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ETF Bitcoin fa il botto: è il secondo clone più scambiato di sempre. Criptovaluta vola e per Carl Icahn è la migliore copertura dall’inflazione

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Il debutto fragoroso del primo ETF legato al Bitcoin quotato negli Stati Uniti dà nuova linfa al rally della criptovaluta numero uno al mondo che sfiora i massimi storici. Le quotazioni del bitcoin nelle ultime 24 ore hanno infatti toccato un picco a 64.476 $ (dati Coindesk), a un soffio dai massimi storici toccati lo scorso aprile. Da inizio anno il bitcoin segna +119%.

L’investitore miliardario Carl Icahn ieri ha avvisato che la prossima crisi di mercato potrebbe essere all’orizzonte e il Bitcoin potrebbe essere la migliore copertura contro l’inflazione. Icahn in particolare teme che il dollaro si stia svalutando sempre più e che l’inflazione rimanga alta.

L’arrivo del primo ETF spartiacque per il mondo cripto

L’ETF di ProShares Bitcoin Strategy – scambiato con il ticker BITO – ha chiuso il primo giorno di contrattazioni segnando +4,9% a 41,94 $. Il fondo tiene traccia non direttamente della criptovaluta ma dei futures bitcoin. Spicca il boom di scambi che collocano l’ETF come il secondo più scambiato di sempre con più di 24 milioni di azioni passate di mano ieri secondo i dati Bloomberg. Il turnover è stato di circa 1 mld di dollari.

Il via libera dell’ETF da parte della Securities and Exchange Commission è visto come uno spartiacque per le criptovalute e ha contribuito a spingere ulteriormente il prezzo del bitcoin che da inizio mese segna oltre +45% proprio sull’attesa che l’avvento degli ETF Bitcoin anche negli Usa porti un aumento consistente degli investitori tradizionali che prendono posizione sulla criptovaluta. Il ceo di ProShares, Michael L. Sapir ha affermato che l’ETF ProShares Bitcoin Strategy aprirà l’esposizione al bitcoin “a un ampio segmento di investitori che hanno un conto di intermediazione e sono a proprio agio nell’acquistare azioni ed ETF, ma non desiderano affrontare la seccatura e la curva di apprendimento di aprire un altro account con un fornitore di criptovaluta e creare un bitcoin wallet o temono che questi provider possano essere non regolamentati e soggetti a rischi per la sicurezza”.

Rischi sempre in agguato

I futures su Bitcoin sono supervisionati dalla Commodity Futures Trading Commission per quattro anni e gli ETF sono regolati dalla SEC, offrendo un certo livello di protezione degli investitori stando a quanto affermato anche dal presidente della SEC, Gary Gensler. “Eppure è ancora una classe di attività altamente speculativa e gli investitori dovrebbero capire che sotto c’è la stessa volatilità e speculazione“, ha detto Gensler.

Nel prospetto dell’ETF ProShares Bitcoin Strategy si fa esplicito riferimento ai “rischi unici e sostanziali” dell’investimento in bitcoin e a come storicamente è stato soggetto a una significativa volatilità dei prezzi. “Il valore di un investimento nel Fondo potrebbe diminuire in modo significativo e senza preavviso, anche fino a zero. Dovresti essere pronto a perdere l’intero investimento. La performance dei contratti future bitcoin e quindi la performance del Fondo possono differire in modo significativo dalla performance di bitcoin”, si legge nel prospetto registrato presso la SEC.

Prodotti simili sono in attesa di essere lanciati sul mercati. Grayscale, il più grande gestore di valuta digitale al mondo, ha dichiarato che prevede di convertire il suo Grayscale Bitcoin Trust in un ETF bitcoin spot. Anche VanEck e Valkyrie sono tra i gestori di fondi che perseguono prodotti ETF quotati negli Stati Uniti.

Gli ETF su criptovalute sono stati lanciati quest’anno in Canada e in Europa.

Fundstrat stima che 93 milioni di famiglie possiedono azioni, mentre 40 milioni possiedono bitcoin, con saldi medi dei conti per famiglia a circa $ 10.000 per bitcoin. Le criptovalute rappresentano circa l’1% delle attività liquide allocate. Una percentuale che potrebbe crescere, in vista degli afflussi nel nuovo ETF. Lee ipotizza che la domanda di ETF sul bitcoin potrebbe aumentare la domanda di $ 50 milioni al giorno. Secondo Tom Lee, fondatore di Fundstrat e appassionato di criptovalute, in base all’offerta attuale e con i minatori che producono $ 10 milioni in bitcoin al giorno, l’appetito per la criptovaluta numero uno al mondo porterà il prezzo a $ 168.000 entro fine anno (+170%).