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Corsa al vaccino con sponda filantropica di Bill Gates. I numeri dell’ascesa delle tedesche BioNTech e CureVac

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La corsa per un vaccino contro il coronavirus si gioca nei laboratori di tutto il mondo così come a Wall Street cavalcando l’ascesa delle realtà biotech. C’è però chi ha preso una via alternativa, quella della filantropia, per finanziare queste società. Il tutto ben prima che il Covid-19 si palesasse.
Da anni Bill Gates, terza persona più ricca del mondo, si è impegnato a donare una grossa fetta ricchezza. Ad oggi, Gates ha donato 35,8 miliardi di dollari di azioni alla sua fondazione. Parliamo della Bill & Melinda Gates Foundation, l’organizzazione filantropica del cofondatore multimiliardario Microsoft.

Bill Gates e sua moglie Melinda sono stati per decenni sostenitori della lotta contro le malattie infettive. Dal 1994 hanno donato oltre 45 miliardi di dollari a organizzazioni di beneficenza, gran parte dei quali sono andati alla Bill & Melinda Gates Foundation (nata nel 2000). La fondazione investe in competenze e tecnologie che aiutano a rendere i vaccini più veloci, migliori e più economici. La fondazione dei coniugi Gates ha investito, prima dello scoppio del Covid, in alcune delle società che stanno risultando in testa nella corsa per l’approvazione del primo vaccino anti-Covid.
La fondazione di Gates è in prima fila nella diffusione delle vaccinazioni in generale con la GAVI Alliance, partnership tra soggetti pubblici e privati volta a favorire la diffusione dei vaccini anche nei Paesi poveri. Tra i partner figurano entità quali OMS, Banca Mondiale e Unicef.

In principio fu Pfizer

Già prima dell’annuncio di Pfizer e BioNTech circa l’elevata efficacia del loro candidato vaccino e della richiesta di utilizzo d’emergenza avanzata alla FDA, Bill Gates si era detto convinto che Pfizer fosse in pole nella corsa al vaccino con il suo BNT162b2 potrebbe benissimo diventare il primo vaccino contro il coronavirus a disposizione degli americani. La Fondazione Gates possiede azioni del grande produttore farmaceutico statunitense. La fondazione di Bill Gates ha acquistato per la prima volta una partecipazione in Pfizer nel 2002 con l’intenzione iniziale  di “espandere l’accesso al contraccettivo iniettabile della compagnia farmaceutica, Sayana Press, dando alle donne del mondo in via di sviluppo un’opzione accessibile”.
Guardando alle performance a Wall Street, Pfizer quest’anno segna un saldo sostanzialmente invariato anche se dai minimi di marzo il rimbalzo è stato di quasi +40%.

L’astro nascente BioNTech dai grandi numeri in Borsa

Non sorprende che la Bill & Melinda Gates Foundation possieda azioni anche della BioNTech. Anche in questo caso, però, la fondazione senza scopo di lucro non ha investito nella biotech tedesche a causa del suo programma anti coronavirus. La Gates Foundation ha investito 55 milioni di dollari in BioNTech nel settembre 2019, con un potenziale di finanziamento totale di 100 milioni di dollari. L’obiettivo della fondazione con questo investimento era di lavorare con BioNTech per sviluppare vaccini e immunoterapie per prevenire l’infezione da HIV e tubercolosi. BioNTech ha iniziato a sviluppare il suo programma di vaccino anti Covid all’inizio di quest’anno e aveva già fatto progressi significativi con questo programma quando ha annunciato una partnership con Pfizer a marzo.
BioNTech  segna addirittura +315% quest’anno a Wall Street. Dal suo sbarco in Borsa nell’autunno 2019, la biotech tedesca segna addirittura +670%. 
Due anni fa il dottor Ugur Sahin, che ha fondato BioNTech insieme alla moglie Özlem Türeci (anch’essa dottoressa), fu profetico dicendo che la sua azienda sarebbe stata in grado di utilizzare la sua cosiddetta tecnologia dell’RNA messaggero per sviluppare rapidamente un vaccino in caso di pandemia globale.

Non è da meno l’altra tedesca CureVac

BioNTech non è stata la prima azienda biotecnologica tedesca ad attirare l’attenzione della Fondazione Gates. Nel 2015, la fondazione si è impegnata a investire 40 milioni di dollari in CureVac e inoltre ha finanziato diversi progetti di sviluppo di vaccini basati sulla piattaforma RNA messaggero di CureVac. La Fondazione Gates prima dello sbarco in Borsa era il secondo maggiore azionista della società.
CureVac, biotech tedesca quotatasi sul Nasdaq lo scorso 14 agosto con boom di quasi +250% al debutto, capitalizza oggi oltre 15 mld di dollari. CureVac è sostenuta anche dal miliardario Dietmar Hopp, co-fondatore del gigante tedesco del software SAP, che possiede quasi la metà di CureVac, e vanta anche una collaborazione tecnologica con il gigante delle auto elettriche Tesla.
Rispetto ai 16 $ dell’Ipo, CureVac ora vale oltre 5 volte di più.

Vir Biotecnologia

La Gates Foundation è stata anche uno dei principali investitori nella californiana Vir Biotechnology tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017. L’obiettivo della fondazione, con una quota in Vir, era di “sostenere lo sviluppo di programmi di vaccini contro l’HIV e la TBC a prezzi accessibili, e sostenere lo sviluppo di un nuovo partner nello spazio delle malattie infettive”. L’attività di Vir ora include diversi programmi incentrati sul coronavirus.
Tutte quattro queste azioni di aziende produttrici di vaccini contro il coronavirus potrebbero essere vincitori a lungo termine. Tuttavia al momento Pfizer e BioNTech sono  più avanti nella corsa al vaccino, mentre in Borsa i vincitori quest’anno sono soprattutto le due biotech tedesche con performance da capogiro, ma anche Vir che ha più che raddoppiato in questo 2020.