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Conti JPM e Citi non scuotono le banche del Ftse Mib: scatto di Banco BPM e Mediobanca, male UBI

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Giornata negativa per Piazza Affari con i mercati che sono tornati a guardare con preoccupazione al rischio contagi dopo che la California ha deciso di tornare a chiudere tutte le attività non essenziali. Rischio ‘lockdown 2.0’ anche per Texas e Florida. Intanto ha preso il via la stagione delle trimestrali con crollo di oltre il 50% dell’utile di JP Morgan, che è però riuscita a fare meglio delle attese.  Per Citigroup gli utili sono scesi di ben il 73% ma anche in questo caso meglio delle attese.
A Milano il Ftse Mib ha così chiuso a -0,62% a 19.879 punti. Buone le indicazioni dall’asta BTP che ha visto assegnato il massimo dell’ammontare previsto (10 mld) con domanda sostenuta sia per le scadenze più brevi (3 e 7 anni) sia per il Btp 2040.

Dopo il crollo di ieri a -15% dopo diverse sospensioni al ribasso, si impone Atlantia come miglior titolo con un guadagno del 2,2 per cento. Il consiglio dei ministri atteso per oggi sul dossier Aspi è stato posticipato a stasera alle ore 22. Il mercato teme sempre più il rischio revoca concessione autostradale.

UBI in affanno tra le banche

Tra le banche segno meno per Ubi Banca che ha ceduto l’1,25%. In un’intervista al Financial Times, l’amministratore delegato di Ubi, Victor Massiah, concentrandosi sull’Ops di Intesa Sanpaolo ha parlato della possibile creazione di una sorta di monopolio nel caso l’operazione vada in porto. Di contro Massiah ritiene che se non avrà successo l’OPS, il gruppo UBI potrebbe portare passare da preda a predatore e finalizzare un’acquisizione entro fine anno.
Intanto, è arrivato il sì di Cattolica (che fa parte del patto Car che detiene il 19% di Ubi) all’adesione all’OPS. La quota di UBI detenuta dal gruppo assicurativo è dell’1%.
In chiusura ta le banche spicca Mediobanca (+1,73%), seguita da Banco BPM (+0,96%), mentre Unicredit è scesa dello 0,42%.

ENI in forze con parole Descalzi

Giornata positiva per ENI che ha accolto con favore le parole del ceo Claudio Descalzi circa l’accelerazione della transizione energetica del gruppo che dal 2020 al 2023 investirà 4,9 miliardi in progetti low carbon che le permetteranno di raggiungere 1 MTPA di capacità di bioraffinazione e 3GW di rinnovabili oltre a finanziare altri progetti ricomprendono anche la chimica verde, l`idrogeno e CCS. “Riteniamo che la spesa sugli investimenti green – sostengono gli analisti di Equita Sim – avrebbe un costo del capitale decisamente inferiore rispetto al business degli idrocarburi. L’accelerazione nel percorso di decarbonizzazione di ENI sarebbe un fattore positivo per il titolo”.
Un’altra seduta tonica per Telecom Italia (+1,78%) balzata oltre quota 0,37 euro con il mercato che continua a sperare in un esito positivo in tempi brevi della questione rete unica. Non hanno destato preoccupazioni invece le dichiarazioni del ceo di Iliad Italia che ha indicato come obiettivo quota 6 mln di utenti nel mobile.

KO Nexi e STM

Giornata da dimenticare per Nexi scivolata indietro di oltre il 2%. Indiscrezioni stampa parlano del possibile interesse agli asset messi in vendita da Wirecard in Germania. Nexi sarebbe in particolare interessata alle attività digitali di Wirecard sul mercato tedesco e non alle attività internazionali. La gara vedrà coinvolti numerosi player internazionali del settore ed ha ricevuto al momento oltre 100 manifestazioni di interesse.
Peggior titolo di oggi è stato però Stmicroelectronics (-4,21% a 24,75 euro) complice il sell-off di ieri sera da parte del comparto tech USA. Intanto Analog Devices ha indicato oltre al settore comunicazioni (ex smartphone) anche quello industriale come area con trend sopra le attese.