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Btp meglio del Bund anche quando il mercato è sotto stress, i motivi del mood pro-Italia

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Tassi Btp puntano i minimi storici. In una giornata in cui l’incertezza da coronavirus torna a inquietare i mercati (Piazza Affari scende dell’1% circa a metà seduta), gli investitori si rifugiano nei titoli di Stato. Ma a differenza del recente passato, il Bund risulta meno gettonato rispetto ai Btp. Il rendimento del decennale tedesco è sceso a -0,4% oggi, ma gli acquisti sono più copiosi sul decennale italiano che trova sponda anche nell’ennesima convincente asta Btp.
Il rendimento del Btp a 10 anni è sceso a 0,85%, sui minimi a 5 mesi e non lontano dal minimo storico toccato a inizio settembre 2019 a 0,805%. 

Il ritorno a comprimersi dei rendimenti, che ieri ha visto la Grecia entrare nel club dei ‘sotto 1%’ di rendimento, vede confermarsi al forza relativa della carta italiana. Restringimento del gap rispetto agli altri titoli di Stato, testimoniato da uno spread Btp-Bund ai nuovi minimi da maggio 2018 in area 126 pb, che si è reso evidente soprattutto dopo l’esito delle elezioni regionali in Emilia Romagna (26 gennaio) che hanno attenuato la percezione del rischio politico dell’Italia.  E adesso gli investitori mostrano un forte appetito verso la carta italiana che è una delle poche in Europa a offrire rendimenti interessanti sulle scadenze medio-lunghe.
I Btp non mostrano invece pagare le prospettive di debole crescita del paese dopo che anche l’UE che ha rivisto al ribasso le stime di crescita sul paese (da +0,4% a +0,3% per il PIL 2020).

Asta Btp con rendimenti ai nuovi minimi storici

Il Tesoro oggi ha allocato complessivi 5 miliardi di euro, ossia il massimo della forchetta prevista (tra 4 e 5 miliardi). Nel dettaglio, sono stati allocati Btp triennali (ISIN: IT0005384497), con scadenza 15 gennaio 2023, per 2,25 miliardi con rendimento medio del -0,10%, in calo di 29 punti base rispetto alla precedente asta di titoli di analoga durata tenutasi a gennaio. Si tratta del minimo storico per il Btp triennale che ha battuto il precedente segnato lo scorso settembre. La domanda è stata di oltre 3,38 miliardi con rapporto di copertura di 1,51 (dal precedente 1,40).
Il Btp a 7 anni (ISIN: IT0005390874), con scadenza 15 gennaio 2027, ha visto il collocamento di titoli per 2,75 miliardi al tasso medio dello 0,48%, in discesa di 46 punti base rispetto all’asta precedente. Si tratta del minimo storico per il Btp settennale che ha superato il record minimo di settembre 2019. La domanda che è stata di 3,73 miliardi con un rapporto di copertura di 1,36 (1,47 il precedente).

I numeri dell’emissione dei record

L’euforia sulla carta italiana è stata alimentata nei giorni scorsi dall’emissione record del nuovo Btp 2036 che ha raccolto una domanda record di 50 miliardi, superando il record precedente di quasi 48 miliardi di euro stabilito il mese scorso per una vendita del nuovo Btp a 30 anni. Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato 9 miliardi del nuovo Btp con scadenza primo marzo 2036, godimento 18 febbraio 2020 e tasso annuo dell’1,45%, pagato in due cedole semestrali. Poco più della metà del collocamento è stato sottoscritto da fund manager (circa il 53%), mentre le banche ne hanno sottoscritto circa il 23%. Gli investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo hanno acquistato il 18,5% dell’emissione (in particolare il 12% è andato a fondi pensione e assicurazioni, mentre il 6,5% è stato allocato a banche centrali e istituzioni governative). Gli investitori esteri si sono aggiudicati poco meno dei due terzi dell’emissione (63,4%), mentre gli investitori domestici ne hanno sottoscritto il 36,6%. Tra gli investitori esteri, di rilievo è stata in particolare la quota sottoscritta da investitori nordamericani (13,3%).