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BTP di piccolo taglio alle famiglie per finanziare la Sanità pubblica, la proposta di Treu (Cnel)

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Mini Btp pensati per le famiglie in modo da finanziare il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) anche nel lungo termine guardando oltre all’emergenza Covid-19. La proposta arriva dal presidente del CNEL, Tiziano Treu, nella memoria inviata oggi al Senato sul ddl ‘Cura Italia’. Treu sottolinea anche la necessità di Eurobond per tutti i Paesi UE con misure derogatorie oltre fase emergenziale.

Titoli a lunga scadenza per finanziare il SSN

“L’Italia ha le risorse, economiche e morali, per superare anche da sola questa terribile situazione pandemica. Potrebbe, per esempio, avviare l’emissione di titoli di Stato a lunga scadenza per finanziare il Sistema Sanitario Nazionale, mirati alle esigenze delle famiglie, come accadde nel 2012 (Buono Italia), con titoli di piccolo taglio (1000 euro), che sarebbero certamente bene accolti dagli italiani”, rimarca il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.
La posizione finanziaria dell’Italia, rimarca il CNEL,  è più solida di quanto non siamo abituati a ritenere. L’Italia è l’unico Paese dell’Unione che ha conseguito ininterrottamente per 29 anni un avanzo primario nel suo bilancio pubblico, com’è emerso dalla ricerca “Ricchezza delle famiglie e delle società non finanziarie italiane 2005-2017” della Banca d’Italia e l’ISTAT. “È necessario pensare ad una sorta di garanzia pubblica sui debiti che stanno maturando le imprese per uscire dalla crisi nonché sostenere il credito per garantire un flusso certo di liquidità destinato al sistema produttivo. Servono più aiuti per le famiglie e tutele più significative e adatte per i lavoratori autonomi, poi politiche di sostegno alla genitorialità e alla conciliazione vita lavoro, nuove regole per ammortizzatori sociali universalistici diversi dal reddito di cittadinanza. I lavoratori domestici rischiano di restare senza lavoro e senza strumenti di sostegno al reddito”.

“La crisi epidemiologica in corso evidenzia l’inequivocabile inadeguatezza del numero di medici in Italia rispetto alle esigenze del SSN, che va superata attraverso misure strutturali in grado di garantire la formazione, più snella e rapida mantenendo standard di qualità elevati nonché l’eliminazione del numero chiuso per l’accesso al corso di laurea. Il decreto-legge appare nell’insieme tempestivo e proporzionato nella dimensione e nell’articolazione degli interventi, almeno nell’immediato”, si legge nel documento CNEL.