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Fmi: Lagarde, la ripresa è troppo lenta e troppo fragile. Rischi in aumento

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Una notizia buona e una cattiva: la ripresa economica mondiale c’è ma è “troppo lenta” e “troppo fragile” rispetto ai rischi crescenti legati al rallentamento economico della Cina, al calo dei prezzi delle materie prime e al debito di alcuni Paesi sviluppati. Questo il quadro delineato dal direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde, nel corso del suo discorso a Francoforte. “La buona notizia è che la ripresa continua, abbiamo la crescita, non siamo in crisi. La cattiva notizia è che la ripresa rimane troppo lenta, troppo fragile e i rischi stanno aumentando”, ha detto Lagarde, ospite alla Bundesbank e all’università Goethe. Uno scenario che arriva a una settimana dalla pubblicazione delle nuove previsioni sulla crescita mondiale, il World Economic Outlook, e che fa presumere una revisione al ribasso delle stime da parte dell’istituto. 
Secondo l’Fmi, si è assistito a molti progressi dalla crisi finanziaria, ma poiché la crescita è stata troppo bassa per troppo tempo, molte persone semplicemente non la percepiscono. Il rischio è di rimanere intrappolati in questa “nuova mediocrità”. “Per essere chiari – ha affermato Lagarde – siamo in allerta, non in allarme”. Per cambiare rotta occorrerebbe un’azione coordinata dei leader politici sul piano delle riforme. “In assenza di un’azione decisiva per affrontare i problemi persistenti, i rischi al ribasso permangono e probabilmente sono aumentati”. Ma quali sono questi rischi? Lagarde indica per le economie avanzate, la lunga crisi del debito, la bassa inflazione, i bassi investimenti e l’elevata disoccupazione. Per gli emergenti i rischi sono legati a una maggiore vulnerabilità. A questi si aggiungono le problematiche politiche, legate alla crisi migratoria. 
Proprio nei giorni scorsi, l’Fmi ha avvertito che i grandi Paesi emergenti, Cina in prima fila, rappresentano un rischio crescente per i mercati finanziari mondiali e c’è la possibilità che trasmettano un contagio sulle Borse dei Paesi avanzati in un mondo sempre più interconnesso. Il Fondo infatti ha stimato che nel 2015 i movimenti dei mercati azionari sono legati per l’80% ai mercati degli altri Paesi, contro il 50% del 1995. Non solo. Secondo il rapporto sulla stabilità finanziaria, il Fondo ha messo in guardia sui rischi per il sistema finanziario derivanti dalle compagnie assicurative, in particolare sul ramo Vita.