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Btp euforici nel Draghi Day, spread ai nuovi minimi non basta a Ftse Mib e banche. Unicredit maglia nera anche oggi

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Oggi potrebbe essere il Draghi Day per l’Italia. Il presidente del Consiglio incaricato in giornata, o al massimo domani dovrebbe recarsi al Quirinale per sciogliere la riserva. Dopo il voto sulla piattaforma Rousseau, con il sì dei militanti del M5S al nuovo governo, adesso l’ultimo passo è la lista dei ministri che l’ex presidente BCE sta ultimando in queste ore. Il nuovo governo avrà un consenso molto ampio che comprenderà i tre principali partiti del parlamento (M5S, Pd e Lega) e questo continua a piacere ai mercati con lo spread Btp/Bund in ulteriore restringimento e tassi Btp decennali ai nuovi minimi storici (minimo a 0,425%).
Il differenziale di rendimento tra Btp a 10 anni e Bund è sceso questa mattina sotto i 90 punti, sui nuovi minimi dal 2015. Ieri il Tesoro ha collocato 9 miliardi di titoli a 3, 7 e 20 anni con rendimenti negativi record. Nel dettaglio è stato allocato il nuovo Btp triennale (scadenza gennaio 2024) per 3 mld di euro al tasso negativo di -0,33% (-11 bp rispetto al mese scorso) che supera il minimo storico. Il rapporto di copertura è stato 1,66. Tra le altre scadenze, il Btp a 7 anni ha visto l’allocazione di titoli per 4 mld con rendimento di 0,18%, -13 pb rispetto a un mese fa e vicino ai minimi storici. Il rapporto di copertura è stato 1,47. Infine, il Btp a 20 anni (2 mld con bid to cover di 1,27) assegnato al tasso di 1,14%.

Ftse Mib debole, tra le banche soffre anche oggi Unicredit

Piazza Affari non coglie però oggi l’assist dello spread e si muove in territorio negativo, insieme agli altri listini europei. Sullo sfondo continuano a rimanere le speranze per la campagna di vaccinazione per la ripresa dell’attività economica nei prossimi mesi. Tuttavia, gli indicatori macro sono meno incoraggianti. Secondo i dati ufficiali rilasciati oggi, l’economia inglese ha subito una contrazione del 9,9% nel 2020, il calo più consistente nella storia moderna del paese, nonostante una crescita dell’1% osservata nel quarto trimestre. In Italia sale l’attesa per l’annuncio di Mario Draghi sullo scioglimento della riserva e la scelta dei ministri del nuovo esecutivo. Domani è previsto il giuramento e martedì la fiducia. Intanto procede spedita la stagione delle trimestrali societarie.
In questo contesto l’indice Ftse Mib si è mosso fin dai primi scambi sotto la parità e dopo l’avvio segna un -0,6% in area 23.180 punti. Tra i titoli del paniere principale di Piazza Affari, Unipol si mette in evidenza salendo dell’1,4% dopo aver riportato risultati 2020 migliori delle attese e proposto la distribuzione di un dividendo pari a 0,28 euro per ogni azione. Bene anche Buzzi Unicem e A2A che guadagna circa 1 punto percentuale.
Sul fronte opposto, scivola sul fondo del listino principale Atlantia con una flessione del 2,3%, seguita a ruota da Leonardo, in calo del 2%. Giù anche il comparto bancario, dopo i recenti guadagni, con Unicredit che prosegue la sua discesa a 8,30 euro (-1,55%) dando seguito al tonfo del 3% di ieri in scia alla diffusione dei conti 2020, chiusi in perdita per 2,8 mld di euro. Oggi Equita ha rivisto al rialzo le stime 2021-2022 per la banca che tra due mesi vedrà l’arrivo del nuovo ceo Andrea Orcel. La revisione riflettere una traiettoria di crescita della bottom line più consistente con i messaggi emersi dalla call e dall`evoluzione del contesto di mercato. A seguito della revisione delle stime e di una migliore posizione patrimoniale (CET1 2021 stimato al 13,6% vs precedente 12,8%), la sim milanese ha alzato il target price del del 12% a 10 euro. “Nonostante il miglioramento dell`asset quality e l`ottima posizione patrimoniale, confermiamo l`HOLD in attesa di maggiore visibilità sulla strategia del nuovo CEO e, in particolar modo, sull`evoluzione della traiettoria dei ricavi”, conclude Equita.
Male anche Banco Bpm, con un -0,9%, e Mediobanca (-1,3%). 
Vendite anche su Eni (-1%) riflettendo il calo dei prezzi del petrolio dopo che l’Opec e l’AIE hanno alimentato dubbi sulla solidità della ripresa della domanda, nel corso del 2021. Le vendite sono scattate dopo che l’Opec ha avvertito che la domanda globale di petrolio recupererà nel corso del 2021 più lentamente di quanto inizialmente stimato. Poco prima l’Agenzia internazionale dell’Energia aveva fatto notare come, a livello mondiale, l’offerta di petrolio sia ancora superiore alla domanda, sebbene i vaccini anti-Covid-19 dovrebbero aiutare a sostenere la ripresa della domanda.