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Emergenza Covid-19 senza fine: ecco quando finirà in Italia secondo Deloitte e quanto impatterà sul PIL

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Bisognerà attendere ancora molti mesi prima che Covid-19 molli la presa sull’Italia. Mentre uno studio redatto dall’Istituto Einaudi redatto solo pochi giorni fa vedeva abbastanza vicino l’azzeramento dei contagi, gli esperti di Deloitte spostano molto in avanti nel tempo la fine dell’emergenza sanitaria.

I numeri e i tempi (lunghi) del virus

Alla fine il bilancio sarà molto duro: oltre 120.000 persone in Italia saranno contagiate dal Covid-19 per un periodo lungo circa 150 giorni. Il contagio infatti non si fermerà prima di fine luglio. Tutto questo avrà un impatto sull’economia quantificabile in una perdita di 80 miliardi di euro, pari a circa il 4,6% del Pil nazionale. Ma, una buona notizia c’è: alla fine del contagio, è prevista una ripresa. Sono questi i principali dati che emergono da uno studio di Deloitte che stima il pattern di diffusione del coronavirus e l’effetto economico che l’epidemia avrà in Italia.
Lo studio è basato su modelli costruiti a partire da dati di serie storiche fornite dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e dall’European Centre for Disease Prevention and Control su un periodo di riferimento che va dal 31 dicembre 2019 al 26 marzo 2020. Secondo i dati forniti dalle autorità cinesi e riportati dall’Oms viene stabilita al 31 dicembre 2019 l’inizio dell’epidemia: in questa data la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) ha riferito di un gruppo di casi sconosciuti di polmonite nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei. Per quanto riguarda l’Italia, il cosiddetto “paziente uno” è stato ospedalizzato il 18 febbraio e il 21 febbraio i media italiani lo riportarono come il primo caso di cittadino italiano affetto da coronavirus. La storia successiva è nota.

Sulla base di tre diversi modelli di previsione che mettono in comparazione l’evolversi della pandemia in Cina e in Italia, lo studio Deloitte prospetta uno scenario in cui il totale dei contagi sarà di oltre 120mila persone con una previsione di data nella quale potrà concludersi il contagio non prima dell’ultima parte di luglio e una durata dell’emergenza sanitaria di oltre 150 giorni.

L’impatto sull’economia

Per quanto riguarda l’impatto economico – ottenuto analizzando i relativi dati nazionali e regionali del valore della produzione resi noti dall’Istat nel 2018 e prendendo in considerazione un periodo ipotetico di emergenza che va dall’inizio del contagio (21 febbraio) alla peggior data prevista per la fine del contagio (25 luglio) – le conseguenze sul Pil italiano vengono stimate in un -4,57% per il 2020 pari a 80,650 miliardi di euro con una perdita stimata di oltre 800 milioni di euro per il primo settore, 13,5 miliardi di euro per il secondo settore e 137 miliardi per il terziario.
Ma non solo previsioni negative. Lo studio di Deloitte indica anche che, alla fine del contagio, è prevedibile un periodo di ripresa dell’economia con un conseguente contraccolpo positivo stimabile tra il 5% e il 10% nei diversi settori.