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Coronavirus, Trump dice addio a OMS e sbraita contro Cina: nel mirino anche APP TikTok

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Donald Trump dà il benservito all’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo averla attaccata e minacciata ripetutamente nei mesi scorsi, in merito alla gestione della pandemia da coronavirus.
L’amministrazione americana ha inviato di fatto al segretario generale delle Nazioni Unite una notifica, che certifica l’intenzione degli Stati Uniti di ritirarsi dal WHO, World Health Organization (appunto OMS in italiano) entro il 6 luglio del 2021. Lo ha confermato alla Cnbc una fonte della Casa Bianca.

Il divorzio non sarà immediato e, anzi, non è detto neanche che ci sarà, visto che ci sono alcuni fattori che condizioneranno la scelta definitiva degli Stati Uniti e che sfuggono al controllo di Trump: la posizione del Congresso Usa e, soprattutto, le imminenti elezioni presidenziali del prossimo 3 novembre, che vedranno il presidente sfidare il democratico Joe Biden.

TULSA, OKLAHOMA – JUNE 20: U.S. President Donald Trump speaks at a campaign rally at the BOK Center, June 20, 2020 in Tulsa, Oklahoma. Trump is holding his first political rally since the start of the coronavirus pandemic at the BOK Center today while infection rates in the state of Oklahoma continue to rise. (Photo by Win McNamee/Getty Images)

Il processo di ritiro è, inoltre, lungo. La notifica al Palazzo di Vetro è il primo passo da compiere nell’iter, della durata di un anno, da seguire per sancire l’addio definitivo.
Non che la notizia sia, per il mondo, una doccia fredda. Tutt’altro. Sono mesi che Trump accusa l’Organizzazione, responsabile a suo avviso di aver coperto Pechino nella gestione del coronavirus.
Trump aveva già annunciato la sospensione dei finanziamenti Usa al WHO, attirandosi le critiche di tutto il mondo. Dal canto suo, il presidente aveva parlato del “coinvolgimento del ruolo dell’OMS nel gestire in modo gravemente inefficiente la diffusione del coronavirus, arrivando a insabbiarla”, in complicità con la Cina.
Un mese dopo, il tycoon annunciava anche la sua intenzione di tagliare i ponti con l’organizzazione. “La Cina ha il controllo totale sul World Health Organization, nonostante paghi solo $40 milioni l’anno, rispetto a quanto gli Usa pagano, approssimativamente $450 milioni l’anno”.
La minaccia di tagliare i fondi proprio nella fase più disperata della battaglia mondiale contro il coronavirus era stata accolta da Antonio Guterres, segretario generale dell’Onu (da cui dipende l’Organizzazione) con un forte disappunto:
“Non è il momento di ridurre le risorse per le operazioni dell’Oms o di qualsiasi altra organizzazione umanitaria nella lotta contro il coronavirus. Ora è il momento dell’unità perché la comunità internazionale lavori insieme in solidarietà per fermare questo virus e le sue conseguenze dirompenti”, aveva detto Guterres. Idem avevano fatto Russia e Cina, accusando l’America di Trump di “un approccio egoista”.
In tutto questo la Cina ironizza sulle mosse del presidente Usa, con il Global Times che commenta la notifica Usa arrivata sul tavolo dell’Onu, scrivendo che “il presidente Trump si è ritirato dal WHO perchè l’organizzazione non lo aiuta a essere rieletto”. E che aggiunge, senza mezzi termini, che “gli Stati Uniti sono caduti in uno  stato di demenza“.
Tra l’altro nelle ultime ore Trump non si è certo fermato qui, nello sferrare forti critiche al nemico cinese.
Il New York Times riporta indiscrezioni secondo cui il presidente avrebbe ordinato a un fondo pensionistico federale che gestisce i risparmi dei lavoratori del settore ferroviario di non investire in società cinesi.
Trump sarebbe pronto a imporre anche nuove sanzioni contro Pechino, per il ruolo che avrebbe avuto nel non essere riuscita a frenare i contagi del virus.
E tutto questo sta avvenendo in concomitanza con le minacce arrivate dal segretario di Stato Usa Mike Pompeo che, nella giornata di lunedì, ha detto che gli Stati Uniti stanno cercando di mettere al bando TikTok e altre APP cinesi di social media.
Dopo i ripetuti attacchi contro il colosso delle infrastrutture Huawei e dopo aver dichiarato anche l’altra società cinese ZTE ‘un pericolo per la sicurezza nazionale’ americana gli Usa, ha confermato Pompeo, sono pronti ad andare a fondo della questione, temendo sempre di più un eventuale utilizzo da parte di Pechino delle sue tecnologie ai fini di spionaggio.
Non per niente, nelle ultime ore lo stesso direttore dell’Fbi Christopher Wray, visto il periodo quanto mai cruciale per gli Stati Uniti, quello pre-Election Day, ha detto di credere che la Cina abbia “preferenze” riguardo alle prossime elezioni Usa. Tanto che l’Fbi ormai monitora le attività cinesi “ogni dieci ore”.
Intanto, continuano a salire a livelli record i nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti, fattore che starà facendo uscire dai gangheri Donald Trump: stando a quanto riporta Reuters, in California il numero delle infezioni è cresciuto di almeno 10.201 unità (nuovo record) a 283.797 casi.
Boom di contagi anche in Texas, dove in un giorno sono stati individuati 10.028 nuovi casi, anche in questo caso un record per lo stato”, facendo salire il totale a 210.585. Sempre in Texas il numero dei decessi è aumentato di 60 unità, nuovo record in un giorno che porta il conteggio delle vittime dello stato a superare quota 2.700. Cresce anche l’ospedalizzazione, al nuovo massimo giornaliero di 9.286 ricoveri, in crescita di 588 unità rispetto al giorno precedente.