Notizie Notizie Mondo Eurozona: Lettonia pronta ad adottare l’euro dal 2014. Sarà la nuova Cipro?

Eurozona: Lettonia pronta ad adottare l’euro dal 2014. Sarà la nuova Cipro?

5 Giugno 2013 13:41
Sarà la Lettonia il diciottesimo Paese a fare il suo ingresso nella zona euro a partire dal primo gennaio 2014. A darne notizia la Commissione europea che ha pubblicato oggi la relazione sulla convergenza 2013 relativa al Paese baltico nella quale si apprende che la Lettonia ha “conseguito un livello elevato di convergenza economica sostenibile con la zona euro”. Il via libera di Bruxelles arriva dopo quello della Banca centrale europea (Bce). 
“L’esperienza della Lettonia insegna che un paese può superare squilibri macroeconomici, anche gravi, uscendone rafforzato – ha dichiarato Olli Rehn, vicepresidente della Commissione responsabile per gli affari economici e monetari e l’euro – A seguito della profonda recessione del 2008-2009, la Lettonia ha avviato un’azione politica risoluta che, supportata dal programma di assistenza finanziaria dell’Ue-Fmi, ha migliorato la flessibilità e la capacità di aggiustamento dell’economia nel quadro generale dell’Ue per una crescita sostenibile ed equilibrata. E i risultati si vedono: nelle previsioni la Lettonia sarà quest’anno l’economia dell’Ue in più rapida crescita”.
 
La decisione definitiva sull’adozione dell’euro a Riga sarà adottata nel mese di luglio dall’Ecofin, una volta che il Parlamento europeo avrà espresso un parere, i ministri delle finanze della zona euro avranno formulato una raccomandazione e i leader dell’Unione Europea avranno discusso la questione nella riunione del Consiglio europeo del 27 e 28 giugno. La procedura, precisano da Bruxelles, sarà definitivamente completata quando il Consiglio dei ministri, deliberando all’unanimità degli Stati membri appartenenti alla zona euro e della Lettonia, avrà fissato irrevocabilmente il tasso di cambio tra lats e euro. 
 
Il lat lettone è ancorato dall’euro dal 2005. Dopo aver raggiunto l’8,1% nel 2010, nel 2012 il rapporto disavanzo pubblico/Pil dello stato baltico è sceso all’1,2%, tasso che, stando alle ultime previsioni di primavera della Commissione europea, rimarrà inalterato anche nel 2013. A fine 2012 il debito pubblico era pari al 40,7% del Pil.
 
La Lettonia si colloca entro i valori di riferimento fissati per i criteri di convergenza” dichiara la Banca centrale europea pur esprimendo dei timori circa la sostenibilità a più lungo termine della sua convergenza economica. Secondo l’Eurotower “è necessario che la Lettonia continui un percorso di risanamento organico dei conti pubblici in linea con i requisiti del Patto di stabilità e crescita. È importante anche non lasciar sfumare gli aumenti di competitività ottenuti negli ultimi anni, evitando un rinnovato incremento del costo del lavoro per unità di prodotto”. Inoltre, malgrado la forte capacità di aggiustamento dimostrata dalla Lettonia, afferma la Bce, il Paese deve compiere progressi per quanto concerne la qualità delle istituzioni e della governance. “È altresì indispensabile disporre di una serie completa di strumenti per fronteggiare i rischi per la stabilità dei prezzi, che derivano fra l’altro dal ricorso di un numero significativo di banche ai depositi dei non residenti come fonte di finanziamento”
 
Cittadini lettoni divisi su benefici da ingresso in Eurolandia
Non tutti hanno accolto con favore questa notizia. Secondo quanto riportato dal Financial Times una delle principali preoccupazioni del premier lettone, Valdis Dombrovskis, è il persistere di un sentimento euro scettico da parte dei cittadini. La conferma è arrivata nel  fine settimana, quando un partito anti-euro è arrivato primo alle elezioni comunali con quasi il 60 per cento dei voti. In un recente sondaggio circa il 38 per cento dei lettoni si è detto a favore della moneta unica, ma in calo rispetto a qualche mese fa. 
A far pensare anche l’entità dei depositi russi nel Paese. Un tema, ricorda il quotidiano finanziario britannico, che porta subito alla mente il caso Cipro scoppiato lo scorso marzo con il piano di salvataggio da 10 miliardi.