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Il tapering incombe: alla scoperta del fattore decisivo per il portafoglio d’investimento nei prossimi mesi

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Se ne sente parlare sempre più, ma in molti non sanno che il tanto temuto tapering da parte delle banche centrali è importante per il proprio portafoglio d’investimento. Tapering, che letteralmente significa “assottigliamento” e, nel lessico della Federal Reserve, la banca centrale americana, quando era guidata da Ben Bernanke, ad assottigliarsi è, in particolare, il programma di acquisti di titoli noto come Quantitative easing. Tramite l’acquisto di titoli obbligazionari, in particolare Buoni del Tesoro Usa e mortgage-backed securities, la Fed accresce la liquidità in circolazione (e, così facendo, anche il suo bilancio).

A fornire le risposte più comuni ad una serie di domande sul tapering è Althea Spinozzi, Senior Fixed Income Strategist per BG Saxo che spiega in un formato accessibile, cosa è successo con il tapering in passato e cosa potrebbe significare per i mercati oggi.

Cosa significa tapering e cos’è il Quantitative Easing (QE)?

Quando i membri della Federal Reserve parlano di tapering, si riferiscono al graduale rallentamento degli acquisti di assets su larga scala. Quindi, si tratta di ridurre il ritmo di espansione del bilancio della Fed, noto anche come Quantitative Easing (QE). Il passo successivo al tapering è considerare se reinvestire i titoli in scadenza o ridurre il suo bilancio. La banca centrale può decidere se ridurre gradualmente il suo bilancio lasciando “decorrere” i titoli in scadenza senza reinvestirli o se vendere le attività.

Il QE si riferisce ai programmi di acquisto di asset delle banche centrali creati per stimolare l’economia. È una forma di politica monetaria usata per aumentare l’offerta interna di denaro e stimolare l’attività economica. Le banche centrali ricorrono al quantitative easing quando il tasso di interesse a breve termine precipita a zero, ma l’economia ha ancora bisogno di sostegno. L’idea alla base del QE è che esso aiuta l’economia riducendo i tassi d’interesse e rendendo meno costosi i prestiti aziendali e i mutui. Comprando debito pubblico e Mortgage-Backed Securities (MBS), le banche centrali riducono l’offerta di questi strumenti nel mercato. Gli investitori che decidono di tenere questi strumenti devono alzare le loro offerte, spingendo così i rendimenti verso il basso. Sulla scia della pandemia di Covid, la Federal Reserve ha tagliato i tassi di interesse a breve termine a zero a marzo 2020. A partire da luglio 2021, la Federal Reserve ha acquistato 80 miliardi di dollari di Treasuries USA e 40 miliardi di MBS per stimolare l’economia e garantire una rapida ripresa economica.

Attualmente, la Fed sta acquistando Treasuries in un’ampia gamma di scadenze per mitigare lo shock provocato dal COVID-19. In passato, invece, il QE era concentrato quasi esclusivamente sulle scadenze a lungo termine. Quindi il tapering di oggi potrebbe avere un impatto diverso sulla curva dei rendimenti.

Cos’è un “taper tantrum”?

“Taper tantrum” si riferisce a un particolare episodio accaduto nel 2013. Dopo tre cicli di QE per stimolare l’economia seguiti alla crisi finanziaria globale (GFC), l’allora presidente della Fed Ben Bernanke decise una diminuzione degli acquisti nel maggio 2013. Il mese successivo, prese il via un piano di tapering. I rendimenti salirono dal 2,2% al 3% durante l’estate, nonostante Bernanke e altri membri della Fed avessero sottolineato che qualsiasi riduzione sarebbe stata graduale e non sarebbe stata collegata a nessun aumento dei tassi di interesse. L’improvviso aumento dei rendimenti dei treasury statunitensi provocò deflussi di capitale e deprezzamento della valuta nei mercati emergenti come Brasile, India, Turchia e Sudafrica. Indipendentemente da ciò, le banche centrali partirono con il tapering nel dicembre dello stesso anno, riducendo il ritmo degli acquisti di asset di 10 miliardi di dollari al mese, partendo da 85 miliardi di dollari. Il programma di acquisto di asset si chiuse nell’ottobre 2014. La Federal Reserve, guidata da Janet Yellen, ha iniziato a ridurre gli stimoli un anno dopo.

