Notizie Notizie Italia Corte dei Conti, taglio delle tasse solo con taglio della spesa pubblica

Corte dei Conti, taglio delle tasse solo con taglio della spesa pubblica

Il carico fiscale per i cittadini italiani si può attenuare soltanto grazie a una riduzione corrispondente della spesa pubblica. E’ la posizione sostenuta dalla Corte dei Conti nella parte dedicata alle considerazioni di sintesi della relazione sulla tipologia delle coperture adottate e sulle tecniche di quantificazione degli oneri relative alle leggi pubblicate nel quadrimestre settembre-dicembre 2006. In merito ai conti pubblici, l’istituto presieduto da Tullio Lazzaro mette in evidenza che appare di notevole interesse che il recupero sia andato oltre quello che sarebbe stato giustificato dal miglioramento del contesto macroeconomico.


Tuttavia, è “di rilievo il fatto che un tale esito sia prevalentemente il frutto di incrementi di entrate e non, se non in parte minima, di una maggiore capacità di contenere la spesa corrente. Da questo punto di vista, se è vero che per la prima volta dopo molti anni la crescita reale della spesa corrente primaria si è fermata sotto il livello di crescita reale dell’economia (rispettivamente 1,4% e 1,9%), è altresì vero che solo una dinamica della spesa che resti significativamente distante dalla crescita del prodotto può consentire una graduale riduzione della pressione fiscale nel rispetto rigoroso degli impegni derivanti dal Patto di stabilità e crescita europea, impegni che, come è noto, prevedono, nel medio periodo, il conseguimento di un saldo globale di bilancio tendenzialmente in pareggio”.


Per quanto concerne le spese previste nella legge finanziaria del 2007 la magistratura contabile rileva che sono state messe in cantiere una serie di iniziative che sembrano maggiormente idonee a dare sostanza ad una loro riduzione. Si abbandona, infatti, il ricorso a tagli indiscriminati a favore di una revisione dei programmi che consenta di individuarne le criticità, le opzioni di riallocazione delle risorse, le possibili strategie di miglioramento dei risultati ottenibili con le risorse stanziate, sul piano della qualità e dell’economicità. Tuttavia, non sembra bastare poiché per la Corte dei Conti costituisce una scelta “non rinviabile e cruciale nel controllo della spesa, insieme con una attenta e severa rivisitazione delle esenzioni e delle agevolazioni fiscali, l’adozione di interventi correttivi in materia di pensioni e pubblico impiego (che, insieme, rappresentano oltre il 55% della spesa pubblica al netto degli interessi)”.


In tema di pensioni, si pone la questione di un accorciamento del percorso di stabilizzazione da conseguire con una attenta valutazione dei possibili interventi correttivi. E, tra questi, la Corte dei Conti ha da tempo rilevato l’attenzione crescente che, anche in altri paesi, va assumendo l’innalzamento dell’età pensionistica. Un tale obiettivo resta infatti cruciale per l’istituto presieduto da Tullio Lazzaro. “Va rimarcato – precisa ulteriormente la relazione della magistratura contabile – come su questo fronte sarebbe preoccupante se norme volte a superare le rigidità poste dal cosiddetto scalone comportassero un arretramento in termini di risparmi di spesa rispetto agli stessi risultati prefigurati dalla legislazione vigente (legge Tremonti-Maroni) e non puntassero comunque, in aggregato, a un innalzamento dell’età effettiva di uscita dal lavoro”.