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Corporate bond BBB, tassi mini e rischio alto. Se c’è recessione il declassamento a ‘junk’ non è lo scenario peggiore

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Occhio al rischio insito nel boom di emissioni di  bond corporate “investment grade” classificati con rating BBB. A lanciare l’allarme sono gli analisti di JP Morgan e Bank of America-Merrill Lynch analizzando il comportamento negli ultimi tempi della maggiori aziende americane che si sono indebitate sul mercato dei bond in un contesto di tassi prossimi a zero.
Buona parte delle obbligazioni mondiali, dai titoli di stato ai finanziari, ai corporate, offrono ormai interessi negativi e investire denaro su questi assets sta cominciando a diventare, oltre che controproducente, sempre più rischioso.. Il rendimento sul Treasury bond a 10 anni è sceso negli ultimi 12 mesi da 2,7% a 1,6% invogliando le società a ricorrere ai prestiti obbligazionari, non solo per rifinanziare debiti in scadenza (anche di tipo bancario) ma anche per indebitarsi maggiormente sul mercato grazie ai bassi costi di funding. Solo lo scorso mese di settembre le società USA hanno emesso 167 miliardi di dollari in nuovi bond, il terzo record più alto in termini di volumi nella storia. I nuovi bond corporate sono andati a rifinanziare obbligazioni in scadenza estendendo la maturità e riducendo il tasso d’interesse a un costo più basso.

Il rischio dei corporate bond BBB

Le stesse società – secondo una stima di Bank of America-Merrill Lynch – hanno però emesso anche 56 miliardi di dollari di bond in più rispetto al loro bilancio, gonfiando quindi la posizione debitoria. Il che rappresenta un rischio poiché, in caso di shock dei mercati molte di queste società indebitate si ritroverebbero in difficoltà con conseguente perdita del merito creditizio BBB. E scivolando in area “non investment grade”, molti fondi d’investimento sarebbero costretti per regolamento o statuto a liquidare gran parte delle posizioni causando una repentina discesa dei prezzi dei bond e mettendo al contempo in difficoltà gli emittenti, costretti a pagare di più per rifinanziare maggiori debiti contratti.

Da BBB a Junk il passo è breve

Pertanto, in caso di recessione, la maggior parte delle società che ora godono di rating BBB, finirebbero per essere declassate dalle agenzie di rating in area “junk”, cioè spazzatura, con inevitabili ripercussioni negative in termini di costi e rendimenti. In termini di quantità, si parla di circa 3.000 miliardi di dollari di corporate bond che scivolerebbero in basso avvicinandosi all’area high yield che vale complessivamente circa 1.200 miliardi Usd. E il timore è che parte di queste società super indebitate potrebbero finire in default se non riuscissero più a rifinanziare il proprio debito.

L’impatto di un recessione sui corporate bond

Come ha ammonito JP Morgan ad inizio ottobre tali emittenti appaiono più vulnerabili in caso di recessione, quindi il rischio sui corporate bond classificati in area BBB è più grande di quanto sembra. O meglio è potenzialmente maggiore di quanto indicato dalle agenzie di rating nei report che periodicamente vengono pubblicati e aggiornati. Tuttavia non è ancora chiaro come le società verrebbero penalizzate dalle agenzie di rating in caso di recessione – dicono gli analisti di JP Morgan – anche perché non è dato sapere quando e come eventualmente si manifesterà la recessione economica di cui tanto si parla. E’ ipotizzabile che, in caso di difficoltà, nella migliore delle ipotesi, finirebbero in area “non investment grade” 210 miliardi di bond corporate nel giro di due anni e altri 305 nell’arco di tre anni. Questo dato, però, è solo indicativo poiché l’affidabilità degli emittenti sarà valutata caso per caso in base alle disponibilità di liquidità di cui dispongono le società e secondo il noto principio too big to fail.