Notizie Notizie Italia Lunedì d-day per Intesa Sanpaolo tra conti 2025 e nuovo piano. Focus su dividendi, tech e crescita fuori da Italia

Lunedì d-day per Intesa Sanpaolo tra conti 2025 e nuovo piano. Focus su dividendi, tech e crescita fuori da Italia

30 Gennaio 2026 09:19

Conto alla rovescia per i fuochi d’artificio delle trimestrali bancarie di Piazza Affari, che in alcuni casi saranno arricchiti dalla contestuale presentazione dei nuovi piani industriali. Ad aprire le danze sarà lunedì Intesa Sanpaolo, mentre per i conti dell’altra big Unicredit, bisognerà attendere il 9 febbraio.

Nuove sfide per il ceo Messina

La banca guidata da Carlo Messina diffonderà il 2 febbraio i conti del quarto trimestre accompagnati dalla presentazione del nuovo piano d’impresa, con conferenza per gli analisti dalle 10 del mattino, mentre la conferenza stampa si terrà nel primo pomeriggio. Le attese sono alte con i numeri che dovrebbero confermare un anno record in termini di profitti.

Il ceo Messina non ha fatto mistero di voler rimanere fuori dal rumore del risiko, anche se di volta in volta non mancano di emergere voci di un possibile assalto alle Generali. Il mercato guarda a come la banca riuscirà a dare fiato agli utili anche nei prossimi anni con l’efficientamento dei costi che è una delle possibile leve. Il nuovo piano dovrebbe mettere quindi al centro anche i nuovi investimenti su Isytech per catturare maggiori efficienze operative in termini di cost/income (attualmente al 38,9%), oltre a possibili tagli di costi attraverso programmi di uscite volontarie.

Altro punto chiave sarà la remunerazione dei soci, dove Intesa già primeggia con un payout ratio del 70%, a cui si somma il buyback da valutare anno per anno.

Equita si aspetta che la nuova strategia poggi su quattro direttrici: sviluppo del modello di Wealth Management, accelerazione della trasformazione digitale, consolidamento dell’efficienza operativa e revisione della politica di remunerazione agli azionisti. La sim milanese prevede che il focus sarà sulla crescita delle attività a minore assorbimento di capitale, come asset management, private banking e assicurazioni, al fine di rendere i ricavi più stabili e meno dipendenti dal margine d’interesse.

Non solo Italia

Intesa Sanpaolo vede circa il 90% dei suoi profitti realizzati sul mercato interno. “Questo è un punto di forza, ma anche un limite”, sottolineano gli analisti di Bank of America che rimarca come – con una generazione di capitale organico superiore a 330 punti base all’anno e DTA pari a circa 100 punti base – Intesa potrebbe continuare a distribuire più dividendi/riacquisti. Sebbene questo sia ancora prezioso, la sua principale sfida a medio termine rimane quella di esportare la sua storia di successo al di fuori dell’Italia e perseguire la crescita. A questo livello di valutazione, vediamo migliori rapporti rischio/rendimento altrove”.

Il ceo Messina lunedì sarà probabilmente sollecitato sulle possibili mosse nell’asset management con il mercato che periodicamente riaccende la speculazione su possibili abboccamenti con Generali dopo che per Trieste è saltato l’accordo nell’asset management con il francesi di Natixis. Un’alleanza tra le due big italiane creerebbe un polo nazionale di wealth management di dimensioni importanti con oltre 1.500 miliardi di euro di AuM. Intesa Sanpaolo è già il primo gestore in Italia, con il suo polo di wealth management che ha raggiunto 909 miliardi di AuM nel primo semestre.

Conti 2025, cosa si attendono gli analisti

Nei primi 9 mesi del 2025 Intesa ha riportato utili netti pari a 7,6 miliardi di euro e per raggiungere la guidance di “ben oltre” 9 miliardi sull’intero anno deve sfornare almeno altri 1,4 miliardi di utile. Per gli analisti dovrebbe andare ben oltre tale livello. Il consensus indica circa 1,85 miliardi di profitti.

Gli analisti di Equita sono più ottimisti indicando un utile netto intorno a 2,3 miliardi. Il margine di interesse (NII) è invece visto in calo del 2% su base trimestrale e del 6% annuo, a 3,71 miliardi di euro, mentre le commissioni dovrebbero crescere del 3% annuo grazie al risparmio gestito, con ricavi in lieve calo dell’1% annuo a 6,78 miliardi.

Le attese per i prossimi anni

Guardando al futuro, Banca Akros indica per Intesa un utile netto 2026 di 9,56 miliardi di euro contro il consensus di 10,1 miliardi, per poi salire a 10,51 miliardi nel 2028. Relativamente al nuovo business plan, Akros si aspetta un’ulteriore accelerazione delle commissioni di gestione e protezione del patrimonio, l’ottimizzazione dei costi e l’attenzione alla remunerazione degli azionisti (con l’attuale payout del 70% da considerare come un minimo).

Anche Equita indica da qui al 2029 un crescita sostenuta un margine d’interesse stimato a 16,5 miliardi (consensus è 16,4 miliardi), ricavi totali a 30,8 miliardi (+3% rispetto al consensus di 30,5 miliardi) e un utile operativo a 19,3 miliardi (consensus indica 19 miliardi).

Titolo in standby

In attesa di conti 2025 e nuovo piano, il titolo Intesa staziona poco sotto i massimi toccati il 6 gennaio in area 6,10 euro. Da inizio anno il saldo è attualmente negativo (-1,4%). Negli ultimi 12 mesi ha messo a segno un rally del 37% e la market cap è di quasi 102 miliardi, dietro di circa 6 miliardi rispetto a Unicredit (108 mld) che con il prepotente rally dello scorso anno l’ha superata al primo posto tra i pesi massimi del listino milanese.