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Fitch avverte le banche: rating a rischio per i maggiori istituti in caso downgrade Italia

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Banche italiane sempre più sotto l’occhio del ciclone. Oggi l’agenzia di rating Fitch ha avvertito dicendo che un downgrade dell’Italia comporterebbe probabilmente a un’analoga decisione su 6 istituti tricolori. Si tratta di Bnl che ha rating “BBB+”, altre quattro (Credito Emiliano, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e UniCredit hanno tutte rating “BBB” e infine Unipol Banca (BB+).

Lo scorso agosto Fitch aveva portato in negativo l’outlook sull’Italia (rating BBB). Anche i rating delle altre banche, avvisa Fitch, potrebbero subire pressioni se le condizioni di rifinanziamento diventassero più difficili o se la qualità degli attivi delle banche si indebolisse in modo significativo.

“Le banche italiane subiscono una maggiore pressione sui loro rating dai rischi legati al debito sovrano”, argomenta Fitch Ratings in una nuova nota sul settore bancario in cui si rimarca come questi rischi comprendono l’erosione del capitale dovuta alla caduta dei prezzi dei titoli di Stato, ai maggiori costi di finanziamento e all’incertezza economica.

Le banche italiane risultano direttamente esposte al debito sovrano attraverso le loro posizioni sul debito pubblico italiano, poiché gli spread più ampi sul debito portano all’erosione del capitale. “Molte delle banche detengono grandi quantità di debito sovrano italiano in relazione alla loro capitalizzazione”, puntualizza Fitch. L’agenzia di rating rimarca che in base ai dati del primo semestre 2018 un allargamento dello spread di 100 pb riduce i CET1 delle banche italiane tra 8 e 80 pb.

 

Banche legate a doppio filo al  rischio Italia

Nelle ultime settimane l’alert sulle banche si è amplificato con l’annuncio del NADef 2019 che ha posto come obiettivo di deficit il 2014 per il prossimo anno e il mercato ha reagito con spread Btp-Bund in costante allargamento nelle ultime settimane (toccato oggi nuovo picco in area 340 pb, massimi dal 2013) e titoli bancari ai minimi a quasi 2 anni.

A Piazza Affari anche oggi giornata di passione per i titoli del settore con cali nell’ordine del 5% per banco BPM e Ubi Banca, -3,5% per Unicredit.

Gli analisti di Credit Suisse hanno indicato quota 400 pb di spread come soglia critica che farebbe scattare la necessità di una nuova ondata di aumenti di capitale per il settore. Il cfo di Intesa Sanpaolo, Stefano Del Punta, ha smentito tale eventualità: “Non si capisce perché con lo spread a 400 si debbano fare aumenti di capitale: noi certamente non ne abbiamo bisogno”.

Intanto oggi i dati di Bankitalia evidenziano come ad agosto sia proseguita la fuga degli investitori esteri dai Btp, con vendite nette per 17,4 miliardi.