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Eni: sotto pressione in Borsa per debolezza del settore Oil, ma resta in zona di valore

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Vontobel ha pubblicato la rubrica Investment Idea con un nuovo approfondimento su Eni. Quadro tecnico e fondamentale non favorevole per il colosso dell’Oil&Gas. Se infatti il coronavirus nel complesso non ha spaventato i mercati, sottolinea Vontobel, sicuramente ha colpito il comparto petrolifero già in difficoltà. L’allarme sugli effetti del coronavirus sul petrolio è stato lanciato prima dall’Opec e poi dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) che ha tagliato le stime per il 2020 sulla domanda globale di 365 mila b/g, portandola a 825 mila b/g, il livello più basso dal 2011. L‘AIE ha ricordato, aggiunge Vontobel, che la Cina ha rappresentato oltre i tre quarti della crescita della domanda di greggio nel 2019. Tutti elementi che giocano a sfavore dei titoli petroliferi come Eni.
Il colosso italiano del petrolio si sta avvicinando al test del quarto trimestre 2019 che sarà annunciato il prossimo 28 febbraio. Il mercato si attende una trimestrale debole per Eni, in parte per la debolezza manifestata dal Brent negli ultimi tre mesi dell’anno.  In particolare, riporta Vontobel, il consensus degli analisti raccolto da Bloomberg si attende un Ebit adjusted di 2 miliardi (-30% su base annua), redditività all’11,1% (-380 punti base) e utile netto di 792 milioni (-45%). Gli analisti rimangono però ancora positivi sul titolo.


Dal punto di vista grafico, scrive Vontobel, Eni sta cercando di ancorarsi con difficoltà al livello statico dei 13 euro. Il movimento di rimbalzo avviato sul minimo del 3 febbraio a 12,52 euro ha portato a una fase di congestione che potrebbe innescare un ulteriore fase di ribasso. Al rialzo, invece, il primo segnale di conferma in tale direzione sarebbe il break convinto dei 13,1 euro. Vontobel ricorda infine che la fascia di prezzo compresa tra 12 e 13 euro rappresenta una zona di volare importante per Eni.

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