Notizie Notizie Italia Investimenti: ecco perchè gli italiani pagano il costo della prudenza. Pictet, “una ricetta contro il disorientamento”

Investimenti: ecco perchè gli italiani pagano il costo della prudenza. Pictet, “una ricetta contro il disorientamento”

11 Novembre 2025 15:28

Una maggiore capacità di risparmio, senza una pianificazione chiara. Un maggiore interesse per la finanza, ma anche una maggiore “ansia finanziaria” che interessa il 73% del campione. Di conseguenza, il risparmio fatica a trasformarsi in investimento di lungo termine soprattutto per le difficoltà nell’individuare il giusto referente per i propri investimenti (44%), così come la paura di farsi prendere dal panico nei momenti di crisi sui mercati (37%). Da qui la preferenza verso soluzioni di breve termine  verso strumenti sicuri.

Un ritratto degli italiani che non perdono la loro proverbiale capacità di risparmio, ma sono disorientati e sempre più spesso pagano il “costo della prudenza” che viene definito quasi “una tassa invisibile” che erode da anni la loro ricchezza. Il motivo? Troppo spesso non guardano, infatti, nella direzione dei mercati azionari (manca la fiducia e la conoscenza del giusto strumento) e continuano a prediligere la strada della liquidità e il mondo dei titoli di Stato.

Questi alcuni spunti contenuti nell’ultimo osservatorio EdufinIl futuro non attende” a cura di Pictet Asset Management realizzato in collaborazione con Finer Finance Explorer, presentato oggi a Milano in occasione del mese dedicato all’educazione finanziaria. Giunta alla quinta edizione, l’analisi fotografa lo stato dell’arte dell’alfabetizzazione finanziaria in Italia, l’attitudine degli italiani con il denaro e gli investimenti (un rapporto complesso) e mette in evidenza quest’anno la crescente importanza di una corretta educazione al risparmio e all’investimento per sostenere la realizzazione dei propri progetti di vita.

Italiani e le scelte d’investimento: il focus è sul breve termine

Gli italiani restano un popolo di risparmiatori. Capacità che si conferma anche nel 2025 con una crescita marginale del 52%, seppur non accompagnata da una chiara e regolare pianificazione del risparmio. Ma come si traduce in termini di scelte d’investimento? La ricerca di una sicurezza e il breve termine continuano ad avere la meglio rispetto a una pianificazione per obiettivi di lungo periodo. E così torna a crescere la liquidità parcheggiata sul conto corrente e a voglia di titoli di stato (BTP in testa).
Dalla ricerca emerge, infatti, che “nonostante i mercati azionari abbiano avuto ottime performance negli ultimi due anni, continua a scendere la loro attrattività come forma di nuovo investimento, oggi all’8%, a fronte di un ulteriore incremento delle obbligazioni/BTP (scelto dal 25% del campione), seconde solo alla volontà di non investire e mantenere liquide le nuove disponibilità finanziarie (42%), e in ulteriore crescita di 7 punti percentuali rispetto allo scorso anno”.

Come sottolinea Daniele Cammilli, head of marketing di Pictet Asset Management, “queste preoccupazioni alimentano il focus sul breve termine, spingendo gli italiani a privilegiare strumenti più sicuri, aumentando la liquidità sui conti correnti e la preferenza per i titoli di Stato. La sensazione di sicurezza è soltanto apparente e nasconde in realtà il cosiddetto ‘loss aversion bias’, che sembra impedire ai risparmiatori italiani di considerare in modo equilibrato l’assunzione del rischio per i propri investimenti”.

Per il 66% del campione la spinta a risparmiare è dettata fronteggiare eventuali emergenze e per una maggiore tranquillità finanziaria. La previdenza complementare, tuttavia, non risponde a tale esigenza per l’82% degli intervistati, e solo l’1% del segmento a bassa alfabetizzazione finanziaria — probabilmente più fragile — la considera a questo scopo. Per il futuro, il 56% del campione conta sul sistema pensionistico pubblico o su eredità e lasciti familiari, in una sorta di “eteronomia economica” basata su una pericolosa delega del proprio destino finanziario.

Investimenti: la ricetta contro il senso disorientamento degli italiani

Ma come superare questo disorientamento della popolazione italiana nell’investire? Secondo Daniele Cammilli, una possibile ricetta c’è e parte dalla cultura finanziaria in quella che viene definita “la conoscenza contro la paura“. Ovvero: coltivare una nuova cultura dell’investimento fin da bambini, partendo dalle scuole. “E’ fondamentale anche cambiare il modo in cui si parla di risparmi e ricordare che la gestione dei risparmi e delle finanze non è una scelta ma deve essere considerata una responsabilità individuale che ha delle ricadute sulla società.  Indispendabile individuare anche i pivot per guidare i risparmi del futuro”, spiega il responsabile marketing di Pictec sottolineando come sia necessario “educare all’assunzione del rischio” e non solo alla sua comprensione.