi potranno mettere a fattor comune ulteriori elementi di crescita e sviluppo”.

I numeri del 3° trimestre

Numeri solidi per Intesa Sanpaolo. La maggiore banca italiana ha riportato nel terzo trimestre 2020 un utile netto di 507 milioni di euro, superiore rispetto ai 497,1 mln del consensus Bloomberg. Il dato esclude il goodwill negativo di 3.264 milioni generato dall’acquisizione di UBI Banca e l’apporto di UBI Banca di 39 milioni).
I ricavi del trimestre ammontano a 4,08 mld, in questo caso sotto i 4,43 mld del consensus. Il margine di interesse netto risulta di 1,82 miliardi di euro (stima era 1,83 miliardi di euro); le commissioni nette (escludendo l’apporto di 272 milioni di UBI Banca) risultano invece di 1,86 miliardi di euro, mentre gli accantonamenti per perdite su prestiti ammontano a 853 milioni di euro, più bassi dei 992 milioni previsti dagli analisti.
I coefficienti patrimoniali del gruppo Intesa Sanpaolo si confermano superiori ai requisiti normativi. Al 30 settembre 2020, deducendo dal capitale circa 2,3 miliardi di euro di dividendi maturati nei primi nove mesi, il Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime è risultato pari al 15,2%, al 15,9% escludendo l’acquisizione di UBI Banca, e il Common Equity Tier 1 ratio calcolato applicando i criteri transitori in vigore per il 2020 al 14,7% (al 15,5% escludendo l’acquisizione di UBI Banca).

Confermati obiettivi di utile 2020 e 2021

Intesa Sanpaolo, alla luce dei numeri al 30 settembre e senza considerare l’effetto dell’acquisizione di Ubi Banca, confida di raggiungere il target di utile netto 2020 non inferiore a 3 miliardi e non inferiore a 3,5 miliardi nel 2021. Va ricordato che Intesa quest’anno si giova di una plusvalenza di 1,1 miliardi di euro derivante dalla vendita della quota di Nexi, che permette di compensare i costi legati ai maggiori accantonamenti.
Per il gruppo risultante dall’acquisizione di Ubi Banca, si prevede dal 2022 un utile netto non inferiore a 5 miliardi di euro e il proseguimento di una strategia focalizzata sulla remunerazione per gli azionisti e sul mantenimento di solidi coefficienti patrimoniali.
Confermato anche il target di coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 ratio a regime proforma atteso superiore al 13% nel 2021, anche considerando l’acquisizione di UBI Banca e la potenziale distribuzione cash da riserve.
Anche considerando l’acquisizione di Ubi Banca, Intesa Sanpaolo conferma la politica dei dividendi, che prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 75% del risultato netto per l’esercizio 2020 e al 70% per l’esercizio 2021, subordinatamente alle indicazioni che verranno fornite dalla Bce in merito alla distribuzione di dividendi successivamente al 1° gennaio 2021, termine della raccomandazione del 28 luglio scorso. Come rimarcato dal suo ceo, in aggiunta alla prevista distribuzione di dividendi cash da utile netto del 2020, Intesa Sanpaolo intende ottenere l’approvazione della Bce per una distribuzione cash da riserve nel 2021 alla luce dell’utile netto 2019 allocato a riserve nel 2020.