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UniCredit scaccia incubo minimi storici, tiering Bce si avvicina. Analisti vedono upside del 50%

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Riprende vigore  tutto il settore bancario, con UBI Banca (+5,62%) a primeggiare, seguita da Banco BPM (+4,04%). Molto bene anche Unicredit con +3,71% a 9,51 euro che ha permesso al titolo di allontanarsi dai minimi pluriennali toccati alla vigilia e che l’avevano avvicinato pericolosamente ai minimi storici del luglio 2016 a quota 8,78 euro.

Cosa è piaciuto alle banche delle parole di Rehn

A dare il via al rally delle banche sono state le parole di Olli Rehn, governatore della banca centrale finlandese e membro della Bce, circa le intenzioni bellicose della Bce per il prossimo meeting del 12 settembre. Il banchiere finnico, considerato uno dei membri più accomodanti del consiglio direttivo, ha dichiarato che per la BCE è meglio superare le aspettative del mercato quando si tratta di nuove misure di sostegno e ha accennato al possibile taglio dei tassi ma anche un un sostanziale piano di acquisto asset. “È importante presentare un pacchetto di misure significativo e di grande impatto a settembre”, ha dichiarato Rehn nell’intervista al Wall Street Journal.

Rehn ha dettagliato alcune possibili azioni che riguardano da vicino le banche. In particolare la Bce potrebbe andare incontro alle banche Ue per attenuare l’impatto dei tassi negativi sui depositi.

La Bce dovrebbe introdurre un sistema un sistema del tiering sui depositi, che andrà ad ammortizzare gli effetti nefasti dei tassi negativi  sui depositi (attualmente a -0,4% e destinati a scendere ancora a partire da settembre). Il tiering è un sistema a più livelli che permette che solo una parte dei depositi overnight sia soggetta a tassi negativi.

Su Unicredit dominano i Buy, tp medio a 14,5 euro

La maggioranza degli analisti che coprono il titolo UniCredit è positiva (fonte Bloomberg). Ben l’87,1% degli esperti punta sul titolo (giudizio Buy), il 12,9% ne raccomanda il mantenimento in portafoglio (Hold) mentre nessun analista è posizionato sul Sell. Il prezzo medio a 12 mesi del titolo UniCredit è pari 14,50 euro con quindi un potenziale upside del 51% rispetto ai prezzi attuali. Prima della pubblicazione dei conti del 2° trimestre, due settimane fa, il prezzo obiettivo sul titolo era di 14,99 euro.

 

A dicembre il nuovo piano

Nel secondo trimestre 2019 la banca di piazza Gae Aulenti ha registrato un utile netto contabile di 1,85 miliardi, in rialzo dell’81% su base annua, ma al di sotto del consensus  che indicava utili per 2,2 miliardi. Il balzo è stato sostenuto da alcune componenti eccezionali come la cessione di immobili in Germania e la vendita del 17% di FinecoBank. Al netto di queste poste straordinarie, l’utile netto rettificato ha mostrato un rialzo dello 0,4% su base annua a 1 miliardo di euro. Partecipazione in Fineco poi azzerata con una nuova cessione a luglio.

 

Il nuovo piano di Unicredit è in arrivo il prossimo 9 dicembre. Tra le quattro le azioni approvate da UniCredit come antipasto del nuovo piano strategico 2020-2023 spicca l’obiettivo di raggiungere la parte superiore del buffer di 200-250pb del CET1 ratio sui requisiti patrimoniali entro fine 2019, attraverso la vendita di alcuni asset; è previsto poi l’allineamento progressivo nel tempo del portafoglio di BTP ai portafogli detenuti dai gruppi bancari italiani ed europei.

 

Sul fronte contenimento dei costi le indiscrezioni dello scorso mese vedevano possibili esuberi per 10mila unità del gruppo, la gran parte in Italia.  Mustier, in una lettera ai dipendenti, ha precisato che ogni eventuale fuoriuscita sarà gestita attraverso i prepensionamenti