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Btp Futura non fa breccia tra gli italiani, raccolti 5,48 mld. Tassi più alti e premio fedeltà fino al 6% non bastano

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Tassi minimi più alti e la nuova formula con doppio premio fedeltà non bastano a far salire le richieste del BTP Futura, titolo di Stato dedicato esclusivamente agli investitori retail.
La terza emissione si è chiusa ieri con la raccolta di 5,48 miliardi di euro, facendo così lievemente peggio rispetto alle prime due emissioni. Nelle cinque giornate di collocamento sono stati conclusi 132.296 contratti con un taglio medio di 41.400,22 euro.

Le prime due emissioni del BTP Futura si erano infatti concluse con adesioni rispettivamente pari a 6,1 e 5,7 miliardi di euro.

I numeri dell’emissione

La domanda è andata calando nel corso delle giornate. Dai promettenti 2,28 mld del primo giorno, si è passati a 1,39 mld il secondo, 1,01 mld il terzo, 47 milioni il quarto e solo 327 milioni l’ultimo. Dei contratti conclusi sul MOT (il Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato di Borsa Italiana) circa il 60 per cento è stato di importo inferiore ai 20.000 euro, mentre se si considerano i contratti fino a 50.000 euro, si arriva circa all’86 per cento del totale.
Il Tesoro rimarca che, sebbene le modalità di emissione non consentano di avere dati puntuali sulle caratteristiche degli investitori, dalle informazioni raccolte dai Dealer, Co-Dealer ed altri intermediari, si può desumere che la partecipazione di investitori retail sia stata prevalente rispetto a quella del private banking (con una quota di rispettivamente 57% e 43%. All’interno della quota sottoscritta da investitori retail, si stima che circa il 66 per cento abbia inoltrato l’ordine attraverso le filiali delle reti bancarie (sia recandosi fisicamente in filiale sia inoltrando l’ordine a distanza), mentre circa il 34 per cento attraverso l’home banking.
Per quanto riguarda la ripartizione geografica degli ordini ricevuti, la quasi totalità degli ordini è risultata provenire da investitori domestici (circa il 97%).

Tassi cedolari e caratteristiche del terzo BTP Futura

La terza emissione del BTP Futura, con scadenza a 16 anni, prevede tassi cedolari annui nominali, pagati su base semestrale, pari rispettivamente a 0,75% per i primi quattro anni, 1,20% per i successivi quattro anni, 1,65% per i successivi quattro e 2% per i restanti quattro anni di vita del titolo.
Il Btp Futura presenta cedole nominali semestrali calcolate sulla base di tassi prefissati e crescenti nel tempo (il cosiddetto meccanismo step-up).
E’ previsto un doppio premio fedeltà: alla fine dei primi otto anni di vita del titolo l’investitore che avrà detenuto il BTP Futura sin dall’emissione avrà diritto a un premio intermedio pari al 40% della media del tasso di crescita del PIL nominale registrato dall’ISTAT nei primi otto anni di vita del titolo, con un minimo dello 0,4% del capitale investito, fino ad un massimo dell’1,2%,
Alla scadenza finale (dopo i successivi otto anni), agli investitori che avranno continuato a detenere il titolo senza soluzione di continuità dall’emissione fino alla scadenza, verrà corrisposto un premio finale che includerà due componenti: la prima pari al restante 60% della media del tasso di crescita del PIL registrato nei primi otto anni del titolo, con un minimo dello 0,6% fino ad un massimo dell’1,8%; la seconda pari al 100% della media del tasso di crescita del PIL registrato dall’ISTAT dal nono al sedicesimo anno, con un minimo dell’1% ed un massimo del 3% del capitale investito.
Sommando le tranche, per chi detiene il titolo fino alla scadenza il premio oscilla da un minimo del 2% a un massimo del 6%, ossia il doppio rispetto al ventaglio 1-3% che aveva caratterizzato le prime due emissioni che avevano scadenze più brevi.