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Carneficina tra le criptovalute, perché il bitcoin crolla quando sui mercati azionari scatta il risk-off?

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Il bitcoin fatica a riconquistare la soglia dei $ 50.000 e mostra debolezza anche a inizio settimana dopo il capitombolo di sabato che ha visto i prezzi crollare fino a -20% con scambi selvaggi nel weekend. Nelle ultime 24 ore il prezzo della criptovaluta di maggior valore segna -4% in area 47.400 $ (dati CoinDesk). “Bitcoin è nella terra di nessuno in questo momento e non sembra che la situazione cambierà presto”, ha osservato Ed Moya, analista senior di Oanda.

Il violento calo del bitcoin di sabato è stato da molti associato al risk-off che ha caratterizzato i mercati nell’ultima settimana con la fuga dal rischio innescata dai timori causati dalla variante Omicron del COVID-19 e dalle possibili mosse della Federal Reserve contrastare l’inflazione. In particolare il presidente della Fed Jerome Powell ha ritirato la parola transitoria dalla discussione sull’inflazione e ha affermato che la banca centrale potrebbe considerare nel prossimo meeting un’accelerazione del tapering. Una Fed più aggressiva nel contrastare l’inflazione è uno dei timori principali tra chi guarda gli asset digitali in quanto il bitcoin è visto da molti come uno strumento di protezione contro l’inflazione.

Gli incroci pericolosi tra nervosismo mercati e andamento delle cripto

Così come successo all’inizio della pandemia, il bitcoin tende a deragliare quando si impenna la volatilità sui mercati. Perché quindi il BTC crolla quando i mercati azionari crollano? Prova a dare una risposta il ceo di eToro, Yoni Assia, mediante twitter: “Tutti ripetevano come fosse una copertura contro inflazione e mercati azionari! La risposta è “impatto a breve termine”. L’aumento di BTC e Crypto nel 2021 è attribuito a: asset allocator tradizionali/Istituzionali e al trading a leva. Quando i mercati azionari scendono, gli asset allocator devono riequilibrare i loro portafogli. Nello spazio tradizionale, il BTC è ancora un asset rischioso rientrante negli investimenti alternativi che, per la maggior parte, non sono liquidi. Quindi, il tradizionale “panico” da riallocazione, e la spinta a ribasso del mercato, potrebbe anche essere una vendita massiva di 50 $BTC da parte di un investitore tradizionale”.

“Un calo significativo del mercato porta poi a liquidazioni di operazioni a leva – quelle sono per lo più nel lato crypto – dal retail alle balene. Nelle ultime 24 ore sono stati liquidati 2,5 miliardi di posizioni long, il che è una considerevole pressione di vendita per tutto il mercato! L’ultima volta che il mercato ha liquidato così tante posizioni long era il 06.09.2021”, conclude Yoni Assia.