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Eurobond a tutti i costi, Macron tuona: solidarietà o Unione a rischio, non ripetiamo errore colossale di 100 anni fa

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Mentre in Italia si profila una fine anticipata del lockdown, in Francia il blocco si protrarrà fino all’11 maggio con quindi ancora tre settimane di attività economica a ritmo ridotto. Una scelta che peserà sul PIL transalpino e induce il suo presidente Macron ad alzare i toni in Europa per ottenere il via libera agli Eurobond, facendo da avamposto nella battaglia che vede in prima linea anche l’Italia.
L’economia francese, rimarca Ing in un approfondimento sul Paese transalpino, attualmente gira al 65% circa della sua capacità e queste tre settimane ridurranno il PIL di altri due punti percentuali. Mentre il FMI indicava una contrazione del PIL del 7,2% per il 2020, il governo si aspetta ora -8%.  Gli esperti di Ing ritengono che il PIL del 2° trimestre potrebbe scendere dal 10% al 15%. “Ciò richiede forti azioni di recupero”, rimarca Julien Manceaux, economista senior di Ing. La decisione di allungare il blocco richiede un budget maggiore, che è stato annunciato questa settimana, non da ultimo per finanziare il regime di disoccupazione temporanea. Ciò dovrebbe consentire un aumento limitato del tasso di disoccupazione quest’anno, che dovrebbe essere vicino, ma non molto al di sopra della soglia del 10%, invece dell’8,5% misurato nel 4° trimestre 2019.

Le parole del presidente francese al FT

Oggi il presidente Emmanuel Macron ha ribadito in un’intervista del Financial Times che l’Europa ha bisogno di “trasferimenti finanziari e solidarietà”. Nel suo discorso pubblico lunedì, lo stesso Macron ha affermato che l’Europa è “in un momento di rifondazione”. E nell’intervista al FT ha ripetuto che “Siamo in un momento di verità, che è quello di decidere se l’Unione Europea è un progetto politico o solo un progetto di mercato. Penso che sia un progetto politico. . . Abbiamo bisogno di trasferimenti finanziari e solidarietà, in modo che l’Europa tenga duro”.

Il capo dell’Eliseo paventa il rischio che i populisti vincano “oggi, domani, dopodomani, in Italia, in Spagna, forse in Francia e altrove” e fa anche un richiamo alla storia e all’errore fatto 100 anni fa dalla Francia, dopo la fine della prima Guerra mondiale quando impose alla Germania  le riparazioni di guerra. “Errore colossale, fatale, che provocò la reazione populista tedesca e l’odio nel resto d’Europa e 15 anni”. Macron sottolinea come quell’errore fu capito e alla fine della Seconda guerra mondiale si agì diversamente e ci fu il piano Marshall.
Tutto ciò aumenta la pressione esercitata per la prossima riunione del Consiglio dell’UE della prossima settimana con il dibattito sulla mutualizzazione del debito è tutt’altro che morto.
“I governi più ostili agli eurobond stanno iniziando a cambiare idea”, sostiene Macron che aggiunge:”Sarebbe un errore di portata storica sostenere che i peccatori devono pagare”, con chiaro riferimento alle posizioni di rigore espresse dall’Olanda.