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Da Leonteq nuovo certificato Phoenix Autocallable su Beyond Meat e Oatly Group con barriera profonda ed effetto memoria

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I principali listini mondiali viaggiano sui massimi assoluti con gli operatori ancora incerti tra coloro pronti a scommettere su un’accelerazione transitoria dell’inflazione e chi ritiene che l’aumento dell’inflazione sarà persistente e giustificherà una riduzione dello stimolo della Fed. In questo contesto, i certificati d’investimento possono aiutare a limitare l’impatto della volatilità sul portafoglio.

In questo articolo ci concentreremo sul nuovo certificato Phoenix Autocallable (ISIN CH1117922034) emesso da EFG, tramite la piattaforma di Leonteq. Si tratta di un prodotto, con sottostante un paniere di azioni formato da Beyond Meat e Oatly Group, pensato per affrontare l’imprevedibile congiuntura di mercato. Diversi i punti di forza, che analizzeremo nel seguente articolo. L’elemento fondamentale è il seguente: la struttura del certificato permette all’investitore grande flessibilità e resilienza anche in caso di ulteriori fasi di ribasso che potrebbero verificarsi sui mercati sia nel breve che nel medio periodo.

Il nuovo certificato con ISIN CH1117922034, disponibile sul segmento EuroTLX di Borsa Italiana dal 15 giugno 2021, ha un prezzo di emissione di 1.000 euro per strumento, scadenza a due anni (12 giugno 2023), cedola condizionata trimestrale del 2,5%, pari ad un massimo annuo del 10%, e barriera profonda al 65%. Quest’ultimo elemento, sommato al fatto che la barriera è europea, quindi con valutazione del valore dei sottostanti ai fini della restituzione del capitale solo a scadenza, ne fa un prodotto pensato per affrontare anche le fasi di debolezza del mercato.

Come funziona il certificato Phoenix Autocallable

Ogni trimestre, a partire dal 13 settembre 2021, il certificato pagherà una cedola del 2,50% (25 euro a certificato) a condizione che il prezzo di chiusura ufficiale di tutti i sottostanti (Beyond Meat e Oatly Group) sia al di sopra del livello di attivazione della cedola (in questo caso uguale al livello barriera, pari al 65% del livello di fixing iniziale). Non solo, la cedola gode anche dell’effetto memoria. Questo significa che una cedola non pagata non è definitivamente perduta ma portata in memoria: nelle successive date di osservazione, qualora si verifichino le condizioni che danno diritto al pagamento, le cedole non pagate in precedenza verrebbero distribuite insieme a quella di pertinenza di detta data di osservazione.

Il prodotto offre agli investitori un altro vantaggio: l’autocallability. In pratica, dopo i primi sei mesi il certificato permette anche il pagamento anticipato del capitale nominale (1.000 euro per strumento). Infatti, ad esempio, se al 13 dicembre 2021 (prima data di osservazione dell’autocallability) il prezzo di chiusura ufficiale di ciascun sottostante sarà al di sopra del livello di fixing iniziale (livello di autocall trigger=100% del livello di fixing iniziale), allora il certificato verrà rimborsato, pagando il valore nominale più la cedola. Il livello trigger per l’autocall decresce del 5% ogni trimestre fino a raggiungere il 70% del livello di fixing iniziale. Tale sistema viene incontro all’investitore, incrementando le probabilità di restituzione del capitale nominale.

Infine, alla scadenza (12 giugno 2023), le possibilità sono due: se l’evento barriera non si verifica, ovvero se il livello di fixing finale di tutti i sottostanti è superiore al rispettivo livello barriera (65% del livello di fixing iniziale), l’investitore riceverà il 100% del valore nominale (1.000 euro a certificato), più la cedola di pertinenza del periodo (ed eventualmente altre portate in memoria). Se l’evento barriera si verifica, l’investitore riceverà un rimborso uguale al capitale nominale decurtato della performance del sottostante con la peggior performance rispetto al livello di fixing iniziale.

I sottostanti: Beyond Meat e Oatly Group

Gli stili della nostra alimentazione stanno cambiando, la componente proteica di origine vegetale sta sempre più aumentando nelle nostre diete così come la ricerca di sostituti ai latticini, fenomeni in evoluzione già da diversi anni. La pandemia ha ulteriormente affossato il mercato della carne e del latte, così le aziende che producono prodotti specificati come “carne non carne” o “latte non latte” stanno già rivoluzionando il settore. Con prodotti che cominciano anche a comparire nella filiera alimentare del nostro Paese. Una delle prime aziende al mondo ad aver brevettato hamburger al 100% vegetali è Beyond Meat, fondata dal vegano Ethan Brown nel 2009 a El Segundo, California. Dall’Ipo del 2019 a Wall Street il valore delle azioni è cresciuto di oltre il 500%, movimento che nei fatti ha accompagnato il trend delle vendite.

Oatly Group, essenzialmente conosciuta per il suo latte a base di avena, è stata fondata nel 1994 dai fratelli Rickard e Bjorn Oste. Fin da subito l’azienda ha cercato di sviluppare un sostituto del latte a base di avena che per certi versi è un’idea rivoluzionaria. Lo sbarco a Wall Street è recente (19 maggio 2021) e ad oggi il valore delle azioni è aumentato di oltre il 50%. Con 1,4 miliardi di dollari incassati dall’Ipo, Oatly Group punta a incrementare il bottino facendo leva su quella schiera di consumatori e investitori che sono sempre più raccapricciati per come stanno andando le cose riguardo la salute e l’ambiente.

Per tutti i dettagli del certificato Phoenix Autocallable su Beyond Meat e Oatly Group visita il link.