1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Uncategorized ›› 

Euro snobba imminente regalo di Natale della Bce, balza a record da 2018. Effetto risk on per vaccini, e non solo

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Neanche la prospettiva di un nuovo bazooka imminente da parte della Bce riesce a frenare la corsa dell’euro: la moneta unica continua a salire, e nelle ultime ore ha superato anche la soglia di $1,21 balzando fino al record in più di due anni, esattamente dalla fine di aprile del 2018, a $1,2119.

Euro in forte rialzo, supera quota $1,21, al record in più di due anni.
Close up of isolated one Euro coin the main currency of the European Union, money stacked on euro coins in the background on a reflecting surface. Euro coins are portraying the value and a map of Europe, but each country in the eurozone has its own design on the obverse. The currency is managed by the European Central Bank (ECB) of EU. Amsterdam, The Netherlands on December 2, 2020 (Photo by Nicolas Economou/NurPhoto via Getty Images)

In realtà, non tanto di forza intrinseca dell’euro si può parlare, quanto di debolezza del dollaro.
Basti pensare che il Dollar Index, l’indice che misura il trend del biglietto verde nei confronti di un paniere composto dalle valute più importanti a livello mondiale (non solo dunque nei confronti dell’euro), è scivolato nelle ultime ore al minimo degli ultimi due anni e mezzo, a 90,948 punti.
I motivi sono diversi e in questo momento hanno la meglio sulle migliori intenzioni dovish della Bce: il risk on, ovvero la fase di propensione al rischio che si è riattivata in concomitanza con il flusso di notizie relative allo sviluppo dei vaccini anti-Covid; l’attesa per l’insediamento dell’amministrazione Biden che, secondo Daisuke Uno, chief strategist di Sumitomo Mitsui Bank, “sarà dovish”, al punto che potrebbe decidere anche di “puntare su un dollaro più debole in modo diretto”; e le attese di nuovi stimoli economici anti-Covid che il Congresso deve ancora sfornare (è dal periodo pre-Election Day che repubblicani e democratici Usa discutono di quanti nuovi aiuti erogare a favore delle famiglie e delle imprese americane)”. Il risultato è che, a dispetto del regalo di Natale in arrivo da parte di Christine Lagarde & Co, gli stessi strategist rimangono rialzisti sull’euro.
Il chief strategist di Sumitomo Mitsui Bank prevede come “prossimo obiettivo per l’euro il massimo dal febbraio del 2018, pari a $1,2555″. Non solo. L’esperto afferma anche che, quando la Bce lancerà il suo bazooka la prossima settimana (il meeting è previsto giovedì prossimo, 10 dicembre), scommetterà su un rialzo dell’euro, e non su un suo ribasso.
Da un punto di vista dell’analisi tecnica, gli analisti di Mps Capital Services fanno notare che “l’euro-dollaro ha superato la resistenza in area 1,2080, la cui rottura però assume una valenza importante se verrà confermata alla fine del mese. Segnaliamo, inoltre, che il tasso di cambio nominale rispetto ai 38 principali partner commerciali dell’Eurozona (la misura monitorata dalla BCE per valutare l’eccessiva forza dell’euro) è tornato sui livelli di settembre, in cui vi erano stati forti moniti verbali da parte di diversi membri, tra cui Lane”. La Bce dunque cercherà di affossare la moneta unica con un intervento verbale?
Tra l’altro, sempre Philip Lane, che è il capo economista della Bce,  in occasione del Reuters Global Investment Outlook Summit, 2021,  ha sottolineato che non bisogna ritenere che la banca centrale si focalizzerà soltanto sui due programmi TLTRO e PEPP, nel lanciare nuove misure di politica monetaria accomodante. “Esiste, infatti,  un’ampia gaamm di strumenti in termini di garanzie, di swap, repo e così via”.
lo scetticismo con cui la stessa numero uno CHristine Lagarde ha accolto le notizie sui vaccini?
Su cosa accadrà la prossima settimana, complici le parole della stessa Lagarde, gli analisti in generale scommettono sul potenzialmente del QE pandemico e dei prestiti TLTRO alle banche. La numero uno della Bce ha alimentato d’altronde le speculazioni sull’arrivo di un maxi regalo di Natale, a dicembre, non nascondendo lo scetticismo nei confronti delle notizie sui vaccini.
“Anche se la seconda ondata della pandemia si sta dimostrando meno intensa (rispetto alla prima), non comporta rischi minori per l’economia”, ha detto Lagarde qualche settimana fa, sottolineando l’importanza di non abbassare la guardia. Chiaro, ha detto ancora la numero uno della banca centrale europea, il rischio al ribasso per le prospettive economiche di breve termine.
Dalle stesse minute di Francoforte, relative all’ultima riunione del Consiglio direttivo di ottobre, è emerso poi che “ogni segnale di compiacenza potrebbe essere dannoso” e che la pandemia potrebbe produrre anche effetti più duraturi .
Il bazooka, insomma, ci sarà, come prevedono diversi analisti ed esperti, come quelli di Mirabaud AM. A esprimersi nei giorni scorsi sono stati anche gli analisti di Goldman Sachs, che hanno reso noto di stimare un potenziamento del PEPP di 400 mld e una estensione TLTRO.
Nonostante questo, anche gli strategist di Deutsche Bank sono bullish sull’euro, prevedendo un valore pari a $1,30 entro la fine del 2021.
Nel frattempo, è arrivata anche la nota degli economisti di ING, che prevede i seguenti interventi da parte della Bce, giovedì prossimo 10 dicembre:

  • Un aumento del progreamma PEPP fino a +500 miliardi di euro e una estensione di questo programma fino alla fine del 2021.
  • Un aumento degli acquisti di asset nell’ambito del programma pensile APP da 20 miliardi a 40 miliardi di euro, senza scadenza.
  • Un’estensione dei tassi di interesse dei prestiti TLTRO di 6-12 mesi
  • Un potenziamento dello strumento di tiering per esentare un numero più alto di banche dal tasso negativo sui depositi.
  • C’è anche la possibilità che i cosiddetti Fallen Angels (corporate bond il cui rating è stato rivisto al ribasso durante la crisi Covid-19) entrino a far parte del programma di acquisti delle obbligazioni societarie da parte della Bce.