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Crisi COVID-19, BCE pensa a marketplace NPL in stile Amazon. Bankitalia e ABI parlano di bad bank

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Che la crisi del coronavirus COVID-19 stia già avendo e sia destinata ad avere ancora forti ripercussioni sui bilanci delle banche di tutto il mondo è assodato. Con le famiglie che si tengono sempre più stretti i portafogli, non potendo prevedere quando l’emergenza sanitaria ed economica finirà, le imprese che fanno meno ricavi e meno profitti nel migliore dei casi (nel peggiore falliscono direttamente), è matematico concludere che non tutti i prestiti che gli istituti di credito hanno erogato torneranno indietro. Tanto che sono mesi che circolano indiscrezioni secondo cui la Bce, nel caso specifico dell’Eurozona, starebbe pensando di creare una “bad bank” europea che gestisca la mole di crediti deteriorati-NPL che inevitabilmente è destinata a salire.

Bce pensa a marketplace NPL in stile Amazon prendendo ispirazione dal sito BlinkS di Prelios
People wearing face masks walk in front of a big Euro sign in Frankfurt am Main, western Germany, as the European Central Bank (ECB) headquarter can be seen in the background on April, 24, 2020 amid the coronavirus COVID-19 pandemic. (Photo by Yann Schreiber / AFP) (Photo by YANN SCHREIBER/AFP via Getty Images)

In questo modo, l’istituzione aspirerebbe i bad loans, i crediti cattivi, allegerendo i bilanci delle banche colpite da sicure svalutazioni.
Dell’idea bad bank si parla sempre di più, e anche in Italia, dove le banche, pur avendo fatto enormi sforzi per liberarsi della scomoda mole delle sofferenze, conoscono fin troppo bene il problema. Nulla è stato ancora deciso, e a circolare sono più voci di mercato che non notizie, anche se Reuters ha riportato di recente una curiosità non da poco, che conferma come Francoforte si stia dando da fare, e anche in modo innovativo.

NPL, Bce lavora su sito in stile Amazon, prende ispirazione da BlinkS di Prelios

La Bce sta lavorando su un sito in stile Amazon per vendere centinaia di miliardi di euro di prestiti erogati da banche che sono ‘andati a male’ a causa della crisi del coronavirus”, si legge nell’articolo di Reuters pubblicato sull’Irish Times. Che aggiunge: l’obiettivo è  “risollevare l’economia e sfidare il dominimo dei grandi investitori del debito di Wall Street“.
Finora a essere pronta è solo una bozza, sfornata nell’ambito degli sforzi che l’Eurozona sta facendo per capire come affrontare la questione dei crediti deteriorati, di quei crediti che rischiano di inquinare i bilanci delle banche.
Allo stesso tempo, si avverte la necessità di evitare che i fondi attivi nel mercato dei “distressed debt” finiscano con acquistarli a prezzi stracciati.
“L’idea è di aprire il mercato agli acquirenti di portafogli più piccoli, creare un mercato in stile Amazon o eBay….una cosa del genere potrebbe muovere il mercato”, ha detto Edward O’Brien, funzionario senior della Bce.
“Il mercato dei bad loan è stato dominato da pochi acquirenti molto grandi. In uno scenario tipico, uno di loro potrebbe rilevare un portafoglio molto significativo e a forte sconto”, ha aggiunto O’Brien.
Di fatto, da uno studio di Deloitte è emerso che la metà circa dei 450 miliardi di prestiti NPL venduti in Europa tra il 2014 e il 2019, è stata acquistata da Cerberus, Blackstone, Lone Star and Goldman Sachs. Questi colossi sono stati particolarmente attivi in Irlanda.
Nessun commento è stato rilasciato al momento dalle dirette interessate. Reuters ha riportato anche che lo schema a cui la Bce sta lavorando ha preso ispirazione dal marketplace digitale Blinks di Prelios, così come dalle aste di debiti lanciate negli Usa: BlinkS, si ricorda, è il marketplace digitale per il trading di portafogli di crediti.

Bad Bank aspira NPL: ne parlano ABI e Bankitalia

Il tema bad bank è tornato intanto di attualità nella giornata di oggi, con le audizioni cpresso la Commissione finanze del Senato del direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini e di Bruna Szego, capo del servizio Regolamentazione e Analisi macroprudenziale di Bankitalia.
Con la crisi del coronavirus “ci sarà un incremento dei crediti deteriorati” delle banche, ha detto Sabatini, che ha riconosciuto che negli ultimi anni le “banche italiane hanno fatto uno sforzo enorme” nella riduzione degli NPL, ma che, nonostante questo, non si è riusciti ancora ad arrivare al di sotto della “soglia fissata dall’Eba del 5%”.
Sabatini ha invocato “una risposta coordinata a livello europeo“, ricordando che “la Commissione Ue sta definendo un piano d’azione per prevenire l’accumulo” delle sofferenze.
Una “bad bank” pubblica per gestire gli NPL – ha detto – sarebbe “sicuramente uno strumento importante”. D’altronde, “anche le autorità europee” sarebbero favorevoli all’idea e lo stesso presidente del consiglio di sorveglianza della Bce, Andrea Enria, ha lanciato “una proposta su una bad bank europea”.
“In una logica di unione bancaria – ha spiegato ancora Sabatini – una ‘asset management company’ comune avrebbe molto senso, anche se avrebbe tempi molto lunghi e sarebbe un processo molto complesso”.
Detto questo, “quello verso cui si sta andando è un quadro legislativo europeo che disciplina le attività delle singole asset management company nazionali: questo è sicuramente un passo avanti”.
Per ora il piano di Bruxelles è di dar vita a un “quadro normativo per armonizzare le società di gestione dei crediti deteriorati, sviluppare il mercato secondario dei crediti deteriorati e definire ulteriori azioni per ridurre i tempi della giustizia civile“.
A parlare di bad bank pubblica è stata anche Szego di Bankitalia, che ha definito l’opzione “un tema che sta tornando all’attenzione in Italia e anche in Europa, perchè gli impatti sull’economia legati al Covid coinvolgono tutta la zona euro”. La funzionaria di Palazzo Koch ha ammesso che “si discute anche dell’eventuale possibilità di costruire le ‘asset management company’ (Amc), a livello europeo e nazionale”, confermando quanto detto dal suo collega Sabatini.
Un attenti è stato lanciato tuttavia sulla normativa europea vigente: “C’è un problema di aiuti di Stato – ha puntualizzato – se la cessione non avviene a valori di mercato. C’è una direttiva europea che vieta di fare acquisti con prezzi diversi dai valori di mercato”.
“Per le banche e l’economia sarà essenziale avere tutti gli strumenti per gestire al meglio i crediti deteriorati”, ha detto ancora, avvertendo tuttavia di stare attenti alle proposte presenti nei disegni di legge stilati in merito al recupero dei crediti in sofferenza. Proposte che, a suo avviso, “vanno valutate con molta attenzione”. Esiste infatti il rischio, ha sottolineato, “che venga compromesso il mercato secondario degli Npl, principale canale attraverso il quale le banche hanno ridotto il loro peso nei bilanci”.
Inoltre, proposte non appropriate potrebbero “creare incentivi non corretti a favore dei debitori, inducendoli ex-ante a non onorare il debito, con impatti anche sugli investimenti verso il nostro paese”.