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Effetto COVID-19: spread vola a 180 punti base, record da agosto. Ma i fan dei BTP resistono

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L’avversione al rischio scatenata a livello globale dai timori per il diffondersi del coronavirus e della malattia COVID-19 penalizza la carta italiana, con il risultato che lo spread BTP-Bund schizza a 180 punti base. Come commentano gli analisti di Mps Capital Services, “i titoli italiani continuano a soffrire dell’aumento dei contagi e dei battibecchi politici”.
I tassi sui BTP decennali sono così schizzati stamattina di 13 punti base, fino all’1,20%, al record dal 24 gennaio scorso, per poi ritracciare.

Lo spread viaggia al record dallo scorso agosto, ovvero dalla crisi politica che ha rotto l’alleanza tra il M5S e la Lega di Matteo Salvini portando alla nascita del governo M5S-PD. Il differenziale si è allargato di quasi 30 punti base questa settimana, riportando la crescita più forte in più di sei mesi.

Paura coronavirus e COVID-19 infetta anche il mercato dei BTP.
ROME, ITALY – FEBRUARY 24: A tourist wearing face masks visits the Colosseum area on February 24, 2020 in Rome, Italy. The Italian government declared a state of emergency on January 31 and today the coronavirus (Covid-19) has claimed its sixth victim in Italy, an 80-year-old man from Castiglione d’Adda who died in Milan’s Sacco Hospital. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images)

Con un boom dei tassi che è stato pari a +27 punti base, al record su base settimanale dalla fine di settembre, i BTP decennali si avviano a concludere la peggiore settimana del 2020.
La corsa ai beni rifugio – a fronte della fase di correzione diversi indici azionari (tra cui anche il Ftse Mib, alle prese con un test particolarmente pericoloso ) sta premiando invece i Bund tedeschi, con i buy che fanno scendere (per la relazione inversamente proporzionale che esiste tra prezzi e rendimenti nel mercato obbligazionario) i rendimenti decennali al di sotto dello 0, 60% per la prima volta dall’inizio di ottobre.
Un articolo di Reuters fa notare come la carica di sell sulla carta italiana rischi a questo punto di provocare forti perdite a danno di tutti gli investitori che, nelle ultime settimane se non mesi, hanno deciso di puntare sui BTP, in quanto tra i pochi titoli di debito dell’area euro che garantiscono ancora rendimenti positivi, in un contesto di tassi a zero se non negativi.
Gli analisti di Rabobank ricordano che quasi il 70% di tutti i debiti sovrani emessi in Eurozona rende meno dello 0%, ragione più che sufficiente alla base dei buy scatenati che hanno interessato la carta italiana, e che hanno provocando un tonfo di 50 punti base dei tassi decennali nel mese di gennaio.
Ma questa ragione ora non tiene più, come fa notare, intervistato sempre da Reuters, Wouter Sturkenboom, responsabile strategist per gli investimenti per le aree EMEA e APAC presso Northern Trust Asset Management.
“Il sell off che ha colpito questa settimana i bond italiani dimostra che la storia dei rendimenti positivi non è più al primo posto”: insomma, quel motivo non tiene più, visto che gli investitori si concentrano piuttosto sulle notizie negative che riguardano i problemi strutturali dell’Italia, con tanto di nuovi casi di coronavirus e il blocco delle attività a causa del Nord Italia in quarantena.
Basti pensare che i cds, ovvero i credit default swap che misurano il costo da sostenere per assicurarsi contro il rischio Italia, viaggiano al record in quattro settimane. A salire sono stati anche i cds sulle banche (tra cui quelli su Intesa SanPaolo e UniCredit), per quel fenomeno del doom loop particolarmente accentuato in un paese caratterizzato da un rapporto debito-Pil superiore al 130%.

I nomi dei ‘fan’ dei BTP nonostante il COVID-19

Ma c’è anche qualcuno che rimane ottimista sui bond italiani. Si tratta di David Zahn, responsabile della divisione di reddito fisso di Franklin Templeton, che continua ad avere fiducia nei BTP, e che decide di tenerli ancora nel portafoglio di investimenti. E gli ultimi dati EMAXX mostrano che l’esposizione verso un titolo di stato italiano emesso con scadenza nel marzo del 2020 rimane nei portafogli gestiti da nomi dell’alta finanza del calibro di BNP Paribas, Invesco, Generali, Deka e Amundi. A dispetto di tutto il panico per il diffondersi del COVID-19, in Italia e nel mondo.
L’Italia si conferma il paese più colpito dal virus dopo la Corea del Sud. I casi di italiani alle prese con la malattia COVID-19 (provocata dal coronavirus) sono saliti a 650, a fronte di 17 vittime. E’ salito però anche il numero dei pazienti guariti in Lombardia, ora a quota 40.
Nella giornata di ieri il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha reso noto che l’epidemia del coronavirus ha colpito in Italia lo 0,1% dei comuni, aggiungendo che le persone in quarantena sono lo 0,089% della popolazione totale e che il territorio italiano in isolamento è lo 0,01%. Di Maio ha puntato il dito contro l’infodemia, praticamente contro la carrellata di notizie sul virus e sulla malattia COVID-19 all’insegna del sensazionalismo e dell’allarmismo.
Ma gli investitori continuano a snobbare le varie rassicurazioni, guardando piuttosto ai vari alert lanciati dagli economisti e da vari think tank: non mancano tra i vari outlook sfornati nelle ultime ore outlook che danno molto probabile l’arrivo in Italia della quarta recessione tecnica dal 2009. Ma i fan dei BTP, in questo contesto, resistono.
A entrare nel mirino dei sell sono stati questa settimana anche i titoli sovrani di Spagna e Portogallo, che hanno anch’essi sottoperformato il mercato. I differenziali tra i tassi decennali di questi due paesi rispetto ai tassi decennali tedeschi sono balzati al massimo in nove mesi.
“Consigliamo agli investitori di stare lontani dai periferici“, hanno detto, stando a quanto riporta Reuters, gli analisti di MIzuho. Certo un consiglio non proprio di buon auspicio per i bond italiani.