Notizie Notizie Italia BTP ormai ostaggio della politica. Le tre date chiave e cosa potrebbe mandare in tilt spread e mercati

BTP ormai ostaggio della politica. Le tre date chiave e cosa potrebbe mandare in tilt spread e mercati

4 Ottobre 2018 10:14

Le prossime settimane e mesi vedranno il rischio Italia ancora al centro delle attenzioni e il mercato con ogni probabilità tornerà a testare la tenuta degli Btp. Dall’arrivo del nuovo governo giallo-verde per la carta italiana è stata costantemente sotto pressione con almeno due violente tornate di sell-off. In attesa di vedere i dettagli della prossima legge di bilancio e se effettivamente il governo andrà a ridimensionare l’obiettivo di deficit per i prossimi anni, il Cio di DWS, Stefan Kreuzkamp, traccia un possibile scenario di ulteriori turbolenze: “i precedenti sell-off sui BTP di solito seguiti da toni rassicuranti da Roma e un ritorno della relativa calma di mercato, per quanto temporanea. Sembra probabile che la storia si ripeta nelle prossime settimane e mesi”, con quindi il perdurare delle tensioni sui mercati obbligazionari “ma nessun default e nessuna uscita dall’Eurozona per l’Italia nel prossimo futuro”.

 

In Italia, rimarca il cio di DWS, lo scetticismo nei confronti dell’Unione europea è in aumento da diversi anni e ha contribuito alla sconfitta di Matteo Renzi nel referendum costituzionale del 2016 e alla sconfitta del Partito Democratico nelle elezioni politiche del marzo 2018. “Sia M5S che la Lega hanno recentemente attenuato la loro retorica sull’appartenenza italiana all’eurozona, ma non è ancora chiaro a nessuno quanto durerà questo cambiamento – sottolinea Kreuzkamp – . Ciò che non è discutibile, basato sia sui dati dei sondaggi, è che gli elettori italiani erano stufi di austerità”.

 

Battaglia sul deficit

L’impatto cumulativo di tutte le promesse elettorali della Lega e del movimento cinque stelle probabilmente avrebbero portato a un deficit del 6% del PIL.
E’ plausibile immaginare che il governo stia cercando di mettere alla prova i limiti per la spesa in deficit, al fine di valutare la reazione da parte dei mercati finanziari, delle agenzie di rating e della Commissione europea. “Se è così – prosegue l’esperto di DWS – si potrebbe immaginare che un certo livello di respingimento da parte della Commissione sia necessario per frenare le richieste eccessive da parte di politici populisti. la nuova legge di bilancio deve essere presentata a Bruxelles entro il 15 ottobre. La commissione Europea (uscente) potrebbe non apprezzare ciò che verrà presentato. Tuttavia, Bruxelles ha poteri limitati per interferire direttamente a breve termine. L’approvazione parlamentare a Roma procederà in parallelo”.

Le date politiche da tenere d’occhio

20 ottobre, l’ultima data entro la quale il governo italiano deve presentare la sua proposta di bilancio finale al parlamento.
30 novembre, quando la Commissione europea darà una prima valutazione del progetto di bilancio.
31 dicembre, entro quale data il budget deve essere approvato da entrambe le case del parlamento italiano.

 

Cosa potrebbe andare storto nei prossimi mesi?

A quali rischi bisogna quindi guardare con maggiore attenzione nelle prossime settimane? In primo luogo DWS guarda al ruolo delle agenzie di rating in generale e di Moody’s in particolare. Moody’s ha posto l’Italia in credit watch negativo e probabilmente rivedrà il rating entro la fine di ottobre, al più tardi. Il nostro caso base rimane un downgrade di un gradino. Ciò lascerebbe l’Italia ancora un notch al di sopra del livello junk”. Meno probabile è il secondo scenario che vede una delle agenzie di rating perdere la pazienza e privare l’Italia del suo credit rating investiment grade.