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Come selezionare i Bonus Cap e Reverse combinandoli per implementare strategie long/short

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UniCredit ha emesso un’ampia gamma di Bonus Cap, Top Bonus e Reverse Bonus Cap. Si spazia infatti da prodotti come Bonus e Reverse a barriera continua fino ad arrivare ai Top Bonus che invece presentano barriera discreta, quindi a scadenza. Molteplici i sottostanti di questa emissione, da titoli e indici europei a titoli e indici americani, rigorosamente con opzione Quanto (per eliminare l’impatto della diversa valuta sull’investimento). Prodotti che sono anche ben diversificati per rendimento, barriera e scadenza.
In questo articolo ricordiamo velocemente come funzionano questi prodotti per poi approfondire e individuare i Top Bonus più interessanti e sviluppare una strategia long short in grado di combinare i Bonus Cap con i Top Bonus.

Top Bonus: premi corposi e barriera a scadenza

Ampia la gamma di Top Bonus emessa da UniCredit che prevede, come sottostanti, azioni europee ed americane e indici europei. I premi arrivano fino al 139% dell’ISIN DE000HV4HNW9 su ZOOM, le barriere sono comprese tra il 70 e l’80% e le scadenze tra dicembre 2021 e dicembre 2022.

Come funziona questo prodotto?

Il Top Bonus rappresenta una buona via di mezzo tra i Bonus Cap e i prodotti a barriera discreta come i Cash Collect. Infatti, questi prodotti, pagano a scadenza un premio se, alla data di valutazione finale, il sottostante è al di sopra del livello barriera, altrimenti pagano un valore che è uguale alla differenza tra lo strike e il prezzo del sottostante. Che significa? Facciamo un esempio.
Prendiamo il prodotto su ENI ISIN DE000HV4HNC1, barriera all’80% a 6,4688 euro e strike a 8,086 euro, Bonus 110,5% e scadenza 17 dicembre 2021. A scadenza se ENI sarà maggiore o uguale a 6,4688 euro, l’investitore porterà a casa 100 euro a certificato + il premio del 10,5%. Si noti che se il prodotto viene comprato per esempio a 95 io vedrò comunque restituirmi 100 euro a certificato (con una plusvalenza di 5 euro a certificato) più 10,5 euro a certificato, vedendo così il rendimento lievitare al 15,5%. Se il sottostante a scadenza dovesse chiudere al di sopra del Cap (che corrisponde al Bonus per questa emissione) io prenderei lo stesso il 10,5% di Bonus, ma non usufruirei del maggior upside del titolo. Se le cose invece dovessero chiudere a nostro sfavore, con ENI sotto la barriera, ipotizziamo a 6 euro, l’investitore avrà perso circa il 26%, venendosi restituire circa 74 euro a certificato.

Come selezionare il Top Bonus

Nella selezione del Top Bonus si può partire dal proprio profilo di rischio. Per chi ha un approccio più conservativo a questa tipologia di prodotto, meglio andare sui certificati che hanno come sottostante gli indici. Questo perché una barriera del 70% su un indice ha sicuramente altra valenza rispetto alla medesima su un titolo. Tendenzialmente gli indici sono per natura meno volatili. Per esempio, per chi reputa che il peggio sia passato in Europa, l’ISIN DE000HV4HL34 sul FTSE MIB evidenzia una barriera al 70% a 15.004,577 punti, quindi molto profonda e un Bonus del 6,5%. Chiaro che minore è il rischio e minore sarà il rendimento atteso. Si alza l’asticella del rendimento e del rischio con l’ISIN DE000HV4HL26 sullo Stoxx Europe Banks, un prodotto che ha barriera a 49,798 EUR (70%), di fatto i minimi storici per questo indice e un rendimento atteso del 113% a scadenza (dicembre 2022).
Per chi invece fosse alla ricerca del massimo rendimento, disponibile dunque ad assumersi rischi più alti, ci sono diverse opportunità anche sui titoli. Per esempio, l’ISIN DE000HV4HNQ1 su Netflix evidenzia un rendimento potenziale del bonus di oltre il 13% con scadenza dicembre 2021 e distanza dalla barriera del 23%. Altro prodotto interessante, sempre su titolo USA, è l’ISIN DE000HV4HNP3 su Facebook. In questo caso il rendimento potenziale a fine 2021 è del 10,9%.

Bonus Cap e Reverse Bonus Cap: punta al premio con protezione condizionata del capitale

Prima di vedere nel dettaglio come utilizzare questi due prodotti combinati (Bonus Cap e Reverse Bonus Cap), spieghiamo velocemente come funzionano. Il meccanismo è lo stesso identico per entrambi i prodotti, con la differenza che il Bonus Cap è uno strumento tendenzialmente rialzista, mentre il Reverse Bonus Cap è tendenzialmente ribassista. Ma le regole del gioco sono le stesse. Per quanto riguarda il Bonus Cap, questo prodotto paga un premio a scadenza a condizione che durante tutta la vita del prodotto (quindi non solo a scadenza come il Top Bonus) il sottostante non sia mai andato al di sotto del livello barriera. Se l’evento barriera si verifica, il certificato perde la protezione condizionata del capitale e non paga più il premio. A questo punto sarà come avere in portafoglio il titolo, con il limite però di rendimento al Cap.
Per quanto riguarda i Reverse Bonus Cap, il meccanismo è lo stesso identico, ma in questo caso la barriera è posta al 130% del valore dello strike proprio perché questi sono prodotti pensati per chi ha una view ribassista su un determinato titolo. Quindi pagheranno un premio a condizione che il sottostante non superi mai il 130% dello strike.

