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Impennata Wall Street e rush di Enel trainano Piazza Affari, Telecom crolla ancora (-7,8%)

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Umore ballerino oggi a Piazza Affari. Dopo una prima parte di giornata in affanno con molti titoli in netto calo, il Ftse Mib ha risalito la china ed è andato a chiudere in netto rialzo (+1,05% a 17.213 punti). A dare la spinta giusta ha contribuito ancora una volta Wall Street che segna rialzi nell’ordine del 2% oggi con l’emergere di speranze di un’economia Usa in buona risalita man mano che verrà allentato il lockdown. Il Nasdaq soprattutto vola: l’indice tech è ai massimi a tre mesi, solo il 5% sotto i record storici e con colossi quali Amazon, Facebook e Apple ai massimi storici.
Attesa per le minute della Federal Reserve, che saranno rese note alle 20 ora italiana e che sono relative all’ultimo meeting del 28-29 aprile. Gli investitori sperano di ricevere ulteriori informazioni sull’outlook della banca centrale. Indicazioni confortanti dal fronte corporate. Gli utili e il fatturato di Lowe’s si sono confermati al di sopra delle attese, così come quelli di Target, che ha visto le vendite online volare del 141%.

Enel traina il Ftse Mib

A Piazza Affari una spinta decisiva è arrivata da Enel, titolo di maggior peso di tutto il listino milanese e che è balzato del 3,56% a 6,252 euro. Già ala vigilia Enel si era distinto come uno dei pochi titoli in rialzo.

Rialzo superiore al 2% per Terna ed Hera. Tra le big si è mossa bene anche ENI (+0,54%) e rialzi nell’ordine del mezzo punto percentuale anche per Unicredit e Intesa Sanpaolo.
Tra le banche ha continuato a soffrire invece Banco BPM (-0,41%) che nel corso della seduta era anche sceso al minimo storico di 1,0235 euro.

Male Fca con voci su congelamento dividendi

Chiusura debole a -1,58% per FCA che nel corso della giornata era arrivata a cedere oltre il 5% scendendo sotto i 7 euro. Il quotidiano MF ha riportato alcuni rumor secondo cui il dividendo straordinario di 5,5 miliardi di euro, la cui distribuzione è prevista dall’accordo di fusione tra il colosso e PSA, potrebbe essere a rischio. Il governo Conte starebbe valutando infatti l’ipotesi di congelare il dividendo per 12 mesi, nel caso in cui FCA accedesse alle garanzie SACE.
Nel commentare i rumor, gli analisti di Banca Imi scrivono di ritenere che, “nelle prossime settimane, ci saranno nuove notizie da questo fronte: tuttavia, sottolineiamo che il governo non ha ancora preso nessuna decisione, e che sia FCA che PSA hanno confermato che la fusione sarà finalizzata nel primo trimestre del 2021. Il dividendo straordinario dovrebbe essere pagato nel 2021 e, così come stanno le cose, soltanto i dividendi pagati nel 2020 potrebbero precludere il sostegno SACE alle aziende italiane”.
La cancellazione del dividendo straordinario sarebbe un fattore negativo per gli azionisti di FCA e modificherebbe la valorizzazione di PSA e FCA all’interno del piano di fusione. In giornata, intervenendo all’assemblea di Exor, il presidente di Exor e FCA John Elkann ha affermato che “i lavori per il progetto di fusione 50/50 tra Fca e Psa stanno proseguendo secondo i piani e nei tempi previsti. La ragione strategica di questa combinazione delle due società e dei loro dipendenti è più forte che mai”.

Giornata nera per Telecom

Peggio oggi ha fatto però Telecom Italia, affondata del 7,86% a 0,32 euro, bissando l’analogo crollo di ieri. A pesare sulle quotazioni i risultati del primo trimestre 2020. Il gruppo tlc ha registrato ricavi per 3,9 miliardi di euro, in calo dell’11% rispetto all’anno precedente e al di sotto delle aspettative degli analisti. Tim prevede che compenserà l’impatto negativo sui ricavi e sull’ebitda di Covid-19 con ulteriori efficienze in termini di costi e investimenti al fine di mantenere la sua guidance su Ebitda e capex. Equita prevede che l’Ebitda domestico di Tim per il 2020 diminuirà del 7,1%, più del consenso del 6,2%, comunque in ripresa significativa dopo il calo dell’11,6% visto nel primo trimestre.
“Dati i deludenti risultati del 1° trimestre, la maggior parte della conference call è stata dedicata alla comprensione delle dinamiche aziendali piuttosto che alle operazioni straordinarie – rimarcano oggi gli analisti di Banca IMI – . Vediamo il business ancora sotto pressione nei prossimi mesi. Nel frattempo, accordi straordinari dovrebbero aiutare a sbloccare il valore delle attività secondo la strategia attualmente perseguito in tutte le divisioni”.