Notizie Notizie Italia Inflazione Italia rallenta, ma spesa alimentare corre: la fotografia Istat

Inflazione Italia rallenta, ma spesa alimentare corre: la fotografia Istat

12 Novembre 2025 12:26

L’economia globale sta attraversando una fase di moderato rallentamento, segnata da una crescente volatilità del commercio internazionale. A scattare la fotografia l’Istat nella consueta nota sull’andamento dell’economia italiana, secondo cui l’instabilità delle politiche commerciali e il riassestamento delle catene di approvvigionamento continuano a pesare sugli scambi, mentre le principali economie mondiali si muovono con prudenza.

Nel terzo trimestre del 2025, la crescita economica mostra un andamento disomogeneo: una leggera accelerazione in Cina e nell’area euro, un raffreddamento negli Stati Uniti, dove le aspettative di una moderazione del Pil e dell’inflazione hanno spinto la Federal Reserve a tagliare i tassi di interesse a ottobre.

E in Italia?

Istat: PIL stazionario nel III trimestre

E l’Italia? Il nostro paese resta fermo ai blocchi di partenza: secondo le stime preliminari, il Pil del terzo trimestre è rimasto stazionario rispetto ai tre mesi precedenti. Un risultato simile a quello della Germania, ma inferiore alla media europea, dove Francia e Spagna hanno mostrato segnali più dinamici.

Ma dietro la stasi del Pil italiano si nasconde un quadro misto. Da un lato, il commercio estero ha offerto un contributo positivo: le esportazioni nel trimestre estivo sono cresciute dell’1,2% rispetto ai mesi precedenti, mentre le importazioni hanno registrato un lieve calo (-0,3%), a testimonianza di una domanda interna ancora debole.

Sul fronte produttivo, la produzione industriale ha vissuto un settembre di rimbalzo, con un +2,8% dopo il tonfo di agosto (-2,7%), ma nel complesso il trimestre si chiude con un -0,5% su base congiunturale. In controtendenza, invece, l’occupazione, che a settembre è tornata a crescere, trainata soprattutto dalle donne e dai contratti a tempo indeterminato.

Inflazione in rallentamento, ma il carrello resta bollente

Sul fronte dei prezzi, i dati di ottobre offrono una fotografia in chiaroscuro. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) segna un +1,3% tendenziale, molto al di sotto della media dell’area euro (+2,1%) e in netto rallentamento rispetto ai picchi del biennio 2022-2023.

Ma dietro questa apparente calma, si nasconde un problema strutturale: il costo della vita continua a correre soprattutto per i beni alimentari, che da ottobre 2021 a oggi hanno registrato un incremento del 24,9%, contro il +17,3% dell’indice generale.

La causa principale va ricercata nello shock energetico del biennio 2022-2023, che ha colpito duramente la filiera agroalimentare, facendo esplodere i costi di produzione — dai fertilizzanti all’energia elettrica — e innescando un effetto a catena sui prezzi al dettaglio. Anche se negli ultimi due anni la dinamica si è attenuata, il recupero dei margini di profitto delle imprese agricole e i nuovi rincari delle materie prime stanno mantenendo la pressione alta.

Associazioni dei consumatori: “Carrello sempre più vuoto”

Non sorprende, quindi, che il caro-spesa sia tornato al centro del dibattito pubblico. Secondo Assoutenti, i maxi rincari alimentari hanno impoverito le famiglie e modificato profondamente le abitudini di consumo: “Una famiglia su tre è stata costretta a tagliare la spesa per cibi e bevande – denuncia il presidente Gabriele Melluso –. I prezzi crescono, ma il carrello si svuota. Le vendite alimentari sono calate dell’8,8% in volume, mentre i prezzi sono saliti di quasi il 25%.”

Melluso sottolinea come i rincari non si limitino ai prodotti di fascia alta: anche i beni di prima necessità registrano aumenti significativi. “A ottobre la carne rincara in media del +5,8%, con punte del +7,9% per la carne bovina; le uova +7,2%, formaggi e latticini +6,8%, il burro +6,7%, il riso +4,6%. E per alcuni prodotti – come cioccolato (+10,2%), caffè (+21,1%) e cacao (+21,8%) – gli aumenti sono addirittura a due cifre.” Dello stesso avviso Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che denuncia una “inflazione delle spese obbligate”: “È quanto denunciamo da anni: i prezzi del cibo corrono più dell’inflazione generale. A ottobre, mentre l’inflazione mensile scendeva dello 0,3%, i prodotti alimentari salivano dello 0,2%. In un anno, una coppia con due figli spende 250 euro in più solo per mangiare e bere.”