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Fca: impostazione grafica positiva, buono spunto da immatricolazioni. Slitta il verdetto Antitrust

QUOTAZIONI Fiat Chrysler Automobiles
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Il mercato delle quattro ruote in Italia torna a crescere a settembre per la prima volta quest’anno, dopo una serie ininterrotta di cali: le vendite sono salite del 9,5% che corrisponde a un totale di 156.132 immatricolazioni. In questo contesto di ripresa, Fiat Chrysler (Fca) ha fatto anche meglio: il gruppo ha infatti immatricolato quasi 37.000 vetture, vale a dire il 17,5% in più rispetto a settembre dell’anno scorso. Il merito della crescita di settembre è stato degli incentivi previsti dal Decreto Rilancio, che però rischiano di non essere sufficienti fino alla fine dell’anno che dovrebbe quindi chiudersi con un bilancio negativo.
Lo stanziamento per la classe di vetture con emissioni da 91 a 110 gr/km, che comprende anche auto con alimentazione a gasolio e a benzina, è risultato il più gradito al pubblico, ma si è esaurito già nella prima metà di settembre con un conseguente rallentamento nella crescita delle immatricolazioni. Le associazioni rappresentative del settore hanno chiesto perciò di far confluire in un unico fondo gli stanziamenti previsti per le quattro classi di emissioni. Questa richiesta potrebbe essere accolta nella conversione in legge del Decreto Agosto e se così fosse l’ultimo trimestre dell’anno potrebbe essere caratterizzato da incrementi anche più consistenti di quello registrato in settembre.

Tuttavia, la perdita da inizio anno rimane pesante: all’appello manca mezzo milione di veicoli, ovvero il 34,2% del totale, in linea con l’andamento di mercato a livello europeo che ha registrato fa inizio anno una contrazione del 32,9%. “Va comunque detto che – sostiene il Centro Studi Promotor – nonostante il dato positivo di settembre il consuntivo dei primi nove mesi dell’anno chiude con un calo delle immatricolazioni del 34,2% corrispondente a 502.220 autovetture vendute in meno rispetto allo stesso periodo del 2019″. E sempre secondo il Centro Studi Promotor, non appare possibile, neppure con incentivi rivisitati come richiesto dagli operatori, recuperare negli ultimi tre mesi dell’anno un numero così rilevante di vetture vendute in meno. Il 2020 farà quindi registrare un volume di immatricolazioni inferiore a quello del 2019, che si chiuse a quota 1.916.649.
Sprint di Jeep
Tornando a oggi, la performance di settembre ha permesso a Fca di raggiungere una quota di mercato del 23,7%, in crescita sia rispetto allo stesso mese dell’anno scorso (+1,6 punti percentuali) sia al 22,1% ottenuto ad agosto. Tra i singoli marchi del gruppo, fanno bene tutti i brand ad eccezione di Alfa Romeo. A crescere di più è Jeep che registra oltre 7.000 vetture, il 24,3% in più rispetto al 2019 e balza a quota 4% del mercato. Sepedita anche il marchio Fiat, le cui immatricolazioni crescono del 19%. Bene anche Lancia con +12,7%.
Fca-Psa e il nodo antitrust, la decisione slitta al 2 febbraio
Intanto si guarda anche al dossier Fca-Psa. La Commissione Antitrust Europea ha comunicato che la scadenza provvisoria per una decisione sulla questione LCV (veicoli commerciali leggeri) è stata posticipata al 2 febbraio 2021 da metà novembre. “Riteniamo sia da attribuire all’analisi della proposta avanzata pochi giorni fa dalle due case”, commentano oggi gli analisti di Equita. Le due società hanno infatti offerto concessioni all’autorità per risolvere la questione della posizione dominante nel segmento LCV e ottenere così il via libera alla loro fusione. Non sono stati specificati gli impegni presi, ma alcune indiscrezioni di stampa suggeriscono che le due società sarebbero disposte a concedere ai concorrenti l’utilizzo della loro rete post-vendita. Inoltre Psa si sarebbe impegnata ad aumentare la quota di veicoli a marchio Toyota, attualmente prodotti dalla joint venture già esistente fra le due. Se effettivamente la proposta venisse accettata, si eviterebbe la cessione di una parte del business, ipotesi decisamente più impattante, considerando che il business LCV genera margini superiori alla media. Ora, con lo slittamento della decisione, si guarda però anche alle tempistiche: “Se l’Antitrust prendesse tutto questo tempo crediamo che la fusione possa concretizzarsi solo verso la fine del trimestre del 2021”, precisano da Equita. La sim milanese ha un rating sul titolo Fca posto al gradino Buy (acquistare) con target price a 15,1 euro.
Analisi tecnica sul titolo: l’impostazione grafica è positiva
Il titolo Fca mantiene un’impostazione grafica positiva e prosegue nella sovraperformance dell’indice Ftse Mib. In particolare, appare ben delineata la trend line rialzista che il titolo sta seguendo da metà maggio (minimi del 20 maggio e 1 settembre). Il supporto di breve più importante è dunque legato a questa trend line e ai 10 euro, il quale rappresenta anche il 50% di Fibonacci di tutto il downtrend avviato a novembre 2020. In caso di rottura potrebbe esserci una prosecuzione verso 8,5 e 9 euro. Al rialzo invece il trend rialzista proseguirà al break del 61,8% di Fibonacci. Target a 12,5 e 13 euro.