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Il tiering Bce fa sognare le banche del Ftse Mib: ecco gli effetti sugli utili, ma the winner is…. Deutsche Bank

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In arrivo una ‘cura da cavallo’ della Bce per tutta l’Europa e con un occhio di riguardo alle banche. La reazione del settore bancario alle parole di Olli Rehn rende bene l’idea della necessità di ossigeno che serve agli istituti di credito europei che si trovano davanti alla non certo rosea prospettiva di un prolungato periodo di tassi ai minimi.

Nel caldo ferragostano Rehn per una volta ha rubato la scena a Mario Draghi pronunciando nell’intervista concessa al Wall Street Journal parole perentorie circa le priorità dell’Eurotower e la chiara necessità di dare in pasto ai mercati anche più di quanto si aspettino. Tra le questioni messe sul tavolo da Rehn c’è anche quella di primaria importanza per le banche il cosiddetto sistema del tiering sui depositi, che andrà ad ammortizzare gli effetti nefasti dei tassi negativi (attualmente a -0,4% e destinati a scendere ancora a settembre).

Verso i fuochi d’artificio del 12 settembre: Bce scalda anche il QE2

Difficile immaginare cosa passi per la mente in queste settimane a Mario Draghi – che secondo alcuni rumor sarebbe corteggiato da Mattarella per la poltrona di futuro primo ministro in Italia – ci certo sul suo taccuino abbondano le misure per dare l’ennesimo strappo volto a risollevare l’inflazione e soprattutto evitare i rischi di una ricaduta recessiva.

Già prima dell’estate era stato messo in agenda per settembre l’avvio del Tltro III. Adesso, con uno scenario più complicato, non è da escludere che le aste di rifinanziamento bancario a lungo termine saranno di un ammontare ben più elevato.

 

Il taglio del tasso sui depositi è atteso dello 0,10 o -0,2%, ma non è detto che si spinga più in là e le premesso sono per l’annuncio dell’avvio – probabilmente da ottobre – di un nuovo piano di quantitative easing con l’acquisto di bond governativi e societari da complessivi 500 mld di euro (alcuni rumor parlano di un ammontare di 40 miliardi al mese. Acquisti di bond che promettono di contribuire a comprimere lo spread Btp-Bund con quindi effetto positivo per le banche italiane, che hanno in pancia quote elevate di titoli di Stato italiani.

Cosa è piaciuto alle banche delle parole di Rehn

Il nuovo Tltro è di certo una freccia nell’arco della Bce per dare fiato alle banche, ma la misura più attesa è il ‘cuscinetto’ sui tassi negativi che andrà a mitigare l’effetto di tassi ancora più giù.

Il 16 agosto la reazione delle banche è stata fragorosa, con una netta risalita dai minimi dal 2016 per l’indice Ftse Italia All Banks. UBI Banca (+5,62%) ha primeggiato, seguita da Banco BPM (+4,04%). Molto bene anche Unicredit con +3,71% a 9,51 euro che si è allontanata dai minimi dal 2016 toccati prima di ferragosto e l’aveva avvisinata ai minimi storici del luglio 2016. A Francoforte rally del 4,56% per la grande malata Deutsche Bank.

 

Olli Rehn ha colto nel segno facendo sognare una Bce che andrà oltre le aspettative del mercato. “È importante presentare un pacchetto di misure significativo e di grande impatto a settembre”, ha dichiarato Rehn nell’intervista al Wall Street Journal. Rehn ha dettagliato alcune possibili azioni che riguardano da vicino le banche. In particolare la Bce potrebbe andare incontro alle banche Ue per attenuare l’impatto dei tassi negativi sui depositi.

La Bce dovrebbe introdurre un sistema un sistema del tiering sui depositi, che andrà ad ammortizzare gli effetti nefasti dei tassi negativi  sui depositi (attualmente a -0,4% e destinati a scendere ancora a partire da settembre). Il tiering è un sistema a più livelli che permette che solo una parte dei depositi overnight sia soggetta a tassi negativi.

 

Effetti paese per paese e banca per banca, le proiezioni di Goldman

Dall’introduzione del tassi negativi nel 2014, le banche hanno pagato 21 miliardi di euro alla Bce sui depositi e secondo Goldman Sachs un ulteriore taglio di 20 punti base corrispondono a ulteriori 5,6 miliardi di euro annui, pari al 6% degli utili delle 32 banche europee coperte dalla casa d’affari Usa. Per 5 istituti addirittura il taglio dell’Eps sarebbe di oltre il 20%.
La Germania sarebbe la più colpita con il 31% in meno di utili, seguita da Grecia e Italia intorno a -10%.

Il sistema del tiering sui depositi permetterebbe di non pagare sulle riserve eccedenti, riducendo così l’impatto negativo sul loro margine d’interesse. Goldman Sachs avverte: molto cambia se il tiering viene applicato solo su 20 punti base di taglio o su tutto il differenziale negativo di -0,6%.

 

Tra le singole banche, il regalo più grande andrebbe a Deutsche Bank, con un +9% dell’utile considerando sia taglio che tiering, per Societe Generale impatto zero e in Italia in media una riduzione dell’1%. Nel dettaglio: zero per Unicredit , -1% per Intesa Sanpaolo , -4% per Mps, -3% per Banco Bpm e -2% per Ubi Banca.

Senza tiering, conclude Goldman, l’effetto sarebbe deleterio per Deutsche Bank (-42% degli utili), Mps -37%, Intesa e Unicredit -9%, Banco Bpm -17%, Ubi -19%. Quindi no tiering, no party.