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FCA: in arrivo maxi prestito 6,3 MLD garantito da Stato. Ecco le condizioni: ‘non ostacoleranno fusione con PSA’

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FCA si appresta a ricevere il maxi prestito da 6,3 miliardi di euro garantito dallo Stato (per la precisione per l’80% da Sace), che scadrebbe nel primo trimestre del 2023. E’ quanto riportano fonti del Sole 24 Ore, precisando che l’istruttoria per l’erogazione del prestito, che sarà erogato da Intesa SanPaolo, si sareebbe conclusa.
La buona notizia è che le condizioni chieste dallo Stato non sarebbero tali da compromettere la fusione con PSA.

In una nota Equita SIM ricorda che “le condizioni per l’erogazione varrebbero anche dopo l’aggregazione con PSA”, ma, per l’appunto, “riteniamo non creino ostacoli alla fusione”.
Le condizioni sono le seguenti:

  • Impegno a realizzare investimenti per 5,2 miliardi in Italia (di cui 5 miliardi già annunciati e 200 milioni nuovi per il sito di Melfi)
  • Impegno ad evitare delocalizzazione
  • Piena occupazione entro il 2023
  • Mantenimento di tutti i marchi

Previsto l’obbligo alla restituzione se gli accordi non verranno rispettati. La limitazione su dividendi e buy-back varrebbe solo fino a fine 2020 come previsto dalla legge.
Nessuna limitazione alla distribuzione del maxi dividendo da 5,5 miliardi legato alla fusione. Per l’approvazione finale manca solo il decreto del Ministero dell’Economia.
Con riferimento al combination agreement la stessa fonte riporta che:

  • La termination fee in caso di ripensamenti sulla fusione da parte dei CdA è di 500 milioni; ammontare che scenderebbe a 250 milioni nel caso venisse bocciata dall’EGM; nessuna penale sarebbe prevista in caso di restrizioni da parte delle autorità governative o stop politico.
  • Il termine ultimo per l’approvazione da parte delle assemblee è il 31 marzo 2021 e per il closing il 30 giugno 2021.

Equita conclude:
“Restiamo dell’idea che il closing (dell’operazione FSA-PSA) sia nell’interesse di entrambe le parti; le penali non sono comunque di ammontare tali da influenzare la scelta”.
Sempre il Sole 24 Ore nell’edizione di domenica ha riportato le indiscrezioni, per l’appunto, sulla penale di mezzo miliardo di euro che dovrebbe essere versata nel caso in cui Fiat Chrysler o anche Psa dovessero abbandonare il tavolo della fusione.
“Una cifra rotonda che scende a 250 milioni nel caso in cui il passo indietro dovesse essere dettato dallo stop delle rispettive assemblee“, si legge nell’articolo.
A questo punto, manca l’ok della Commissione europea, che qualche giorno fa ha lanciato la temuta istruttoria sul progetto di fusione tra Fiat Chrysler e Peugeot-Psa, temendo che la merger possa ridurre la concorrenza nel mercato dei veicoli commerciali leggeri (furgoni) nell’area euro.
L’indagine avrà una durata di quattro mesi per concludersi entro il 22 ottobre. Fca e Psa prevedono di finalizzare l’operazione entro la fine del primo trimestre 2021.