Perché la Fed sta cercando di ridurre il ritmo degli acquisti di asset?

Perché l’economia non ha più bisogno di stimoli. Si stima che l’economia statunitense crescerà di un impressionante 6% quest’anno e del 4% l’anno prossimo. Allo stesso tempo, le pressioni inflazionistiche e l’eccessiva assunzione di rischio nei mercati hanno accelerato significativamente rendendo la fine del QE una conseguenza naturale. Tuttavia, Jerome Powell ha recentemente evidenziato che sono necessari “ulteriori progressi sostanziali” per iniziare il tapering. Queste osservazioni possono essere collegate all’obiettivo di piena occupazione. La Fed guarda al tasso di disoccupazione pre-COVID, che era di circa il 3,5% e lo ha fissato come obiettivo ma il rischio in questo caso è che l’economia si surriscaldi e che il programma di QE continui a stimolare la crescita dell’inflazione.

Il tapering nel 2021 può provocare un altro “taper tantrum”?

Rispetto al 2013, Jerome Powell ha cercato di disaccoppiare i colloqui sul tapering con gli aumenti dei tassi di interesse. Infatti, ha detto chiaramente che il tapering precederà qualsiasi considerazione di aumento dei tassi. Inoltre, il tapering non significa che il bilancio della Fed si ridurrà presto. Continuerà a crescere (anche se ad un ritmo più lento) fino al termine del tapering, continuando in questo modo a fornire uno stimolo all’economia. Da questo punto di vista, il tapering non dovrebbe essere un grande game-changer per il mercato obbligazionario.

Tuttavia, il tapering dà un segnale riguardo le future intenzioni politiche della banca centrale, influenzando i tassi di interesse a lungo termine. Le aspettative di politiche meno accomodanti possono stimolare un sell-off nella parte lunga della curva dei rendimenti prima ancora che la Federal Reserve inizi a contemplare la riduzione del suo bilancio.

È anche importante sottolineare che il tapering potrebbe essere introdotto nell’ultimo trimestre dell’anno, quando potremmo vedere il ”reflation trade” tornare in vita mentre la crescita e l’inflazione continuano ad essere sostenute.

In conclusione, potremmo non incorrere in un taper tantrum, come è successo nel 2013. Tuttavia, l’aumento dei rendimenti potrebbe essere spiegato dalla situazione macroeconomica e accelerato dalle intenzioni di politica monetaria della Fed.

Perché ridurre le dimensioni del bilancio della Fed può essere più problematico del tapering?

Il motivo – conclude l’esperto di BG Saxo – risiede nel fatto che l’aumento dell’offerta di asset sui mercati, a fronte di una domanda che rimane invariata, potrebbe provocare un aumento dei rendimenti, stringendo così le condizioni economiche. Dalla crisi finanziaria globale, la Federal Reserve ha deciso di ridurre lentamente il suo bilancio solo una volta da ottobre 2017 a settembre 2019. Tuttavia, non è finita bene. A metà settembre 2019, i tassi del mercato monetario hanno subito un’impennata   a causa della scadenza dell’imposta sulle società e dell’aumento dell’offerta di Treasury USA. La Federal Reserve ha dovuto annunciare un’operazione repo overnight per aggiungere riserve al sistema. Un mese dopo, la Fed ha dovuto reintrodurre il QE acquistando buoni del Tesoro al ritmo di 60 miliardi di dollari al mese. Ha continuato a farlo fino al secondo trimestre del 2020, quando è arrivato il Covid. Fattore che ha costretto la Fed ad intensificare ulteriormente le misure di stimolo.