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Il Cavallino cresce meno del previsto, titolo sbanda

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Niente sprint per Ferrari nel terzo quarter dell’anno. Così come il F1 anche a livello di conti i tre mesi da luglio a settembre non sono stati scintillanti per il Cavallino Rampante con crescita ricavi ed ebitda sotto le attese.

Il titolo Ferrari ha reagito con cali superiori al 2% dopo la diffusione dei conti per poi attestarsi a -1,58% a quota 102,6 euro.

I risultati finanziari di Ferrari nel terzo trimestre evidenziano ricavi netti pari a 838 milioni di euro, con un incremento dello 0,3% ai cambi attuali e in crescita dello 2,2% a cambi costanti. Il consensus Bloomberg era 860,7 mln. L’ebitda è salito a 278 milioni di euro (+4,7%) non centrando le attese degli analisti che erano per un progresso più marcato a 282,3 mln.

 

Target 2018

Per l’intero 2018 l’obiettivo di Ferrari è consegne superiori a 9.000 unità, incluse le hypercar; ricavi netti superiori a 3,4 miliardi, Adjusted EBITDA superiore o uguale a 1,1 miliardi. L’indebitamento industriale netto è stimato sotto 350 milioni, inclusa una distribuzione già avvenuta di dividendi a possessori di azioni ordinarie ed esclusi potenziali riacquisti di azioni.

 

Consegne totali a 2.262 unità nel terzo trimestre (+10,6%)

Crescita a doppia cifra per le consegne di Ferrari nel terzo trimestre 2018. Le vetture consegnate hanno raggiunto le 2.262 unità, con un incremento di 216 unità o del 10,6% rispetto all’anno precedente. Spicca l’aumento dell’11,4% delle vendite dei modelli a 8 cilindri (V8), mentre i modelli a 12 cilindri (V12) sono aumentati del 7,9%. La crescita dei modelli V8 è stata guidata dalla crescita delle consegne della Ferrari Portofino.

“La performance dei modelli V12 è stata guidata in particolare dalla 812 Superfast. Questo risultato è stato in parte compensato dal calo delle vendite del modello LaFerrari Aperta, che sta per terminare il suo ciclo di produzione limitato”, rimarca la nota del Cavallino Rampante.

Tutte le regioni hanno contribuito all’incremento delle consegne: la regione EMEA ha registrato un aumento dell’11,3%, le Americhe hanno registrato una crescita del 4,6%, mentre Cina, Hong Kong e Taiwan, su base aggregata, sono cresciuti del 6,6% e il Resto dell’APAC del 27,5%.