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ETF su energia pulita a +70% Ytd e il Nasdaq impallidisce a confronto. Numeri strabilianti per il titolo Sunrun

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L’onda green avanza in maniera prepotente e in questi mesi le performance in Borsa dei titoli legati alle energie pulite sono state strabilianti. L’indice S&P Global Clean Energy, che offre l’esposizione ai 30 titoli maggiori quotati a livello mondiale di società attive nell’energia pulita, segna un balzo del 70% da inizio anno con un’avanzata a tre cifre (+141%) rispetto ai minimi del 23 marzo. Numeri che fanno impallidire anche le performance record del Nasdaq (+26% Ytd).
La pandemia Covid-19 ha acceso ulteriormente i riflettori sul megatrend delle energie pulite che si gioverà nei prossimi anni di investimenti record nell’ambito della sostenibilità. Il Recovery Fund dell’Unione Europea poggia le proprie basi proprio sulla rivoluzione green, con una percentuale di oltre un terzo delle risorse che andrà a coprire gli obiettivi del Green New Deal.

L’ultimo mese ha visto ulteriormente accentuarsi tale trend ascendente degli ETF sulle energie pulite. L’iShares Global Clean Energy UCITS ETF, che segue proprio l’andamento dell’Indice S&P Global Clean Energy, segna un +27% nell’ultimo mese, seguito a distanza da un altro ETF sulle energie pulite, il Lyxor New Energy, con un saldo di quasi +10%.
E l’avvicinarsi delle elezioni statunitensi sta accendendo i riflettori sui possibili scenari post-voto per il settore delle energie alternative. Una vittoria dell’ex vicepresidente Joe Biden potrebbe accelerare un cambiamento verso la sostenibilità già in corso. La quota di elettricità generata da fonti rinnovabili è cresciuta costantemente negli Stati Uniti – dal 10% nel 2010 al 17% nel 2019 (dati della US Energy Information Administration). Una vittoria del candidato democratico potrebbe accelerare la decarbonizzazione del settore energetico con probabilmente un grande impulso agli investimenti pubblici nell’energia pulita.
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Spende il sole sul clean energy: la californiana Sunrun fa +469%

Tra i vari indici legati al megatrend delle energie pulite emergono profonde differenze a livello di composizione. Puntare sull’energia pulita può significare concentrarsi sui generatori effettivi di elettricità sostenibile, ma può anche significare detenere azioni di vari produttori di apparecchiature e componenti elettrici, produttori di semiconduttori e società industriali ed energetiche tradizionali con una nuova attenzione alla sostenibilità. E andando a guardare la composizione dei vari indici, in molti spicca anche il nome di Tesla.
L’S&P Global Clean Energy, a cui si rifà l’ETF di iShares, comprende nel dettaglio società che producono energia pulita attraverso la tecnologia solare, biocarburanti, etanolo, geotermia, idroelettrica o eolica, nonché società che sviluppano tecnologie e attrezzature utilizzate in quei segmenti. Guardando al peso settoriale, prevalgono le utilities con il 39,2%, ma l’information technology ha una grossa fetta di oltre il 31%. Il titolo di maggior peso è Sunrun, produttore di energia solare di San Francisco che in Borsa segna un sensazionale +469% da inizio anno.
Altri ETF quali ALPS Clean Energy ETF e ETF VanEck Vectors Low Carbon Energy (entrambi non quotati in Italia) vedono al loro interno Tesla, che è addirittura la prima partecipazione dell’ALPS ETF con una quota del 10% e questo ha contribuito non poco al boom del replicante (oltre +74% Ytd) considerando che in questo 2020 il titolo Tesla ha quasi quintuplicato il proprio valore.