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Incubo spread per le banche, anche Morgan Stanley avverte su crescente rischio politico

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Il rischio Italia mette in allerta gli analisti e le principali vittime in questi giorni del repentino allargamento dello spread sono ancora una volta le banche. Il ritorno in area 300 pb dello spread Btp-Bund, con il rendimento del BTP decennale schizzato ai massimi dal 2014 sopra quota 3,4%, rischia di vanificare gli scorzi profusi in questi anni dal sistema bancario italiano con più tornate di aumenti di capitale volti a rafforzare i ratio patrimoniali.

Nuove perturbazioni potrebbero colpire il settore bancario se le tensioni continueranno a rafforzarsi da qui al 15 ottobre, termine entro cui il governo dovrà presentare la legge di bilancio alla Commissione europea. Inoltre entro fine mese sono attesi i giudizi sull’Italia di S&P e Moody’s.
L’indice FTSE Italia All-Share Banks oggi ha toccato il livello più basso da febbraio 2017 con le quotazioni delle maggiori banche quotate sul Ftse Mib piombate quindi a livelli ancora più bassi dei minimi toccati nella parte finale di agosto.

 

Sforbiciata alle valutazioni, Unicredit e Mediobanca restano le preferite

Oggi Morgan Stanley ha ridotto in media del 7% i prezzi obiettivo sulle banche italiane sostenendo che una maggiore domanda di premio al rischio sugli asset italiani avrà un impatto sulle valutazioni bancarie. A livello di singole banche è stato confermato il giudizio overweight su Mediobanca (tp sceso da 10,6 a 10,4 euro) e Unicredit (tp da 18 a 17,2 euro), mentre su Banco Bpm, Mps, Intesa Sanpaolo e Ubi Banche il giudizio è equalweight.

Rispetto ai prezzi obiettivo indicati Unicredit presenta un potenziale upside di oltre il 37%, mentre Mediobanca del 26% circa. Anche Intesa Sanpaolo, nonostante il giudizio equalweight, presenta un potenziale rialzista di oltre il 33% considerando il prezzo obiettivo di 2,9 euro.

Ieri a tagliare le valutazioni sulle banche italiane era stata Citigroup, che ha addirittura abbassato il giudizio sull’intero comparto a neutral dal precedente overweight. Citi ritiene che Intesa Sanpaolo e Banco BPM siano le realtà più interessanti per un re-rating; Unicredit, invece, che pur si giova di una minor esposizione all’Italia, presenta un profilo di maggior rischiosità sul fronte Europa dell’Est ed eventuali scenari di M&A.