Notizie Notizie Mondo Elezioni Turchia: Erdogan scende, curdi in parlamento. Lira e Borsa di Istanbul in ginocchio

Elezioni Turchia: Erdogan scende, curdi in parlamento. Lira e Borsa di Istanbul in ginocchio

8 Giugno 2015 07:41
Forte rischio di instabilità politica per la Turchia. Dopo 13 anni di incontrastato dominio, il partito conservatore AKP non raggiunge la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento e dovrà cercare di formare un governo di coalizione per evitare di tornare all’ingovernabilità che aveva caratterizzato la Turchia negli anni novanta. 
Il partito conservatore del presidente Tayyip Erdogan si è fermato al 40,9% dei voti secondo i risultati preliminari diffusi dall’agenzia di stampa statale. L’AKP si aggiudica quindi solo 258 seggi in Parlamento, meno dei 276 necessari per formare un governo a partito unico. 
 
Reazione nervosa dei mercati, Borsa Istanbul parte a -8%
Il rischio di instabilità politica si fa sentire oggi sui mercati finanziari con la lira turca scivolata ai nuovi minimi storici con un calo di oltre il 5% rispetto al dollaro Usa. Molto male anche la Borsa turca. Il Borsa di Istanbul 100 Index ha aperto in calo di oltre l’8% per poi attestarsi a un calo vicino al 6%. 
Il cross tra dollaro Usa e lira turca si è spinto fino a quota 2,81 con la valuta turca che già quest’anno si era distinta come la peggiore tra le principali valute emergenti complice la difficile situazione economica con debole crescita abbinata a inflazione a livelli eccessivamente alti. 
 
Curdi per la prima volta rappresentati in parlamento
Il vero vincitore delle elezioni è stato il leader curdo Salahettin Demirtas, con il partito Hdp che ha raggiunto il 13% dei voti con i curdi per la prima volta in parlamento. Tra le altre principali forze politiche il Chp, il partito repubblicano, ha ottenuto il 25% dei voti, mentre i nazionalisti dell’Mhp hanno ottenuto il 16,5%. 
Rischio ritorno alle urne 
Tutti i tre principali partiti di opposizione hanno respinto l’idea di una coalizione con l’AKP. E’ concreto quindi il rischio che si debba ricorrere a una nuova tornata di elezioni se non si non riuscirà a formare un governo.