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Germania, per prima volta asta Bund 30 anni con rendimento negativo. Domanda a minimo da 2011

Oggi il Tesoro tedesco ha collocato un bond sovrano con scadenza nell’agosto del 2050 per un valore complessivo di 824 milioni di euro, con un rendimento medio pari a -0,11%. …

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In un mondo – soprattutto in Eurozona – di tassi di interesse negativi, i Bund tedeschi si mettono in evidenza mettendo a segno un nuovo record: per la prima volta in assoluto il rendimento medio di un titolo di Stato tedesco emesso sul mercato primario e a scadenza trentennale si conferma al di sotto dello zero.

Per la precisione, Berlino ha emesso oggi un nuovo Bund a 30 anni. Dai dati emersi dalla banca centrale tedesca Bundesbank, il Tesoro tedesco ha collocato un bond sovrano con scadenza nell’agosto del 2050 per un valore complessivo di 824 milioni di euro, con un rendimento medio pari a -0,11%.

Tra l’altro l’asta non ha avuto un particolare successo (e questa non è sicuramente una sorpresa, se si fa riferimento a come quasi tutti i titoli tedeschi non solo non garantiscano più rendimenti, ma costringono anche i sottoscrittori a pagare per tenerli in portafoglio): l’offerta era di 2 miliardi a fronte di una cedola pari allo zero e le richieste sono ammontate appena a 869 milioni.

Il rendimento negativo era stato messo in cantiere dagli analisti interpellati da Reuters, che avevano anticipato un tale esito, dopo che un altro titolo a 30 anni era stato collocato nell’asta di luglio a un tasso medio dello 0,3%.

La domanda per la carta tedesca è stata la più debole dal 2011.

Occhio al seguente tweet, che mette in evidenza tutto il dilemma di Berlino, che sconta, tra le altre cose, la politica  monetaria ultra-accomodante della Bce, che si è tradotta, tra l’altro, anche in una erosione della redditività delle banche dell’Eurozona, a cui non è certamente sfuggita – tutt’altro – la prima banca tedesca Deutsche Bank). Politica destinata, considerati i timori di una recessione globale più o meno imminente, a diventare anche più espansiva.

Il post, corredato di un grafico, che ricorda come 25 anni fa i Bund tedeschi a 30 anni rendessero addirittura l’8%.

Qualcuno, come nel post successivo, fa notare che un altro fattore responsabile della dinamica dei rendimenti tedeschi è rappresentato dalla fase di contrazione che la Germania sta vivendo e che sta portando in molti a temere l’avvento di una recessione tecnica nel paese.

Nel secondo trimestre del 2019 il Pil tedesco si è contratto dello 0,1% e la stessa Bundesbank ha lanciato nelle ultime ore un alert sul rischio che anche nel terzo trimestre la congiuntura possa aver riportato una crescita negativa.

Secondo la banca centrale tedesca capitanata da Jens Weidmann – che è anche esponente del Consiglio direttivo della Bce – la frenata degli ordinativi di auto e attrezzature industriali che ha caratterizzato il perioo compreso tra i mesi di aprile e giugno potrebbe essersi esteso anche ai tre mesi successivi.

La situazione è tale che Berlino si sarebbe messa già in moto, pensando a un piano di stimoli straordinari che, secondo quanto emerge da un working paper del Fondo Monetario Internazionale, potrebbe dare una spinta anche al Pil italiano.

Sul mercato secondario, il rendimento dei Bund tedeschi a 30 anni, che è sceso di ben 28 punti base dall’inizio di agosto, si appresta a concludere il mese soffrendo la perdita, su base mensile, più forte dal 2016.