Notizie Notizie Italia Eni & Co. sotto pressione in Borsa, Opec pronta ad aumentare la produzione

Eni & Co. sotto pressione in Borsa, Opec pronta ad aumentare la produzione

31 Gennaio 2011 14:58

L’esplodere della rivolta in Egitto si fa sentire sui mercati finanziari e, in modo particolare, potrebbe avere impatti significativi sulle strategie delle compagnie petrolifere. Questa mattina il Brent ha sfiorato i 100 dollari al barile in scia ai timori che le proteste anti-Mubarak potrebbero innescare una spirale d’instabilità in altri Paesi del Medio Oriente e Nord Africa, una regione che produce quasi il 40% del petrolio mondiale. In particolare, l’Egitto controlla il canale di Suez e il gasdotto Sumed (Suez-Mediterraneo), dove ogni giorno transitano circa 2 milioni di barili, ovvero il 2,5% della domanda globale di greggio.
 
All’ombra delle piramidi ruotano quindi forti interessi economici ed anche le compagnie petrolifere italiane sono esposte verso il Paese magrebino. A cominciare proprio dall’Eni. La produzione del colosso italiano in Egitto è di 230 mila barili al giorno, circa il 13% della sua produzione totale (1,8 milioni di barili al giorno). A Piazza Affari il titolo del Cane a sei zampe resta sotto pressione lasciando sul parterre lo 0,75% a 17,24 euro. Edison, che in Borsa cede l’1% a 0,84 euro, ha una produzione ad Abu Qir di 10 mila barili a giorno, che corrispondono a circa il 6% dell’intero Ebitda del gruppo (1,35 miliardi di euro).
 
Saipem, invece, per il momento non ha nessun grande progetto onshore in esecuzione sul territorio egiziano, anche se sta trattando per un impianto petrolchimico ad Alessandria (2 miliardi di dollari). Saipem però è fortemente presente in tutta la regione del Nord Africa, dove attualmente gestisce lavori pari a circa il 23% del suo portafogli ordini (20 miliardi di euro). Il titolo della controllata dell’Eni viaggia in controtendenza rispetto agli altri titoli del comparto oil mostrando un progresso dello 0,97% a 36,37 euro. Maire Tecnimont (-0,78% a 3,50 euro) ha in corso un contratto ad Alessandria relativo alla fornitura di servizi di Pmc (Project management contractor). 

Nel caso l’Egitto dovesse interrompere le forniture di greggio, l’Opec si è già detto pronto ad aumentare la produzione di petrolio. E’ quanto affermato da Abdalla El-Badri, segretario generale dell’Opec, secondo cui la situazione in Egitto non è però fuori controllo. El-Badri ha poi sottolineato che la chiusura del gasdotto Sumed potrebbe portare ad una carenza di petrolio, ma le scorte sono comunque ad un livello elevato.