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Earning season stupirà ancora, ma Barclays indica ritorni più esigui dalle azioni

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L’earning season statunitense è iniziata a spron battuto con tutte le società dell’S&P 500 che hanno pubblicato risultati trimestrali questa settimana che hanno battuto le stime degli utili per azione. A questo però non è corrisposto un rally dei titoli, che anzi in molti casi hanno reagito negativamente ai solidi riscontri trimestrali.

L’S&P 500 continua comunque a viaggiare a ridosso dei massimi storici, con i titoli tecnologici tornati in gran forma: Sullo sfondo prendono quota timori che la variante Delta porti a nuove restrizioni andando a tarpare le ali alla ripresa economica, così come la prospettiva che prima o poi la Fed riveda al ribasso gli acquisti di asset alla luce delle forti pressioni inflattive.

Spazio per sorprese positive, siamo già al picco crescita utili

Gli analisti di Barclays, in attesa che l’earning season entri nel vivo con anche le big tech alla prova dei conti, vedono spazio per sorprese positiva, ma allo stesso tempo si aspettano che il secondo trimestre segni il picco della crescita degli utili. Nel dettaglio, il consensus prevede una crescita degli utili del 72% negli USA e del 120% in Europa. “Il contesto per i guadagni è stato generalmente favorevole nel 2° trimestre, con le riaperture generalizzate. Nonostante una Cina più debole e problemi di approvvigionamento che incidono sui margini, nel complesso vediamo spazio per alcune sorprese positive”, argomenta Barclays che si aspetta però rendimenti azionari inferiori mentre vedono guadagni particolarmente positivi su energia, tech hardware, mining, chimici; meno su aviazione, Real Estate, auto e beverage.

“Il picco di crescita degli utili significa minori ritorni futuri – aggiunge la banca d’affari britannica – . Il secondo trimestre potrebbe rivelarsi l’ultima stagione degli utili ‘beat and raise’, dati i dati sull’attività di picco e le comp più difficili a venire”. Barclays è in linea con le stime di consensus sugli utili per quest’anno e marginalmente avanti per l’anno prossimo, principalmente per l’elevato livello di crescita del PIL stimato dalla casa d’affari UK. “Tuttavia, con lo scarso potenziale per un’ulteriore revisione del P/E, dato il picco dell’offerta di moneta e la decelerazione della crescita dell’EPS, a nostro avviso ci si aspettano rendimenti azionari inferiori”.