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Ftse Mib ritraccia da livelli importanti, S&P 500 scende per le scadenze tecniche e la Fed che vuole anticipare i rialzi

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Si apre all’insegna del ribasso la settimana borsistica con le Banche Centrali sempre protagoniste. Perdite generalizzate in chiusura della settimana precedente, specialmente nei settori legati al tema della reflazione, dopo le parole di Jim Bullard il presidente della Fed di St. Louis che ha dichiarato di aspettarsi il primo aumento dei tassi d’interesse verso la fine del 2022. Il mercato ha reagito negativamente alla notizia flettendo notevolmente in concomitanza delle scadenze tecniche. Questa settimana l’attenzione sarà posta sugli indici PMI e sugli ordini di beni durevoli.

Ftse Mib si allontana dai 26.000 punti

L’indice italiano dopo aver raggiunto i massimi dal 2008 a un passo dai 26.000 punti ha cominciato una lecita pausa di consolidamento. Il quadro tecnico di breve è fortemente compromesso come indicato anche dall’indicatore di forza relativa RSI che ha rotto al ribasso la trend line rialzista. Superati i massimi del mese di maggio, il primo vero supporto interessante è posto a 24.681 punti. Il quadro di medio termine rimane positivo fino al mantenimento del supporto a 24.000 punti. In luce di ciò si consiglia la massima prudenza e di cercare eventuali ingressi long solo una volta che si saranno concretizzati segnali di esaurimento del movimento ribassista di breve. La rotazione settoriale in atto dai titoli ciclici ai tecnologici non è favorevole all’indice italiano dove le banche e i titoli ciclici in generale rivestono un peso rilevante.

Per chi volesse operare Long a leva, potrebbe considerare il Turbo Open End Long UniCredit ISIN DE000HV4L2D8 con leva 9 volte e strike a 22.805,4 punti, oppure ISIN DE000HV4L2E6 con leva 10 volte e strike 23.058,50 punti.
Per chi volesse operare Short a leva, potrebbe considerare il Turbo Open End Short UniCredit ISIN DE000HV4LSV2 con leva 10 volte e strike a 27.435,6 punti.

S&p500 in flessione dopo i massimi storici 

Dopo aver toccato nuovi massimi storici a 4257, nella giornata di martedì, venerdì l’indice S&p500 ritraccia con una flessione del 1,31%. Anche qui il quadro di breve si è deteriorato con la chiusura al di sotto del minimo del 3 giugno a 4.168 e la violazione della trendline rialzista. Brutti segnali anche da RSI a 14 periodi che rompe il supporto lavorato più volte. I supporti successivi sono posizionati a 4120 e 4065, tali livelli rivestono una certa importanza anche a livello volumetrico e in particolare da 4065 è partito l’ultimo movimento al rialzo che ha portato a nuovi massimi storici.
Parola d’ordine prudenza, almeno fino a quando la pressione al ribasso non sarà esaurita. È da fine ottobre che non assistiamo a uno storno, per cui bisogna operare con la massima attenzione consapevoli che il trend principale è ancora rialzista ma notizie esogene possono sempre portare a ritracciamenti che sarebbero comunque da vedere come opportunità di ingressi con un profilo di rischio/rendimento migliore.

Per chi volesse operare Long a leva, potrebbe considerare il Turbo Open End Long UniCredit ISIN DE000HV4HF73 con leva 7 volte e strike a 3.535,6 punti, oppure ISIN DE000HV4KH35 con leva 10 volte e strike 3.721,5 punti.
Per chi volesse operare Short a leva, potrebbe considerare il Turbo Open End Short UniCredit ISIN DE000HV4LSH1 con leva 9 volte e strike a 4.660,7 punti.

ECCO DI SEGUITO IL VIDEO CON LE ANALISI DI TRADING FLOOR