Una strategia long short per bilanciare il rischio e ottimizzare il rendimento

Oltre a poter utilizzare questi due strumenti singolarmente, per sviluppare strategie di trading o d’investimento, è possibile combinarli in strategie Long/Short che presentano un interessante profilo di rischio rendimento. Nel far ci riagganciamo ad un articolo pubblicato sul Certificate Journal N° 677.
La strategia consiste nel comprare contemporaneamente un Bonus Cap e un Reverse Bonus Cap sullo stesso sottostante e con scadenza uguale o molto vicina (max qualche settimana di stacco tra le due scadenze). Nella selezione del  sottostante è meglio puntare su titoli con buoni fondamentali, perché saranno meno volatili, e su cui si ha una view laterale, o al massimo leggermente rialzista. Il massimo guadagno da questa strategia si avrà infatti se il sottostante rimarrà all’interno delle due barriere (quella posta al di sotto del prezzo attuale del sottostante per il Top Bonus e quella più alta del valore del titolo per il Reverse Bonus Cap) poiché l’investitore a scadenza otterrà entrambi i premi. Avremmo perdite crescenti nel caso di rottura di una delle due barriere, ma queste saranno totalmente o parzialmente compensate dal payout del prodotto con posizione contraria al certificato in perdita.
Abbiamo specificato che questa rimane una strategia da adoperare preferibilmente su titoli su cui si ha una view laterale o su cui si si aspetta leggeri rialzi. Questo perché il rischio sulla parte del Reverse Bonus Cap è maggiore rispetto a quello che ci si prende col Bonus Cap. Infatti, statisticamente, è più probabile che un titolo faccia in uno o due anni il 100%, portando a zero il valore del Reverse Bonus Cap, che non il -100%, equivalente al fallimento della società, con rispettivo azzeramento del Bonus Cap. Avrà anche senso dare un peso diverso in portafoglio ai due certificati, magari investendo il 60 o 70% sul Bonus Cap e la restante parte sul Reverse Bonus Cap.

Esempio di strategia LONG/SHORT su UBER

Vediamo un esempio pratico. Prendiamo come titolo Uber, società americana che fornisce un servizio di trasporto automobilistico privato attraverso un’applicazione mobile. Sul titolo gli analisti sono sostanzialmente positivi. Da Bloomberg vediamo infatti che di 41 analisti che seguono il titolo, 35 sono buy e 5 sono neutral. Solo 1 analista consiglia di vendere il titolo. Il target price a un anno è a 52,41 dollari, di fatto sui valori attuali. Sulla carta dunque questo sembra essere un caso potenzialmente interessante per sviluppare questa strategia poiché gli analisti sono positivi ma non vedono forti apprezzamenti delle azioni.
Su Uber UniCredit ha emesso un Bonus Cap ISIN DE000HV4HN65 con Barriera al 60% e premio del 26,5% (al momento in cui scriviamo l’articolo il certificato tratta a sconto, quindi il rendimento potenziale è più alto pari al 28,02%). Come Reverse Bonus Cap invece notiamo l’ISIN DE000HV4HLV5 con barriera al 130% e rendimento potenziale del 28,02%. Immaginiamo di costruire un portafoglio con questi due certificati: il 60% allocato sul Bonus Cap e il 40% sul Reverse Bonus Cap. Nella tabella avete, in base alla performance del sottostante il payoff a scadenza. Come potete notare, fino a quando il sottostante rimane nei limiti delle barriere il rendimento del portafoglio è massimo e pari al 27,11%, mentre oltre le barriere dei due certificati il portafoglio subisce una performance via via peggiore ma comunque sempre migliore rispetto all’investimento nel singolo certificato.

Il grafico sottostante dovrebbe facilitare la lettura della tabella ed evidenzia l’andamento del portafoglio costruito 60% Bonus Cap e 40% Reverse Bonus Cap su un capitale investito di 10.000 euro. Sull’asse orizzontale avete la performance del sottostante, compresa tra il -70% e il +100%. In questo intervallo si vede l’andamento del portafoglio al variare della performance del sottostante a scadenza (linea rossa), confrontato con il capitale investito (linea tratteggiata in rosso). Nella parte inferiore invece gli istogrammi rappresentano il rendimento a scadenza del Bonus Cap (in giallo) e del Reverse Bonus Cap (in blu). Ovviamente, sulle “ali” del payoff, l’esito negativo di uno dei due prodotti genera una perdita sul capitale comunque più contenuta rispetto all’investimento diretto in uno dei due certificati, ma anche rispetto ad un’operatività long o short sul sottostante.