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Con governo Draghi outlook da sogno per Piazza Affari e i BTP. UniCredit tra i titoli vincenti, mentre crollo spread sarà da record

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Si fa sempre più nutrita la platea degli analisti ed economisti che guardano con favore all’effetto che il governo Mario Draghi avrà sul futuro dell’Italia, asset finanziari in primis.

Morgan Stanley scommette sull'Italia con il governo Draghi. Outlook da sogno per Piazza Affari e BTP. Spread crollerà
ROME, ITALY – FEBRUARY 17: Italian Prime Minister Mario Draghi attends the debate ahead of the confidence vote on the new Italian government at the Italian Senate, on February 17, 2021 in Rome, Italy. The new President of the Italian Council, Mario Draghi, will present his political priorities to the Senate before a vote of confidence on the government formed by the former head of the European Central Bank is held in the upper house of parliament. (Photo by Roberto Monaldo/AM POOL/Getty Images)

Nel giorno in cui il neo presidente del Consiglio è intervenuto al Senato per presentare le Comunicazioni sulle linee programmatiche del suo esecutivo, in vista del voto sulla fiducia,  Morgan Stanley ha diramato la nota “European Economics&Strategy | PM Draghi’s Government – a big moment for Italy and Europe”. Tradotto: “Strategia ed economia europea/ Il governo del premier Draghi: un grande momento per l’Italia e per l’Europa“.
Nel report, gli esperti hanno sottolineato come “l’autorità, la stabilità e la competenza del nuovo governo rappresentino un fattore positivo importante, che aumenta la convinzione verso un utilizzo efficace del Recovery Fund da parte dell’Italia”.
Dall’analisi sono emersi alcuni punti, che hanno confermato, tra l’altro, l’attenzione verso quei titoli di Piazza Affari che potrebbero secondo gli analisti beneficiare dell’era Draghi, e anche l’outlook roseo sui BTP e, di conseguenza, sullo spread BTP-Bund.

Spread BTP-Bund: tonfo fino a 55 punti base? Outlook Morgan Stanley

Di seguito le osservazioni più importanti messe in risalto dal team di Morgan Stanley:

  • Una possibile durata del governo Draghi, compresa tra 1 e 2 anni, grazie a credibilità e una solida maggioranza parlamentare.
  • Il focus dell’esecutivo Draghi, in primo luogo, su buon uso del Recovery Fund, in modo che le risorse aggiuntive (~2% del PIL all’anno per cinque anni) siano utilizzate efficacemente, portando ad una maggiore fiducia verso il superamento della previsione di crescita italiana precedente (4% nel 2021 e 5,3% nel 2022); in secondo luogo, sulla riforma fiscale della zona euro, per rendere la valuta più sostenibile.
  • Un governo italiano competente potrà fornire sostegno verso la creazione di un sistema di prestiti congiunti, nonché verso la riforma del Patto di Stabilità e Crescita, mentre la credibilità del track record di Draghi e i suoi contatti potranno aiutare a portare la questione in cima all’agenda politica.
  • Il governo Draghi rappresenta un significativo e positivo catalizzatore per l’azionario italiano; la Banca si aspetta una sovraperformance del 10-15% guidata dal settore finanziario.
  • I titoli sovrappesati che vengono evidenziati sono: Unicredit, Mediobanca, ENEL, Stellantis e Prysmian.
  • La Banca rimane positiva sul trend dei BTP. Lo scenario base obiettivo potrebbe vedere una diminuzione da 85 punti base (da dic. ’21 a giu. ’21) a 55 punti base, nel corso del secondo semestre ’21.
  • Il miglioramento dell’outlook verso l’Italia da parte degli investitori fornisce un ulteriore (e inaspettato) elemento positivo per l’azionario europeo (specialmente per il settore bancario, per il quale una sovraperformance superiore al 30% non è da escludere).

Il discorso di Mario Draghi al Senato per la fiducia al suo governo

Diverse oggi le questioni che Mario Draghi ha illustrato nel discorso al Senato con cui ha chiesto la fiducia al suo governo.
Il premier ha sottolineato l’importanza di combattere la pandemia, sottolineando che il “virus è nemico di tutti”. Il discorso ha confermato la lungimiranza del presidente del Consiglio, la sua attenzione verso il futuro, la necessità di evitare gli sprechi – in vista dell’utilizzo delle risorse del Next Generation EU, pari per l’Italia a 209 miliardi di euro -, in quanto ‘ogni spreco oggi è un torto che facciamo alle future generazioni’.
Questo, ha tenuto a sottolineare Draghi, non è un governo nato dal fallimento della politica, ma un governo del Paese:
“Siamo cittadini di un Paese che ci chiede di fare tutto il possibile – ha detto il presidente del Consiglio -, senza perdere tempo, senza lesinare anche il più piccolo sforzo, per combattere la pandemia e contrastare la crisi economica. E noi oggi, politici e tecnici che formano questo nuovo esecutivo siamo tutti semplicemente cittadini italiani, onorati di servire il proprio Paese, tutti ugualmente consapevoli del compito che ci è stato affidato. Questo è lo spirito repubblicano del mio governo“.
In termini operativi, l’accento è stato posto sulla necessità di rafforzare il Programma nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) da presentare a Bruxelles:
“Dovremo rafforzare il Programma prima di tutto per quanto riguarda gli obiettivi strategici e le riforme che li accompagnano. Obiettivi strategici: Il Programma è finora stato costruito in base ad obiettivi di alto livello e aggregando proposte progettuali in missioni, componenti e linee progettuali. Nelle prossime settimane rafforzeremo la dimensione strategica del Programma, in particolare con riguardo agli obiettivi riguardanti la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’inquinamento dell’aria e delle acque, la rete ferroviaria veloce, le reti di distribuzione dell’energia per i veicoli a propulsione elettrica, la produzione e distribuzione di idrogeno, la digitalizzazione, la banda larga e le reti di comunicazione 5G. Il ruolo dello Stato e il perimetro dei suoi interventi dovranno essere valutati con attenzione. Compito dello dello Stato – ha continuato ancora Draghi – è utilizzare le leve della spesa per ricerca e sviluppo, dell’istruzione e della formazione, della regolamentazione, dell’incentivazione e della tassazione. In base a tale visione strategica, il Programma nazionale di Ripresa e Resilienza indicherà obiettivi per il prossimo decennio e più a lungo termine, con una tappa intermedia per l’anno finale del Next Generation EU, il 2026″.
Affrontati i temi con difficoltà annesse della scuola (con la necessità di recuperare le ore perse a causa delle conseguenze della pandemia Covid-19), l’importanza da assicure nel paese la parità di genere, visto che ““l’Italia presenta oggi uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa“, il bisogno cruciale di avviare riforme che non possono essere più procrastinate, come la riforma della Pubblica Amministrazione e del fisco, con una profonda revisione dell’Irpef. Il tutto, deciso da un governo convintamente europeista e atlantista, imperniato sull’irreversibilità dell’euro.